Champions League, Inter-Arsenal: le probabili formazioni e dove vederla in TV

Martedì 20 gennaio 2026, alle ore 21:00, allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, ci sarà la sfida tra Inter e Arsenal, valida per la settima giornata della Champions League 2025/26. I neroazzurri, primi in Serie A, hanno ancora da dimostrare la loro forza nelle partite contro i top club. In Champions League erano a punteggio pieno dopo le prime 4 giornate, dove hanno sfidato squadre sulla carta più deboli. Ma nelle ultime due partite, contro Atletico Madrid e Liverpool, sono arrivate due sconfitte, entrambe nei minuti finali. La sfida con l'Arsenal presenta molte insidie. I Gunners sono l'unica squadra a punteggio pieno in Champions League e hanno già battuto corazzate come il Bayern Monaco e l'Atletico Madrid. Gli inglesi sono anche primi in campionato e ad oggi sembrano la squadra più in forma in Europa.

Probabili formazioni di Inter-Arsenal

Lo stato di forma dell'Inter

La squadra di Chivu gioca bene. Nelle ultime giornate di campionato ha dimostrato solidità difensiva, gestendo i vantaggi e misurando le energie dei giocatori. L'assenza di Calhanoglu, autore del gol decisivo che ha portato l'Inter alla vittoria nell'ultimo precedente contro l'Arsenal, potrebbe risultare un problema. Dopo l'infortunio di Dumfries, con cui la squadra fa i conti da tempo, nessuno dei sostituti si è mostrato all'altezza.

La probabile formazione dei neroazzurri

L'Inter schiererà quella che nelle ultime settimane è diventata la formazione tipo. Zielinski, in grande forma, dovrà sostituire Calhanoglu in un ruolo molto delicato. Luis Henrique, verrà premiato con la continuità, ma dovrà affrontare la timidezza e non limitarsi all'ordine tattico se vuole essere il sostituto effettivo di Dumfries.

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Zielinski, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro, Thuram. Allenatore: Chivu.

Come arriva l'Arsenal

I Gunners hanno pareggiato l'ultima partita in Premier League ma sono comunque stabilmente in cima alla classifica. Con una difesa invalicabile e 19 gol su sviluppi da calcio da fermo, non fanno un gioco spumeggiante ma molto efficace. La squadra di Arteta è un'avversaria molto complicata, contro la quale non si possono commettere errori.

La probabile formazione degli azzurri

Le assenze di Calafiori e Hincapie sono poca cosa per una rosa profonda come quella dell'Arsenal. Nello scorso turno di Premier League vari titolari sono partiti dalla panchina e gli 11 migliori scenderanno in campo dall'inizio contro l'Inter.

ARSENAL (4-3-3): Raya;Timber, Saliba, Gabriel, Lewis-Skelly; Odegaard, Zubomendi, Rice; Saka, Gabriel Jesus, Eze. Allenatore: Arteta.

Inter-Arsenal: dove vederla in TV e streaming

Dove è possibile vederla? La partita si potrà vedere sui canali Sky Sport Uno, Sky Sport 252, Sky Sport 4K e in streaming su NOW.

7 curiosità su... Lautaro Martinez

Lautaro Martínez è ormai molto più che il capitano dell’Inter: simbolo moderno del calcio argentino, un attaccante che unisce istinto, potenza e sensibilità fuori dal campo. Ma dietro ai suoi gol c’è una storia ricca di aneddoti affascinanti. Ecco sette curiosità che raccontano il lato più autentico del “Toro”.

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Lautaro, cuore e potenza: sette curiosità sulla vita del Toro

Dietro ai gol decisivi, alla fascia da capitano dell'Inter e ai titoli conquistati, c’è un Lautaro Martínez pieno di storia, radici, scelte di cuore e passioni autentiche. Di seguito, ecco sette curiosità sul capitano dell'Inter.

1. Un destino scritto in famiglia: anche papà era calciatore

Prima di lui, in casa Martínez a correre dietro a un pallone era stato il padre Mario, ala offensiva che ha militato nel Rosario, nel Racing de Olavarría e nel piccolo Liniers, lo stesso club in cui Lautaro ha mosso i primi passi. Il suo debutto arrivò appena un anno dopo il ritiro del padre, quasi come se avesse raccolto un testimone naturale.

