Roberto De Zerbi, la carriera da allenatore

De Zerbi ha avuto una carriera importante nelle serie minori in Italia. La massima espressione del suo talento si è forse vista nel Foggia in Serie C tra il 2002 e il 2004. Era un giocatore di estro, un trequartista mancino talentuoso. Ma De Zerbi, le più grandi soddisfazioni calcistiche, le sta trovando come allenatore. In Italia è stato spesso criticato per idee tattiche non conformi alla maggioranza degli allenatori di Serie A. All'estero ha raggiunto ottimi risultati e anche il favore della critica, ma ha anche avuto addii burrascosi, come l'ultima al Marsiglia. Ripercorriamo assieme le principali tappe di Roberto De Zerbi da allenatore.

De Zerbi, allenatore divisivo

Ritorno al Foggia

Nel 2013, appena conclusa la carriera da giocatore, De Zerbi inizia la sua carriera da allenatore. È giovanissimo, ha soli 33 anni e comincia da basso. Ha la sua prima occasione in Serie D, con il Darfo Boario, con cui retrocede in Eccellenza.

Nel 2014 arriva la chiamata del Foggia. Con i rossoneri sfiora la promozione dalla Lega Pro alla Serie B, ma perde la finale Play-off. Nel 2016 viene esonerato per divergenze con la società.

La Serie A

Nel 2016 Zamparini, allora presidente del Palermo, coinvolge De Zerbi in uno dei suoi usuali cambi d'allenatore. De Zerbi prende il posto di Ballardini, che però viene richiamato presto, per via dei cattivi risultati di De Zerbi e della lunacità di Zamparini.

Ma ora De Zerbi si è affacciato alla Serie A e nel 2017 subentra a stagione in corso a Marco Baroni per sostituirlo come allenatore del Benevento. La situazione dei campani però è compromessa e arriva la retrocessione. Dopo la fine della stagione, De Zerbi e il Benevento si separano.

Il Sassuolo e l'identità dezerbiana

Nel 2018, dopo un mese dalla fine dell'esperienza con il Benevento, De Zerbi arriva al Sassuolo. In neroverde fa dei mezzi miracoli. In 3 stagioni arriva undicesimo alla prima e ottavo nelle due successive. Solo per la differenze reti non riesce a qualificarsi alla Conference League.

Col Sassuolo, De Zerbi mostra le sue idee tattiche e si guadagna tanti estimatori quanti detrattori. La sua difesa a 3, che accetta gli uno contro uno, in quegli anni era poco praticata. La propensione offensiva del suo tridente, per una squadra che aveva come obiettivo la salvezza, era un anomalia del nostro calcio. La volontà costante di cercare la rete e sopratutto la costruzione dal basso, hanno dato il pretesto ai giornalisti di criticare De Zerbi continuamente.

I risultati del suo Sassuolo erano sotto gli occhi di tutti e quando De Zerbi ha avuto l'opportunità di andarsene ha preferito cercare fortuna all'estero piuttosto che rimanere in Italia.

Lo Shakhtar Donetsk

Nel 2021 arriva a Donetsk, in una squadra abituata al bel gioco, con grandi brasiliani di talento. Era una squadra che giocava la Champions League o l'Europa League ogni anno e puntava a vincere il campionato in patria.

Nella sua unica stagione, vince la Supercoppa Ucraina e guida la classifica in campionato, ma il titolo non viene assegnato e la stagione viene interrota per l'invasione russa. De Zerbi, consensualmente con la società, scioglie il contratto.

In Inghilterra

Nella Premier League dominata da Guardiola, uno dei suoi principali ispiratori tattici, De Zerbi ha l'occasione di mostrare le sue idee nel campionato più competitivo al mondo.

Nella sua prima stagione inglese con il Brighton, si qualifica in Europa League, con una squadra che normalmente puntava alla salvezza. Aveva giocatori di grande talento e possibilità economiche fuori scala rispetto alle sue precendeti esperienze. Ma quella era la normalità del campionato e il suo risultato aveva invece qualcosa di straordinaro. Il gioco del suo Brighton esaltava i tifosi. Nonostante subisse molti gol, ne faceva tantissimi. Spesso arrivavano reti dovute a errori in fase di impostazione del portiere, dei difensori o passaggi all'indietro rischiosi. Ma vittorie come quella contro il Chelsea per 4-1 ripagavano ampiamente dei rischi.

La stagione dopo, il Brighton vince partite esaltanti ma esce agli ottavi dall'Europa League e finisce il campionato undicesimo e De Zerbi e la società si separano.

L'esperienza francese, tra esaltazione e polemiche

Nel giugno 2024 De Zerbi arriva al Marsiglia, una delle piazze più calde e più importanti del campionato francese. Mantiene la sua idea di gioco con un discreto successo iniziale. La stagione precendete il Marsiglia era arrivato ottavo, con lui in panchina arriva secondo, dietro l'imbattibile PSG.

Ora è arrivata la risoluzione del contratto con la società francese dopo la pesante sconfitta per 5-0 proprio contro il PSG. I parigini, nel 2026, avevano già battuto il Marsiglia in finale di Supercoppa ai rigori. Decisiva per la separazione è stata anche l'eliminazione dal mega girone di Champions League arrivata all'ultimo secondo dell'ultima partita, per la differenza reti cambiata con il gol del portiere Trubin del Benfica.

Oltre i risultati più scarsi rispetto alla stagione precendente, il clima era diventato teso anche per via delle dichiarazioni di De Zerbi in conferenza stampa. Il tecnico stava diventando solito a sfoghi con i giornalisti.

