Lukaku si riprende il Napoli: gol al 95′ contro il Verona e tre punti d’oro

Vittoria al cardiopalma per il Napoli, che espugna il campo dell’Hellas Verona con un 2-1 maturato nei secondi finali. A decidere la sfida è Romelu Lukaku, protagonista assoluto con la rete che fa esplodere la panchina azzurra e consegna tre punti di enorme peso nella corsa ai vertici della classifica.

Hellas Verona-Napoli: analisi, statistiche e probabili formazioni
LaPresse

Lukaku torna dall’infortunio e decide al 95′: il Napoli batte il Verona e conquista tre punti d’oro

Un lampo di classe di Romelu Lukaku regala al Napoli una vittoria sofferta contro il Hellas Verona: al 95′, gli azzurri trovano il gol decisivo e conquistano tre punti fondamentali per restare in scia del vertice della classifica. Una partita intensa, segnata da emozioni fino all’ultimo secondo, che conferma la determinazione e la resilienza della squadra guidata da Antonio Conte.

La gara era diventata complicata dopo il pareggio firmato da Jean-Daniel Akpa-Akpro, bravo a ristabilire l’equilibrio in un momento delicato del match. Il Napoli, guidato in panchina da Antonio Conte, non ha però smesso di crederci, continuando ad attaccare con determinazione anche quando il cronometro sembrava ormai condannare la squadra a un pareggio amaro.

L’episodio decisivo arriva al 95’. Dopo una respinta di Lorenzo Montipò, in area si scatena una mischia furibonda: tra rimpalli e deviazioni, il più rapido di tutti è Lukaku, che si avventa sul pallone vagante e lo deposita in rete da pochi passi. Un guizzo da centravanti puro, che manda in delirio compagni e tifosi e spegne definitivamente le speranze degli scaligeri.

Con questo successo, il Napoli accorcia momentaneamente le distanze dal Milan, portandosi a una sola lunghezza di distanza in classifica. I rossoneri saranno impegnati contro la Cremonese nella sfida in programma domani alle 12:30, ma intanto gli azzurri mettono pressione e rilanciano le proprie ambizioni.

Hellas Verona-Napoli: analisi, statistiche e probabili formazioni

Hellas Verona-Napoli valida per la 27ª giornata di Serie A, è in programma sabato 28 febbraio 2026 alle ore 18.00 allo Stadio Bentegodi. Il Verona è ultimo in classica, con soli 15 punti. Nelle ultime 5 partite ha fatto solo un punto. Parte sfavorito contro il Napoli, la squadra che ha gennaio ha acquistato uno dei suoi giocatori più di talento: Giovane. Il Napoli è però fuori forma. Nelle ultime due ha pareggiato con la Roma e perso con l'Atalanta. I campioni d'Italia in carica sono scesi a -14 dal primo posto e insidiati dalla Roma nella lotta per un piazzamento in Champions League.

Statistiche storiche e testa a testa Hellas Verona-Napoli

Il Napoli è rimasto imbattuto 9 volte nelle ultime 10 partite di Serie A contro il Verona.

StatisticheHellas VeronaNapoli
Vittorie totali1435
Pareggi totali1616
Gol segnati totali56110
Vittorie a Verona1213
Pareggi a Verona77
Gol segnati a Verona3942

7 curiosità e dati chiave sulla sfida

  1. Verona e Napoli hanno pareggiato all'andata. Se dovessero pareggiare, sarebbero due pareggi nelle due sfide stagionali di Serie A, cosa successa solo altre due volte, nel 1971/72 e 1972/73.
  2. L'ultima sfida vinta dal Verona contro il Napoli è stata l'ultima giocata al Bentegodi. Il Verona non batte il Napoli per due partite casalinghe di seguito in Serie A dal 2001.
  3. Il Verona ha perso le ultime due partite, ma in questa Serie A non ha ancora perso 3 partite consecutive.
  4. Nel 2026, il Verona è la squadra che ha guadagnato meno punti, solo 3 in 10 partite.
  5. Il Napoli, sconfitto la scorsa giornata, non ha mai perso due partite di Serie A di seguito con Antonio Conte in panchina.
  6. Il Napoli ha perso il 50% delle trasferte di questo campionato, 9 su 18.
  7. Il Verona è la squadra di questa Serie A che ha segnato meno nei secondi tempi (6 gol) e anche quella che ha subito più gol nei secondi tempi (26).