2. Il soprannome “Toro”: nato tra i ragazzi di Avellaneda

Contrariamente a quanto pensano in molti, il soprannome non è nato in Italia. Fu un compagno, Santiago Reyes, a ribattezzarlo così quando Lautaro aveva appena 17 anni: “si scontrava con tutto e tutti”, diceva, e il tiro che sfoderava sembrava appartenere a un giocatore molto più grande di lui. Da lì, “El Toro” è diventato un marchio di fabbrica.

3. I suoi idoli? Falcao e Milito, due riferimenti diversi ma decisivi

Radamel Falcao è il suo idolo giovanile. Altra figura chiave è stata Diego Milito, che non solo lo ha ispirato, ma ha anche guidato il suo arrivo all’Inter, diventando una sorta di “traghettatore” nel cuore dei tifosi nerazzurri.

4. Il “no” al Real Madrid a soli 18 anni

Non capita spesso che un ragazzo diciottenne dica “no” al Real Madrid. Eppure Lautaro lo fece senza esitazioni: preferì rimanere al Racing Club per crescere, giocare e affermarsi prima di compiere il grande salto. Una scelta controcorrente che dimostra la sua maturità precoce.

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5. Vita privata: l'amore per Agustina

Lautaro e Agustina Gandolfo si sono conosciuti nel 2018 in una discoteca di Buenos Aires. Dalla loro relazione sono nati due figli, Nina e Theo, e nonostante gli impegni da professionista, Martínez è un papà molto presente: niente tata fissa, a occuparsi dei bambini sono sempre lui e Agustina.

6. Passione argentina: asado, vino rosso e un Malbec di famiglia

Oltre all’asado, Lautaro ha una vera passione per il buon vino. Tanto che, insieme alla moglie, ha avviato la produzione di un Malbec nella regione di Mendoza, terra natale di Agustina. Un modo per tenere viva l’essenza argentina pur vivendo a migliaia di chilometri.

7. Non solo calcio: Lautaro avrebbe potuto giocare a basket

Martínez è nato a Bahía Blanca, la città di Manu Ginóbili, leggenda NBA. Da ragazzo sognava il basket e giocava come playmaker. Lo ha raccontato lui stesso: “Se non avessi fatto il calciatore, avrei scelto il basket”. In famiglia, comunque, il sogno continua: il fratello minore, Jano, oggi milita nel Villa Mitre proprio come cestista.

7 curiosità su... Francesco Pio Esposito

Francesco Pio Esposito è uno dei talenti più luminosi e promettenti del panorama calcistico italiano. Cresciuto nel vivaio dell’Inter e appartenente a una famiglia in cui il calcio è quasi un’eredità genetica, il classe 2005 ha saputo imporsi grazie a determinazione, personalità e un mix di fisicità e tecnica che lo rende un prospetto speciale. Dalle prime esperienze tra i professionisti ai gol pesanti con la maglia nerazzurra, Esposito sta bruciando le tappe e conquistando sempre più spazio sotto i riflettori.
Ecco 7 curiosità che raccontano chi è davvero Francesco Pio Esposito, dentro e fuori dal campo.

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Francesco Pio Esposito: 7 curiosità sul gioiello nerazzurro

Francesco Pio Esposito è uno dei giovani più interessanti del panorama calcistico italiano: talento, personalità e gol stanno accompagnando la sua crescita con l’Inter e con la Nazionale. In queste 7 curiosità scopriamo meglio chi è il nuovo volto del futuro nerazzurro.

1. Il calcio come affare di famiglia

Francesco Pio è cresciuto in una casa dove il pallone era parte della quotidianità: il padre Agostino ha avuto una carriera tra campo e panchina alla Juve Stabia, mentre i fratelli maggiori Salvatore e Sebastiano sono anch’essi professionisti, oggi rispettivamente allo Spezia e al Cagliari. L’unica sorella, Annamaria, ha scelto a sua volta un compagno che vive di calcio: è infatti fidanzata con il difensore Agostino Camigliano, segno che la passione di famiglia si è allargata anche oltre i fratelli Esposito.

2. Un inizio “nerazzurro” precoce

Nato il 28 giugno 2005 a Castellammare di Stabia, è entrato nelle giovanili dell’Inter da giovanissimo (dopo gli anni nel Brescia), facendo tutta la trafila delle squadre giovanili nerazzurre.

