Mondiali 2026, Brasile-Marocco

Domenica 14 giugno alle 00.00 esordiscono in questa edizione del Mondiale Brasile e Marocco. Sono le due squadre che probabilmente si contenderanno il primo posto nel Girone C. Il Marocco è sulla carta campione d'Africa, trofeo assegnato a tavolino dopo che ha perso la finale contro il Senegal. Il Brasile è una squadra forte che cerca riscatto dopo anni di difficoltà e per la prima volta si è affidato ad un allenatore straniero: Carlo Ancelotti.

Brasile-Marocco, come arrivano al Mondiale

Molti pensano al Brasile come una delle favorite alla vittoria finale, per il fascino che si trascina questa nazione storicamente piena di campioni. Ma i risultati del Marocco, negli ultimi anni, fanno pensare che gli africani possano essere più forti.

Brasile

Il Brasile ha scelto Ancelotti per la panchina, uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. Ma anche l'allenatore che ha dato modo alla stella brasiliana Vinicius Jr. di esprimere la miglior versione di se stessa. È anche considerato un grandissimo gestore e in questo Brasile ci sono molti caratteri considerati problematici.

Un tema è sicuramente la convocazione di Neymar. Anche se non al 100% fisicamente, è considerato un idolo da tutta la nazione e un punto di riferimento per i compagni. Con l'assenza dei fenomeni Estevao e Rodrygo, Neymar spera di trovare spazio, ma potrebbe restare poco più di un uomo spogliatoio.

Il Brasile dovrebbe giocare con un modulo che oscilla tra il 4-4-2 in fase difensiva e il 4-3-3 in fase offensiva, con molta responsabilità su Vinicius e Raphinha. In ogni reparto ha grandi giocatori, come Allison in porta, Marquinhos in difesa e Casemiro a centrocampo.

Marocco

Il Marocco è una realtà del calcio mondiale. Nella scorsa edizione è arrivato grazie ai suoi talenti. In campo potrà schierare giocatori del calibro di Brahim Diaz, El Aynaoui, Azzedine Ounahi e Hakimi. In attacco non si sa ancora se giocherà El Kaabi o En-Nesyri.

L'allenatore Regragui ha costruito una squadra solida in difesa e con tanto estro offensivo. I giocatori avanzati, molto tecnici, godo di grande libertà. Il capitano Hakimi, reduce dalla vittoria di due Champions League da protagonista, è la guida della squadra.

Gli allenatori italiani al Mondiale

Ci sono tre allenatori italiani che disputeranno il Mondiale 2026 come commisari tecnici di nazionali diverse da quella azzurra. Quello che ha più speranze di vittoria è Carlo Ancelotti, alla guida del Brasile. Poi c'è Vincenzo Montella, che ha portato la Turchia alla qualificazione dopo 25 anni di assenza dalla competizione. Chiude Fabio Cannavaro con l'Uzbekistan, che punta a fare bella figura anche se sarà difficile che riesca a fare punti.

I commisari tecnici italiani che si giocano il Mondiale

Il Brasile ha scelto uno degli allenatori più vincenti della storia per vincere di nuovo il Mondiale. La Turchia è ormai affezionata a Montella che ha fatto un ottimo lavoro. Cannavaro ha allenato in varie parti del mondo e ora potrà confrontarsi al Mondiale con l'Uzbekistan.

Il Brasile di Ancelotti

Come i tecnici delle grandi nazionali, Ancelotti ha avuto l'imbarazzo della scelta nelle convocazioni e ha dovuto lasciare a casa grandissimi giocatori, come ad esempio Joao Pedro del Chelsea.

Ha invece convocato Neymar, nonostante non sia al 100% fisicamente. Ha poi dovuto lasciare a casa Estevao, uno dei talenti più attesi a livello mondiale, per via di un infortunio.

Il Brasile proverà a vincere la competizione, anche se non parte tra le favorite. Nel girone C affronterà il Marocco, una delle squadre più insidiose di questa edizione. Le altre del suo girone sono Scozia e Haiti.

La Turchia di Montella

La Turchia si è qualificata ai playoff vincendo la finale contro il Kosovo. Ha giocatori di grande talento, come Hakan Calhanoglu, Kenan Yildiz, Arda Guler. Ma non ha molta esperienza nella competizione e non è solida in tutti i reparti.

Nel girone D affronterà: Stati Uniti, Paraguay e Australia. Il girone è molto equilibrato, quindi può puntare anche al primo posto, ma non è favorita.

L'Uzbekistan di Cannavaro

Cannavaro è arrivato sulla panchina dell'Uzbekistan quando la nazionale si era già qualificata a questo Mondiale. Il governo ha iniziato anni fa un progetto basato su finanziamenti alle strutture e alle società del paese per far crescere il movimento calcistico. Cannavaro ha deciso di rilanciarsi sposando questo progetto promettente.