Hellas Verona-Napoli: probabili formazioni

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò 1, Bella-Kotchap 37, Nelsson 15, Edmundsson 5, Bradaric 12, Niasse 36, Akpa Akpro 11, Harroui 21, Frese 3, Sarr 9, Bowie 18. Allenatore: Sammarco.

NAPOLI (3-4-2-1): 32 Milinkovic-Savic, 31 Beukema, 4 Buongiorno, 5 Juan Jesus, 21 Politano, 68 Lobotka, 20 Elmas, 37 Spinazzola, 27 Alisson, 26 Vergara, 19 Hojlund. Allenatore: Conte.

Ranking UEFA per club: cos’è, come funziona e classifica 2025-2026 aggiornata

Il ranking UEFA per club rappresenta uno degli indicatori più importanti nel calcio europeo. Aggregando i risultati ottenuti dalle squadre nelle competizioni UEFA come Champions League, Europa League e Conference League, questa graduatoria stabilisce la posizione delle società nel panorama continentale. Il ranking influenza non solo il prestigio, ma anche i sorteggi e le fasce delle competizioni, rendendolo un elemento chiave per la programmazione sportiva e finanziaria dei club.

Come funziona il ranking UEFA per club

Alla base del sistema c’è un meccanismo di punteggio che premia le vittorie, i pareggi e i risultati raggiunti nelle varie fasi delle competizioni UEFA negli ultimi cinque anni. Ogni stagione contribuisce con punti calcolati secondo criteri ben definiti e aggiornati dalla UEFA, con un peso maggiore per i risultati nelle fasi finali e nelle competizioni di livello superiore. Il ranking è quindi un equilibrio dinamico che riflette la costanza e la qualità delle prestazioni di un club sul palcoscenico europeo.

Perché il ranking è importante

Oltre a definire le teste di serie nei sorteggi, il ranking UEFA determina anche i bonus economici riconosciuti ai club e può incidere sulla reputazione internazionale di una squadra. Una posizione alta nella classifica consente di attrarre giocatori di livello e partnership commerciali, cruciale per la crescita sostenibile sia sportiva che economica.