3. Il campetto del quartiere: da ricordo a dono

Nel 2024 i tre fratelli hanno rimesso a nuovo il piccolo campo dove avevano mosso i primi passi a Castellammare di Stabia, restituendolo ai ragazzi della loro vecchia zona. Un gesto simbolico per ricordare da dove tutto è iniziato.

4. Legame speciale con il Brescia

Prima di arrivare all’Inter, gli Esposito avevano passato un periodo formativo nella scuola calcio della Voluntas Brescia. Negli anni, questo rapporto è diventato ancora più profondo: nel 2022 Salvatore e Sebastiano ne hanno acquisito delle quote e nel 2025, insieme a Francesco Pio, sono diventati proprietari del 100% della società dilettantistica.

5. Dalla Primavera al professionismo passando per La Spezia

Dopo essere cresciuto nelle giovanili del Brescia e poi dell’Inter, ha compiuto il salto tra i grandi con due stagioni in prestito allo Spezia. Lì è diventato titolare, totalizzando minutaggio pieno in Serie B, 3 gol nel primo anno e ben 19 tra campionato e playoff nel secondo.

6. Un centravanti modellato sull’idolo Džeko

Francesco Pio ammira profondamente Edin Džeko, e nel suo modo di giocare si nota l’influenza del bosniaco: forza fisica, capacità di proteggere il pallone, visione di gioco e un tiro potente che lo rende pericoloso anche dalla distanza.

7. L’esplosione definitiva tra Inter, Champions e Italia

Tornato in nerazzurro nel 2025, ha esordito in tutte le competizioni principali: Mondiale per Club, Serie A e Champions League. Nello stesso anno è arrivata anche la chiamata in Nazionale maggiore, coronata dal suo primo gol con l’Italia a soli 20 anni.

Inter-Lecce, le formazioni ufficiali

Tra le squadre coinvolte nel recupero della 16ª giornata di Serie A, dopo Napoli-Parma, andata in scena alle 18:30, e in attesa delle partite di domani, 15 gennaio, Verona-Bologna e Como-Milan, c’è anche il match tra Inter e Lecce. Le due formazioni sono pronte a scendere in campo questa sera con l’obiettivo di conquistare punti preziosi per la classifica.

Lecce’s centre foward Nikola Štuli? (9 US Leccce) celebrates during the Serie A Enilive soccer matchday 20 between US Lecce and Parma Calcio 1913 at the Via del Mare Stadium in Lecce, Italy, Sunday, January 11, 2026. (Credit Image: © Giovanni Evangelista/LaPresse)

Le scelte di formazione di Chivu e Di Francesco

Inter e Lecce si preparano a darsi battaglia nella sfida valida per il recupero della 16ª giornata di Serie A, rinviata a causa della partecipazione dei nerazzurri alla Supercoppa Italiana, dove la formazione di Cristian Chivu è stata eliminata in semifinale dal Bologna ai rigori.

I padroni di casa arrivano alla sfida dopo il pareggio casalingo per 2-2 contro il Napoli, risultato che ha prolungato a quattro la serie di gare senza sconfitta. Prima dell’ultimo match, l’Inter aveva centrato tre vittorie consecutive contro Atalanta, Bologna e Parma. La squadra di Chivu guida la classifica con 43 punti, frutto di 14 vittorie, un pareggio e quattro sconfitte, con l'attuale miglior attacco del campionato con 42 gol segnati.

Il Lecce, invece, sta vivendo un periodo complicato. La squadra di Eusebio Di Francesco arriva alla sfida dopo la sconfitta interna per 2-1 contro il Parma, a seguito di un ciclo negativo formato da due sconfitte e un pareggio nelle tre gare precedenti: 2-0 in casa contro la Roma, 1-1 in trasferta con la Juventus e 3-0 sul campo del Como. Con 17 punti, frutto di 4 vittorie, 5 pareggi e 10 sconfitte, i giallorossi si trovano al diciassettesimo posto, solo tre lunghezze sopra la zona retrocessione.