Nel girone K affronterà il Portogallo decisamente favorito, ma proverà a giocarsela contro il Congo e la Colombia, più forti sulla carta ma attaccabili.

Mondiale 2026, il calendario della 1ª giornata

Giovedì 11 giugno alle 21.00 si gioca la partita di apertura del Mondiale 2026 tra Messico e Sudafrica. Le ultime due squadre a fare il loro esordio saranno Uzbekistan e Colombia nella partita del 18 giugno alle 4.00. Ecco il calendario completo di tutte le partite d'esordio del Mondiale 2026.

Calendario completo dall'11 al 18 giungo

Giovedì 11/06

Ore 21.00: Messico-Sudafrica (Gruppo A)

Venerdì 12/06

Ore 03.00: Corea del Sud-Repubblica Ceca (Gruppo A)

Ore 21.00: Canada-Bosnia ed Erzegovina (Gruppo B)

Sabato 13/06

Ore 03.00: Stati Uniti-Paraguay (Gruppo D)

Ore 21.00: Qatar-Svizzera (Gruppo B)

Domenica 14/06

Ore 00.00: Brasile-Marocco (Gruppo C)

Ore 03.00: Haiti-Scozia (Gruppo C)

Ore 06.00: Australia-Turchia (Gruppo D)

Ore 19.00: Germania-Curacao (Gruppo E)

Ore 22.00: Olanda-Giappone (Gruppo F)

Lunedì 15/06

Ore 01.00: Costa d'Avorio-Ecuador (Gruppo E)

Ore 04.00: Svezia-Tunisia (Gruppo F)

Ore 18.00: Spagna-Capo Verde (Gruppo H)

Ore 21.00: Belgio-Egitto (Gruppo G)

Martedì 16/06

Ore 00.00: Arabia Saudita-Uruguay (Gruppo H)

Ore 03.00: Iran- Nuova Zelanda (Gruppo G)

Ore 21.00: Francia-Senegal (Gruppo I)

Mercoledì 17/06

Ore 00.00: Iraq-Norvegia (Gruppo I)

Ore 03.00: Argentina-Algeria (Gruppo J)

Ore 06.00: Austria-Giornadia (Gruppo J)

Ore 19.00: Portogallo- Repubblica Democratica del Congo (Gruppo K)

Ore 22.00: Inghilterra-Croazia (Gruppo L)

Giovedì 18/06

Ore 01.00: Ghana-Panama (Gruppo L)

Ore 04.00: Uzbekistan-Colombia (Gruppo K)

10 giugno 1934: il primo Mondiale dell’Italia contro la Cecoslovacchia

La seconda edizione della Coppa del Mondo si disputò nel 1934 in Italia, scelta dalla FIFA come Paese ospitante dopo il torneo inaugurale del 1930 in Uruguay. La Nazionale azzurra era guidata da Vittorio Pozzo, figura centrale nella costruzione di una squadra competitiva che avrebbe poi vinto anche l’edizione del 1938.

Il Mondiale 1934 in Italia

Il campionato del mondo fu fortemente legato al regime fascista, che considerava il calcio uno strumento di prestigio internazionale e di propaganda. Fin dall’epoca emersero discussioni su arbitraggi discussi e possibili pressioni politiche, alimentando sospetti di favoritismo verso la squadra di casa.

Nonostante l’importanza dell’evento, il calcio non aveva ancora raggiunto la diffusione popolare e la partecipazione di massa che avrebbe conosciuto nel secondo dopoguerra. La finale di Roma attirò comunque decine di migliaia di spettatori, con una cornice di pubblico significativa per l’epoca.

La finale Italia-Cecoslovacchia del 10 giugno 1934

La partita decisiva si giocò il 10 giugno 1934 allo Stadio Nazionale PNF di Roma, alla presenza delle massime autorità del regime e dei vertici del calcio internazionale. L’Italia arrivava in finale dopo aver eliminato Stati Uniti, Spagna e Austria, mentre la Cecoslovacchia si era confermata una delle nazionali europee più solide del periodo.

In campo fu la Cecoslovacchia a passare in vantaggio nel secondo tempo con il gol di Antonín Puč, portando gli azzurri a inseguire nel momento più delicato della gara. A riequilibrare il risultato intervenne Raimundo Orsi, che firmò l’1-1 nei minuti finali dei tempi regolamentari, rimandando il verdetto ai supplementari.