Il Ranking Uefa per club 2025-2026 aggiornato

  1. Real Madrid (Spagna) 139.000
  2. Bayern Monaco (Germania) 135.500
  3. Inter (Italia) 127.000
  4. Liverpool (Inghilterra) 126.500
  5. Manchester City (Inghilterra) 125.500
  6. Paris Saint-Germain (Francia) 115.500
  7. Barcellona (Spagna) 106.750
  8. Arsenal (Inghilterra) 104.500
  9. Bayer Leverkusen (Germania) 104.000
  10. Borussia Dortmund (Germania) 100.750
  11. Chelsea (Inghilterra) 99.250
  12. Atlético Madrid (Spagna) 96.750
  13. Roma (Italia) 96.750
  14. Benfica (Portogallo) 90.000
  15. Atalanta (Italia) 84.000
  16. Eintracht Francoforte (Germania) 83.000
  17. Tottenham (Inghilterra) 80.000
  18. Sporting CP (Portogallo) 79.500
  19. Manchester United (Inghilterra) 76.500
  20. Brugge (Belgio) 75.250
  21. Porto (Portogallo) 74.750
  22. Juventus (Italia) 72.250
  23. PSV Eindhoven (Olanda) 71.250
  24. Feyenoord (Olanda) 71.000
  25. Real Betis (Spagna) 70.500
  26. Fiorentina (Italia) 69.750
  27. West Ham (Inghilterra) 69.000
  28. Lille (Francia) 68.750
  29. Aston Villa (Inghilterra) 68.000
  30. Milan (Italia) 66.000
  31. Lione (Francia) 64.750
  32. Napoli (Italia) 63.000
  33. Olympiacos (Grecia) 62.500
  34. Bodo Glimt (Norvegia) 62.000
  35. Lipsia (Germania) 62.000
  36. Rangers (Scozia) 59.250
  37. Villarreal (Spagna) 59.000
  38. Lazio (Italia) 59.000
  39. Ajax (Olanda) 58.250
  40. Fenerbahce (Turchia) 57.750
  41. AZ Alkmaar (Olanda) 57.375
  42. Real Sociedad (Spagna) 57.000
  43. Monaco (Francia) 56.000
  44. Braga (Portogallo) 54.750
  45. Copenaghen (Danimarca) 54.375
  46. Marsiglia (Francia) 54.000
  47. Galatasaray (Turchia) 51.500
  48. Viktoria Plzen (Cechia) 50.500
  49. Shakhtar (Ucraina) 50.250
  50. Ferencvaros (Ungheria) 49.250

Ranking UEFA per federazioni: cosa significa e come funziona

Il ranking UEFA per federazioni rappresenta una classifica chiave nel calcio europeo, che misura la forza e la competitività dei campionati nazionali sulla base dei risultati ottenuti dai club nelle principali competizioni continentali. Aggiornato ogni anno in base alle performance delle squadre partecipanti a Champions League, Europa League e Conference League, questo ranking influisce direttamente sul numero di club che ogni federazione potrà schierare nelle competizioni europee della stagione successiva.

Come viene calcolato il ranking UEFA per federazioni

Il punteggio delle federazioni si basa sui risultati ottenuti da tutte le squadre affiliate nelle competizioni UEFA negli ultimi cinque anni. Ogni vittoria, pareggio e bonus di qualificazione contribuisce ad accumulare punti, che vengono poi sommati e divisi per il numero di club partecipanti. Questo sistema garantisce un equilibrio tra quantità e qualità, favorendo federazioni con club costantemente performanti e presenti nelle fasi più avanzate dei tornei.

L’importanza per i campionati nazionali

Il ranking federale definisce quanti posti ciascun paese riceve nelle varie competizioni europee. Le due nazioni meglio classificate ottengono anche un "posto extra" in Champions League, un premio che può fare la differenza in termini di prestigio sportivo e ricavi finanziari. Per questo, mantenere una posizione alta in questa classifica rappresenta un obiettivo strategico per le federazioni e per l’intero movimento calcistico nazionale.

La classifica del Ranking UEFA aggiornata

  1. Inghilterra 113.130 (9/9)
  2. Italia 98.303 (4/7)
  3. Spagna 92.359 (6/8)
  4. Germania 88.688 (5/7)
  5. Francia 80.141 (4/7)

Classifica per la stagione 2025/2026

  1. Inghilterra 22.291
  2. Germania 17.571
  3. Spagna 17.406
  4. Italia 17.357
  5. Portogallo 16.600
  6. Polonia 15.250
  7. Francia 14.964
  8. Grecia 12.900
  9. Cipro 11.906
  10. Danimarca 11.750

Champions League 2025-2026, i ricavi delle italiane: l’Atalanta supera i 70 milioni e può incrementare il bottino

Terminati i playoff che hanno definito il tabellone degli ottavi di finale, è possibile iniziare a fare le prime stime sui ricavi delle squadre italiane che hanno partecipato alla competizione europea: tra tutte, solo l’Atalanta è riuscita a conquistare l’accesso agli ottavi.