Le formazioni ufficiali di Inter-Lecce

INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Diouf, Barella, Zielinski, Mkhitaryan, Carlos Augusto; Thuram, Bonny. Allenatore: Cristian Chivu

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Maleh; Pierotti, Gandelman, Sottil; Stulic. Allenatore: Eusebio Di Francesco

Inter-Lecce: analisi, statistiche e probabili formazioni

Inter-Lecce valida per il recupero della 16ª giornata di Serie A, è in programma mercoledì 14 gennaio 2026 alle ore 20.45 allo Stadio Meazza. I neroazzurri hanno pareggiato lo scontro diretto in casa contro il Napoli per 2-2. La squadra di Chivu non è riuscita a dare uno scossone al campionato e allungare sulle concorrenti. Anche se è riuscita a non perdere, resta la preoccupazione per l'incapacità dei neroazzurri di vincere negli scontri diretti. Il Lecce invece viene da un pareggio e 3 sconfitte nelle ultime 4 partite. I salentini sono al quart'ultimo posto, con la Fiorentina che è leggermente in ripresa e li punta a -3 in classifica. Questo recupero è un nodo cruciale per entrambe le formazioni, l'Inter per rimanere prima e il Lecce per allontanarsi dalla zona retrocessione.

Statistiche storiche e testa a testa Inter-Lecce

Nelle ultime 6 sfide contro il Lecce in Serie A, l'Inter ha sempre vinto, segnando 16 reti, media di 2.7 gol a partita.

StatisticheInterLecce
Vittorie totali304
Pareggi totali44
Gol segnati totali9119
Vittorie a Milano181
Pareggi a Milano00
Gol segnati a Milano536

7 curiosità e dati chiave sulla sfida

  1. Nelle ultime 5 giocate al Meazza contro il Lecce, l'Inter ha sempre mantenuto la porta inviolata.
  2. L'Inter ha vinto il 95% delle partite giocate in casa contro il Lecce. Questo rende i salentini, la squadra contro cui i neroazzurri hanno la percentuale di vittorie casalinghe più alta in Serie A (tra le squadre sfidate almeno 15 volte in casa).
  3. Il Lecce ha perso tutte le ultime 5 partite di Serie A contro squadre nella prima posizione di classifica. In queste sconfitte non ha mai segnato.
  4. Nelle ultime 8 partite di Serie A, il Lecce ha alternato una partita con gol segnati e una senza segnare alcun gol. Nella più recente, quella contro il Parma, ha trovato la via del gol.
  5. Il Lecce ha pareggiato nell'ultima trasferta, contro la Juventus. In questa stagione non è mai riuscita a disputare due trasferte di seguito senza perdere.
  6. Il pareggio contro il Napoli è stato per l'Inter il primo dopo una serie di 19 partite senza pareggi in campionato.
  7. Federico Dimarco è il difensoere dei top 5 campionati europei ad aver partecipato a più reti: 9, con 4 gol e 5 assist ( a quota nove anche Alejandro Grimaldo).

Inter-Lecce: probabili formazioni

INTER (3-5-2): Sommer 1, Bisseck 31, Acerbi 15, Bastoni 95, Luis Henrique 11, Barella 23, Zielinski 7, Sucic 8, Carlos Augusto 30, Thuram 9, Bonny 14. Allenatore: Chivu.

LECCE (4-2-3-1): 30 Falcone, 17 Veiga, 5 Siebert, 44 Tiago Gabriel, 3 Ndaba, 29 Coulibaly, 93 Maleh, 50 Pierotti, 16 Gandelman, 25 Gallo, 9 Stulic. Allenatore: Di Francesco.

Inter-Napoli 2-2: 7 Curiosità dal big match di San Siro

San Siro ha confermato di essere un palcoscenico di spettacolo puro. Il 2-2 tra Inter e Napoli del 11 gennaio 2026 rappresenta l'ennesimo capitolo di una rivalità sempre più intensa, dove i dettagli fanno la differenza. Una partita dove gol, errori e colpi di scena si sono susseguiti senza tregua, lasciando entrambe le squadre con l'amaro in bocca ma anche con gioielli statistici e aneddoti di rilievo. Dal protagonismo assoluto di Scott McTominay alla doppia segnatura di Federico Dimarco, passando per l'espulsione di Antonio Conte e il rigore controverso di Çalhanoglu: ecco le sette curiosità che definiscono questo match.

Dati e curiosità su Inter Napoli

1. La doppietta salvatrice di McTominay

Scott McTominay ha trasformato una sfida difficile in una festa personale, firmando una doppietta che ha impedito all'Inter di festeggiare tre punti preziosi. Lo scozzese sfiora l'errore al 9' sulla linea di porta ma lo riscatta prontamente al 26' con un inserimento da vero centrocampista. Particolarmente interessante è come McTominay abbia stabilito un nuovo primato personale: è ora la prima formazione in Serie A contro cui il centrocampista del Napoli segna in tre partite diverse. Questo record storico lo colloca tra gli attaccanti invisibili del campionato, quei giocatori che emergono in ruoli inaspettati e diventano punti di riferimento per il gioco della loro squadra.

