Roberto De Zerbi, la carriera da allenatore
De Zerbi ha avuto una carriera importante nelle serie minori in Italia. La massima espressione del suo talento si è forse vista nel Foggia in Serie C tra il 2002 e il 2004. Era un giocatore di estro, un trequartista mancino talentuoso. Ma De Zerbi, le più grandi soddisfazioni calcistiche, le sta trovando come allenatore. In Italia è stato spesso criticato per idee tattiche non conformi alla maggioranza degli allenatori di Serie A. All'estero ha raggiunto ottimi risultati e anche il favore della critica, ma ha anche avuto addii burrascosi, come l'ultima al Marsiglia. Ripercorriamo assieme le principali tappe di Roberto De Zerbi da allenatore.
De Zerbi, allenatore divisivo
Ritorno al Foggia
Nel 2013, appena conclusa la carriera da giocatore, De Zerbi inizia la sua carriera da allenatore. È giovanissimo, ha soli 33 anni e comincia da basso. Ha la sua prima occasione in Serie D, con il Darfo Boario, con cui retrocede in Eccellenza.
Nel 2014 arriva la chiamata del Foggia. Con i rossoneri sfiora la promozione dalla Lega Pro alla Serie B, ma perde la finale Play-off. Nel 2016 viene esonerato per divergenze con la società.
La Serie A
Nel 2016 Zamparini, allora presidente del Palermo, coinvolge De Zerbi in uno dei suoi usuali cambi d'allenatore. De Zerbi prende il posto di Ballardini, che però viene richiamato presto, per via dei cattivi risultati di De Zerbi e della lunacità di Zamparini.
Ma ora De Zerbi si è affacciato alla Serie A e nel 2017 subentra a stagione in corso a Marco Baroni per sostituirlo come allenatore del Benevento. La situazione dei campani però è compromessa e arriva la retrocessione. Dopo la fine della stagione, De Zerbi e il Benevento si separano.
Il Sassuolo e l'identità dezerbiana
Nel 2018, dopo un mese dalla fine dell'esperienza con il Benevento, De Zerbi arriva al Sassuolo. In neroverde fa dei mezzi miracoli. In 3 stagioni arriva undicesimo alla prima e ottavo nelle due successive. Solo per la differenze reti non riesce a qualificarsi alla Conference League.
Col Sassuolo, De Zerbi mostra le sue idee tattiche e si guadagna tanti estimatori quanti detrattori. La sua difesa a 3, che accetta gli uno contro uno, in quegli anni era poco praticata. La propensione offensiva del suo tridente, per una squadra che aveva come obiettivo la salvezza, era un anomalia del nostro calcio. La volontà costante di cercare la rete e sopratutto la costruzione dal basso, hanno dato il pretesto ai giornalisti di criticare De Zerbi continuamente.
I risultati del suo Sassuolo erano sotto gli occhi di tutti e quando De Zerbi ha avuto l'opportunità di andarsene ha preferito cercare fortuna all'estero piuttosto che rimanere in Italia.
Lo Shakhtar Donetsk
Nel 2021 arriva a Donetsk, in una squadra abituata al bel gioco, con grandi brasiliani di talento. Era una squadra che giocava la Champions League o l'Europa League ogni anno e puntava a vincere il campionato in patria.
Nella sua unica stagione, vince la Supercoppa Ucraina e guida la classifica in campionato, ma il titolo non viene assegnato e la stagione viene interrota per l'invasione russa. De Zerbi, consensualmente con la società, scioglie il contratto.
In Inghilterra
Nella Premier League dominata da Guardiola, uno dei suoi principali ispiratori tattici, De Zerbi ha l'occasione di mostrare le sue idee nel campionato più competitivo al mondo.
Nella sua prima stagione inglese con il Brighton, si qualifica in Europa League, con una squadra che normalmente puntava alla salvezza. Aveva giocatori di grande talento e possibilità economiche fuori scala rispetto alle sue precendeti esperienze. Ma quella era la normalità del campionato e il suo risultato aveva invece qualcosa di straordinaro. Il gioco del suo Brighton esaltava i tifosi. Nonostante subisse molti gol, ne faceva tantissimi. Spesso arrivavano reti dovute a errori in fase di impostazione del portiere, dei difensori o passaggi all'indietro rischiosi. Ma vittorie come quella contro il Chelsea per 4-1 ripagavano ampiamente dei rischi.
La stagione dopo, il Brighton vince partite esaltanti ma esce agli ottavi dall'Europa League e finisce il campionato undicesimo e De Zerbi e la società si separano.
L'esperienza francese, tra esaltazione e polemiche
Nel giugno 2024 De Zerbi arriva al Marsiglia, una delle piazze più calde e più importanti del campionato francese. Mantiene la sua idea di gioco con un discreto successo iniziale. La stagione precendete il Marsiglia era arrivato ottavo, con lui in panchina arriva secondo, dietro l'imbattibile PSG.
Ora è arrivata la risoluzione del contratto con la società francese dopo la pesante sconfitta per 5-0 proprio contro il PSG. I parigini, nel 2026, avevano già battuto il Marsiglia in finale di Supercoppa ai rigori. Decisiva per la separazione è stata anche l'eliminazione dal mega girone di Champions League arrivata all'ultimo secondo dell'ultima partita, per la differenza reti cambiata con il gol del portiere Trubin del Benfica.
Oltre i risultati più scarsi rispetto alla stagione precendente, il clima era diventato teso anche per via delle dichiarazioni di De Zerbi in conferenza stampa. Il tecnico stava diventando solito a sfoghi con i giornalisti.