Juventus' Manuel Locatelli celebrates after scoring the 1-0 goal for his team during the Uefa Champions League soccer match between Juventus and Galatasaray at the Allianz Stadium in Turin, playoff 2/2, north west Italy - January 25, 2026. Sport - Soccer (Photo by Fabio Ferrari/LaPresse)

I ricavi dalla Champions League 2025-2026 delle squadre italiane

Nella giornata di ieri, 25 febbraio, si sono conclusi i playoff di Champions League, che hanno definito il tabellone degli ottavi di finale. Tra le italiane impegnate — Atalanta, Inter e Juventus — soltanto la formazione guidata da Raffaele Palladino è riuscita a conquistare l’accesso agli ottavi. 

Archiviata la fase playoff, è già tempo di prime stime sui ricavi delle italiane nella massima competizione europea. La UEFA ha confermato il nuovo format inaugurato la scorsa stagione, con 36 squadre partecipanti e un montepremi complessivo di quasi 2,5 miliardi di euro, distribuito tra le squadre in base ai risultati raggiunti.

Partendo dal Napoli, eliminato nella prima fase senza riuscire a qualificarsi al turno successivo, secondo una stima di Calcio e Finanza, il club avrebbe incassato circa 49 milioni di euro. L’Inter e la Juventus si fermano invece rispettivamente a quota 71 e 64 milioni di euro dopo l’eliminazione ai playoff. Discorso diverso per l’Atalanta, che proseguendo il proprio cammino europeo potrà incrementare ulteriormente i ricavi.

La squadra guidata da Raffaele Palladino finora è terza tra le italiane con 59,4 milioni già incassati. Grazie al superamento del playoff, i nerazzurri hanno aggiunto altri 11 milioni, superando così la soglia dei 70 milioni complessivi. Il percorso però può continuare a generare ricavi: l’accesso ai quarti di finale vale ulteriori 12,5 milioni di euro, le semifinali 15 milioni, la finale 18,5 milioni, mentre la vittoria del trofeo garantirebbe altri 6,5 milioni aggiuntivi

Atalanta - Napoli 2-1, una rimonta che pesa sulla corsa Champions

L’Atalanta ribalta il Napoli 2-1 alla New Balance Arena, con Beukema che illude gli azzurri e le firme nella ripresa di Pasalic e Samardzic che consegnano tre punti pesantissimi alla Dea. È un successo che rimescola la lotta Champions, accorciando la classifica tra terzo e settimo posto e certificando il momento di difficoltà del Napoli lontano dal Maradona.

Sette curiosità su Atalanta-Napoli 2-1

1. Pasalic nella storia dell’Atalanta

Con il colpo di testa dell’1-1, Mario Pasalic è diventato solo il 9° giocatore nella storia dell’Atalanta a raggiungere quota 50 reti in Serie A, un traguardo da bomber vero per un centrocampista. Dalla sua prima marcatura in nerazzurro nel 2018/19, solo Hakan Çalhanoglu (51) ha segnato più gol di lui tra i centrocampisti in campionato: Pasalic è arrivato a 50, confermandosi uno specialista degli inserimenti. Per la Dea significa avere in rosa un centrocampista con numeri da attaccante aggiunto, decisivo ancora una volta in uno scontro diretto.

2. Samardzic, il Napoli è la sua vittima preferita

Il 2-1 che completa la rimonta porta la firma di Lazar Samardzic, ancora di testa, a certificare una partita segnata dai duelli aerei. Il Napoli è ormai diventato la sua vittima preferita: sono tre le reti realizzate dal serbo contro gli azzurri in Serie A, nessuna squadra ne ha subite di più da lui. Questa continuità contro lo stesso avversario racconta di un accoppiamento tattico favorevole, tra il suo piede educato da fuori, i tempi d’inserimento e una difesa azzurra che continua a soffrire chi attacca la trequarti con qualità.