2. Federico Dimarco: il difensore che segna come un attaccante

Federico Dimarco ha aperto le marcature al 9' continuando una stagione straordinaria dove sta ridefinendo il ruolo del terzino offensivo. Con quattro gol e cinque assist in 18 presenze di campionato (2025/26), il nerazzurro partecipa a nove reti in questa stagione, un dato che lo rende il miglior difensore d'Europa nei maggiori cinque campionati, in parità con Alejandro Grimaldo. In questa stagione ha già segnato quattro gol in Serie A, equivalenti a quelli realizzati in 33 partite nel 2024/25: una crescita esponenziale che dimostra come Chivu abbia saputo valorizzare al massimo le sue capacità offensive. Inoltre, Dimarco vanta tre reti contro il Napoli in Serie A, il suo bottino migliore contro una singola squadra.

3. La maledizione dell'Inter contro le tre grandi

Dalla stagione scorsa, l'Inter non ha vinto nemmeno una delle 13 sfide contro Napoli, Milan e Juventus considerando tutte le competizioni: 6 pareggi e 7 sconfitte. Questo dato storico preoccupante suggerisce che nonostante il primato attuale in classifica, i nerazzurri faticano contro le squadre più attrezzate. Con il 2-2 di San Siro, questa maledizione continua a perseguitare una squadra che altrimenti sta dominando il campionato con risultati convincenti contro gli altri rivali.

4. Çalhanoglu: kingmaker contro il Napoli

Hakan Çalhanoglu ha consolidato un'altra volta il suo status di specialista contro i partenopei, realizzando il 2-1 dal dischetto al 73'. Lo statunitico turco ha ormai messo a segno cinque gol contro il Napoli in Serie A con la maglia dell'Inter, diventando la prima formazione della competizione che lo vede vittimario preferito. Oltre al rigore di questa partita, due degli ultimi tre gol su rigore concessi da Vanja Milinkovic-Savic in Serie A portano la firma di Çalhanoglu: un dettaglio che racconta di una perizia dal dischetto ormai nota agli addetti ai lavori.

5. L'espulsione di Conte: proteste e vergogna

Antonio Conte ha voluto protestare energicamente contro la decisione di Doveri di assegnare il rigore per il fallo di Rrahmani su Mkhitaryan al 73'. L'allenatore del Napoli, già carico dal match precedente, ha esclamato "Vergognatevi" prima di ricevere il cartellino rosso diretto. Questa espulsione ha privato la squadra di un elemento fondamentale nel controllo dei ritmi, soprattutto in una gara dove il fisico e la tattica sono stati decisive. Nel clima della sfida per lo scudetto, episodi come questo assumono risonanza importante nell'economia della stagione.

6. Il traguardo storico di McTominay: il gol numero 3700 del Napoli

Il primo gol di Scott McTominay al 26' ha rappresentato il 3700° gol del Napoli in Serie A, un traguardo raggiunto soltanto da sei squadre nella competizione: Juventus, Inter, Milan, Roma, Fiorentina e Lazio. Questo dato statistico evidenzia come il Napoli rappresenti una realtà storica nel campionato italiano, con una tradizione goleadore che lo colloca ai vertici della hierarchy calcistica nazionale. Un primato che accompagna il club campione in carica in una stagione carica di sfide importanti.

7. La classifica invariata: psicologia di battaglia

Nonostante il grande spettacolo offerto dai 90 minuti e 6 di recupero, il pareggio ha confermato la distanza in classifica tra le due squadre: l'Inter rimane in testa con 43 punti, a +4 sul Napoli che staziona a 39 punti con una partita in meno da recuperare. Per i nerazzurri è stato il primo pareggio in Serie A in questa stagione, un dato che comunque mantiene intatta la corsa al titolo. La partita ha testimoniato come il calcio moderno sia sempre più una questione di dettagli: due gol annullati a Hojlund per questioni millimetriche, un palo colpito da Bastoni e numerose occasioni non sfruttate. In questa battaglia per lo scudetto, il 2-2 si trasforma in un punto di meditazione per entrambe le squadre.

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