Il 2-1 ai supplementari e la conquista del titolo

Nei tempi supplementari fu Angelo Schiavio a segnare la rete del definitivo 2-1, decidendo l’assegnazione della Coppa Rimet a favore dell’Italia dopo 120 minuti di gioco. Con questo successo, la Nazionale divenne la prima selezione europea e il primo Paese ospitante a vincere il campionato mondiale di calcio.

Il titolo del 1934 aprì un ciclo vincente: l’Italia avrebbe infatti confermato il proprio primato mondiale quattro anni più tardi, nel 1938, consolidando il ruolo di riferimento del calcio europeo dell’epoca.

Premi, riconoscimenti e impatto della vittoria

La sera stessa della finale, i giocatori furono convocati a Palazzo Venezia e ricevettero un premio partita di 20.000 lire a testa per la conquista del titolo mondiale. L’iniziativa fu promossa dalle autorità calcistiche e politiche, che valorizzarono la vittoria come risultato sportivo e come affermazione del Paese sulla scena internazionale.

Le cronache dell’epoca sottolinearono l’impatto simbolico del successo, mettendo in evidenza il ruolo del calcio come elemento di coesione nazionale e di rappresentazione verso l’estero. Solo in seguito, con il consolidarsi del tifo organizzato e dei grandi eventi televisivi, la Coppa del 1934 è stata riletta come uno dei passaggi iniziali del rapporto sempre più stretto tra calcio e società italiana.

Mondiale 2026, tutti i gironi

Giovedì 11 inizia il Mondiale 2026 di Messico, Stati Uniti e Canada. La partita di apertura sarà Messico-Sudafrica alle ore 21.00 italiane allo Stadio di Città del Messico. I gironi sono 12 e per la prima volta nella storia giocheranno 48 squadre. Ecco tutti i gironi.

Mondiale 2026, tutti i gironi dall'A al L

Girone A: Messico, Repubblica Ceca, Corea del Sud, Sudafrica

Il Messico ospitante ha una grande occasione in un girone abbordabile. Con il Sudafrica decisamente sfavorito, le squadre più interessanti sono la Repubblica Ceca, molto fisica e complicata da offrontare e la Corea, molto organizzata tatticamente, con talento offensivo ma fragile in difesa.

Girone B: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera

Si presume che il Canada si giocherà il secondo posto con la Bosnia. La Svizzera parte decisamente favorita, mentre il Qatar rischia di non fare nemmeno un punto.

Gruppo C: Brasile, Marocco, Haiti, Scozia

Il Brasile è forse leggermente favorito, più per la sua storia che per i risultati recenti. Ma il girone è molto complicato. A contendersi il primo posto c'è il Marocco, arrivato terzo all'ultimo Mondiale e pieno di giocatori forti. Occhio alla Scozia che avrà qualcosa da dire e può strappare punti alle favorite. Haiti è invece difficile che faccia punti.

Gruppo D: Stati Uniti, Paraguay, Australia, Turchia

Gli Stati Uniti non sembrano all'altezza della competizione, nonostante qualche buona individualità. Il girone però è equilibrato, con l'Australia leggermente favorita sulla Turchia. Il Paraguay è comunque vicino al livello delle altre e potrebbero esserci sorprese.

Gruppo E: Germania, Curacao, Costa d'Avorio, Ecuador

La Germania è decisamente favorita, anche se la Costa d'Avorio è una squadra forte e può creare problemi, è più probabile che le due lascino il vuoto dietro all'Ecuador e il Curacao che arriva quasi senza speranze.

Gruppo F: Paesi Bassi, Svezia, Giappone, Tunisia

In un girone molto equilibrato i Paesi Bassi sembrano i favoriti per il primo posto. Il Giappone ha diversi infortuni in giocatori chiave, altrimenti sarebbe stata probabilmente sulla carta superiore ai Paesi Bassi. La Svezia si è qualificata fortunosamente al Mondiale ma ha delle buone individualità. La Tunisia non è da sottovalutare, è una squadra solida, anche se ha perso 5-0 in amichevole contro il Beglio.

Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda

Il Belgio ha ancora qualche membro della sua così detta Generazione d'Oro, è in fase calante ma resta decisamente favorita in questo girone. L'Egitto ha alcuni giocatori forti ma non gioca bene e non spaventa. L'Iran potrebbe stupire ma sulla carta non sembra poter impensierire Belgio ed Egitto. La Nuova Zelanda rischia seriamente l'ultimo posto.

Gruppo H: Spagna, Uruguay, Capo Verde, Arabia Saudita

È difficile immaginare che la Spagna non chiuda il girone come prima. La differenza di valori è netta, sopratutto visto che l'Uruguay ha sulla carta una rosa decisamente meno interessante rispetto alle scorse edizioni dei Mondiali. Capo Verde non impensierisce. Occhio all'Arabia Saudita che potrebbe strappare punti importanti e complicare la classifica per il 2º/3º posto.