3. Beukema-Gutiérrez, l’asse su palla inattiva

Il vantaggio del Napoli nasce da un copione sempre più riconoscibile: palla inattiva battuta con precisione da Miguel Gutiérrez e stacco imperioso di Sam Beukema per lo 0-1. Per il difensore olandese si tratta della 2ª rete in 15 presenze finora in questo campionato, già una in più rispetto a quanto prodotto nelle sue prime 65 gare di Serie A: un salto di pericolosità evidente sui piazzati. Gutiérrez, dal canto suo, è salito a due partecipazioni al gol nelle ultime quattro gare di campionato (1 gol + 1 assist), appena una in meno di quelle messe insieme nelle precedenti 30 partite tra Girona e Napoli nei top-5 campionati europei, segnale di una crescita esponenziale nell’ultimo terzo di campo.

4. La fortezza Dea: cinque su cinque in casa

La rimonta contro il Napoli vale anche la quinta vittoria casalinga consecutiva in Serie A per l’Atalanta, che non infilava una serie interna così lunga da ottobre-dicembre 2024, quando arrivò a sei successi di fila. Questo filotto riporta la New Balance Arena a essere un fattore, soprattutto se si considera che la Dea è tornata a battere il Napoli in casa in campionato a cinque anni di distanza dall’ultima volta (4-2 del 21 febbraio 2021). La rete subita nel primo tempo rappresenta invece un’eccezione: era dal 9 novembre (contro il Sassuolo) che l’Atalanta non incassava gol nella prima frazione davanti al proprio pubblico, a testimonianza di una solidità generalmente elevata nelle gare interne.

5. Kolasinac, 300 presenze da “guerriero” nei top campionati

Nel giorno della rimonta sul Napoli, Sead Kolasinac taglia un traguardo prestigioso: 300 presenze complessive nei maggiori cinque campionati europei. Di queste, 62 sono arrivate con la maglia dell’Atalanta in Serie A, a certificare l’impatto che il bosniaco ha avuto nel progetto tecnico nerazzurro. Il suo mix di aggressività, letture difensive e leadership fisica è uno degli elementi che hanno permesso alla Dea di alzare il livello nella fase senza palla, soprattutto contro avversarie di alta classifica.

6. Napoli, allarme trasferta e gol concessi

La sconfitta di Bergamo si inserisce in un trend preoccupante lontano da casa: il Napoli ha già perso almeno sei delle prime 14 gare esterne di questo campionato (7 vittorie, 1 pareggio), numeri che non si vedevano dal 2009/10. A rendere ancora più allarmante il quadro è la continuità dei gol incassati: gli azzurri hanno subito almeno due reti in quattro trasferte consecutive di Serie A, striscia negativa che non si registrava dal periodo gennaio-maggio 2021. In una lotta Champions così serrata, una fase difensiva così fragile in viaggio rischia di compromettere quanto costruito al Maradona.

7. Vantaggio sprecato, testa e primi 20 minuti: le crepe azzurre

Quella di Bergamo è la prima partita di Serie A in cui il Napoli perde dopo essere andato in vantaggio di una rete (contro l’Atalanta) dal 24 aprile 2022, quando cadde 3-2 a Empoli: un dato che racconta di una tenuta mentale meno solida rispetto al recente passato. Solo Inter (10) e Juventus (5) hanno segnato più reti di testa del Napoli nel 2026 in tutte le competizioni tra le squadre di Serie A (quattro, come Milan e Torino), ma stavolta gli azzurri subiscono due gol proprio per via aerea, per la prima volta in un singolo match di campionato dall’11 maggio 2024 (contro il Bologna).

Allargando lo sguardo, il Napoli resta comunque una delle squadre più letali nelle partenze: solo Inter (15) e Como (12) hanno segnato più gol degli azzurri (11) nei primi 20 minuti in questa Serie A, ma la gara di Bergamo dimostra che l’approccio iniziale, da solo, non basta più a mascherare le crepe difensive e gestionali emerse alla distanza.

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