Gruppo I: Francia, Senegal, Norvegia, Iraq

Girone di alto livello ma con la Francia che è la grande favorita. I francesi puntano alla terza finale consecutiva e non dovrebbero avere problemi contro nessuna. Senegal e Norvegia sono due squadre forti che probabilmente si lotterano il secondo posto. Attenzione all'Iraq che non è assolutamente una squadra cuscinetto.

Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria, Giordania

I Campioni del Mondo in carica dell'Argentina partono molto favoriti nel girone. L'Austria dovrebbe arrivare seconda, ma non può sottovalutare Algeria e Giordania che hanno comunque l'occasione di puntare al secondo e terzo posto, visto che la differenza di valori con gli austriaci non è così tanto profonda.

Gruppo K: Portogallo, Repubblica Democratica del Congo, Uzbekistan, Colombia

Con il Portogallo favorito per il primo posto, la Colombia dovrà fare attenzione al Congo per il secondo. Mentre l'Uzbekistan non sembra poter impensierire le sue avversarie.

Gruppo L: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

L'Inghilterra, considerata una delle favorite per la vittoria finale, è sulla carta superiore alle altre 3 del girone. La Croazia è una squadra forte, ma non quanto nelle ultime 3 edizioni. Il Ghana sembra superiore a Panama.

Ignazio Abate nuovo allenatore del Torino: contratto, carriera e progetto sui giovani

Ignazio Abate sarà il nuovo allenatore del Torino, con un’intesa raggiunta per un contratto biennale che legherà il tecnico al club granata fino al 2028, come riportato da Fabrizio Romano. Per l’ex terzino si tratta del passaggio più importante della sua ancora giovane carriera in panchina, dopo le esperienze maturate tra settore giovanile del Milan e calcio professionistico. Il Torino ha scelto di affidargli un progetto tecnico che guarda al medio periodo, puntando sulla sua conoscenza dei giovani e sulla capacità di valorizzarne il percorso di crescita.

Ignazio Abate-Torino: accordo biennale fino al 2028

Secondo quanto riferito da diversi organi di informazione sportiva, Abate ha raggiunto l’accordo con il Torino per diventare il nuovo allenatore della prima squadra. L’intesa prevede un contratto biennale con scadenza nel 2028, definendo così il perimetro temporale del nuovo ciclo tecnico in granata. La scelta del club arriva al termine di un processo di valutazione che ha visto Abate superare altri profili presi in considerazione dalla dirigenza per la panchina del Torino.

Dal settore giovanile del Milan alla panchina del Torino

Abate ha iniziato la propria carriera da allenatore nel settore giovanile del Milan, tornando in rossonero come tecnico dell’Under 16 dopo essere cresciuto nel vivaio del club da calciatore. In seguito è stato promosso alla guida della Primavera del Milan, con cui ha ottenuto risultati di rilievo, tra cui finali scudetto e una partecipazione alle fasi avanzate della Youth League, mettendo in mostra diversi talenti poi avvicinati alla prima squadra. Successivamente ha proseguito il percorso nel calcio professionistico, guidando la Juve Stabia e attirando l’attenzione di diversi club di Serie A, fino alla scelta del Torino di puntare su di lui per il nuovo corso.

Il passato da calciatore tra Torino e Milan

Prima di intraprendere la carriera in panchina, Abate ha vissuto una lunga esperienza da calciatore ad alto livello, in particolare con la maglia del Milan. Con il club rossonero ha collezionato oltre 300 presenze nell’arco di dieci anni, contribuendo anche alla conquista di uno scudetto e consolidandosi come terzino di riferimento. Nel suo percorso figura anche un passaggio al Torino da giocatore nella stagione 2008-2009, elemento che rappresenta un ulteriore punto di contatto con l’ambiente granata che ora ritrova da allenatore.

Il progetto tecnico del Torino con Abate

La scelta di affidare la panchina ad Abate si inserisce in un quadro di rinnovamento tecnico in casa Torino, con l’obiettivo di costruire una squadra capace di coniugare risultati e valorizzazione dei giovani. Il profilo dell’allenatore, formatosi tra settore giovanile e prime esperienze tra i professionisti, viene considerato adatto a lavorare in un contesto che richiede attenzione alla crescita dei giocatori e alla gestione di un gruppo in evoluzione. Il biennale fino al 2028 definisce un orizzonte temporale chiaro, in cui club e tecnico potranno sviluppare un progetto strutturato, con particolare attenzione allo sviluppo tecnico e tattico della rosa granata.

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