7 curiosità su... Gianluigi Donnarumma

Gianluigi Donnarumma continua a far parlare di sé anche in Premier League, dove le sue parate stanno diventando un fattore sempre più determinante. Con la maglia del Manchester City, il portiere italiano sta mettendo in mostra tutto il suo talento, confermandosi uno degli estremi difensori più forti d’Europa. Le sue prestazioni sono spesso impreziosite da interventi spettacolari ma soprattutto decisivi. L’ultima è arrivata nell’ultimo turno di campionato, nel big match contro il Liverpool. Al minuto 99, con il City avanti 2-1, i Reds hanno avuto l’occasione più nitida per ristabilire la parità.Alexis Mac Allister ha raccolto il pallone al limite dell’area e ha lasciato partire una conclusione potente, resa ancora più insidiosa da una deviazione che ne ha cambiato traiettoria all’ultimo istante. In una frazione di secondo, però, Donnarumma ha letto la giocata con straordinario istinto. Si è disteso sulla sua destra e, con la mano aperta, è riuscito a deviare il pallone sopra la traversa, alzandolo quel tanto che bastava per evitare il gol. La parata, arrivata al nono minuto di recupero, ha blindato il risultato e consegnato al Manchester City una vittoria pesantissima.

Manchester City's goalkeeper Gianluigi Donnarumma during the Premier League soccer match between Manchester City and Everton in Manchester, England, Saturday, Oct. 18, 2025. (AP Photo/Dave Thompson) Associated Press/LaPresse

Gianluigi Donnarumma: 7 curiosità imperdibili sul portiere campione d’Europa

1. L’inizio di una carriera: l’esordio tra i professionisti

Cresciuto calcisticamente nel Club Napoli di Castellammare di Stabia, nel 2013 è stato acquistato dal Milan a soli 14 anni per 250.000 euro, seguendo le orme del fratello Antonio. Nel vivaio rossonero si è messo in mostra giocando con i ragazzi più grandi, fino a essere aggregato alla prima squadra nella stagione 2014-2015, appena quindicenne. A 16 anni ha firmato il suo primo contratto da professionista e, nella stagione 2015-2016, ha esordito in Serie A contro il Sassuolo, diventando il secondo portiere più giovane nella storia del Milan. Pochi mesi dopo, il 31 gennaio 2016, è sceso in campo come titolare nel derby di Milano vinto 3-0, entrando nella storia come il più giovane portiere a giocare la stracittadina.

2. Da Milano a Parigi: il trasferimento al PSG

Dopo 8 anni al Milan, tra giovanili e prima squadra, Donnarumma si è trasferito a parametro zero al Paris Saint-Germain. In quattro stagioni in Francia, il portiere italiano ha conquistato 4 Ligue 1, 3 Supercoppe francesi, 2 Coppe di Francia e una Champions League, tutti trofei vinti da assoluto protagonista.

3. Le critiche dei tifosi rossoneri

Dopo il trasferimento gratuito al Paris Saint-Germain, i tifosi rossoneri non hanno mai perdonato Gianluigi Donnarumma. L’ex portiere del Milan è stato infatti al centro di dure critiche, che hanno raggiunto l’apice durante la partita di Champions League del 7 novembre 2023 contro il PSG giocata a San Siro: dalla Curva Sud sono state lanciate migliaia di finte banconote con il suo volto, accompagnate dal soprannome “Dollarumma”. Un gesto fatto per manifestare rabbia e senso di tradimento verso il loro ex idolo, accusato di aver anteposto motivazioni economiche alla fedeltà della maglia rossonera.

4. Il primo trofeo e il rigore parato a Paulo Dybala

Il 23 dicembre 2016, a soli 17 anni, Gianluigi Donnarumma ha sollevato il suo primo trofeo: la Supercoppa Italiana. La vittoria, conquistata con la maglia del Milan contro la Juventus ai rigori, è stata segnata da una parata decisiva sul rigore di Paulo Dybala con un intervento di grande difficoltà, considerando la potenza e la precisione del tiro dell'attaccante argentino. Per anni, lo stesso Gigio ha definito quell’istante come la parata più importante della sua carriera.

5. Tra ostacoli e sacrificio: gli allenamenti e i momenti difficili

Gigio Donnarumma, spesso protagonista di parate decisive che hanno portato l’Italia a vincere l’Europeo e al Paris Saint-Germain la Champions League, ha affrontato anche momenti difficili sotto il peso delle critiche ma, come sempre, il portiere italiano ha risposto sul campo lavorando senza sosta. Per migliorare le sue uscite e la gestione delle mischie sugli sviluppi da calcio d’angolo, Donnarumma si allena con manichini gonfiabili ad acqua, praticamente impossibili da abbattere, e non si ferma mai: arriva prima agli allenamenti e li conclude solo dopo aver svolto allenamenti extra.

6. Tra pali e joystick

Oltre a difendere i pali, Gianluigi Donnarumma è un grande appassionato di videogiochi. Questa passione emerse già ai tempi del Milan, quando il portiere si sfidava spesso con i compagni di squadra, e continua ancora oggi: Donnarumma, infatti, mostra frequentemente sui suoi profili social la sua postazione da gamer, composta da tre schermi.

7. Il trasferimento al Manchester City

Dopo la rottura con il Paris Saint-Germain, il portiere italiano si è trasferito in Premier League, diventando il primo italiano ad essere allenato da Pep Guardiola. Dopo aver vinto la Champions League con il PSG, Donnarumma è finito fuori dai piani tecnici di Luis Enrique, che ha preferito puntare su un portiere più abile con i piedi, acquistando Chevalier. La situazione si è deteriorata al punto che Gigio non è stato convocato per la finale di Supercoppa Europea a Udine. Il Manchester City ha concretizzato l’acquisto nell’ultimo giorno di mercato, pagando circa 30 milioni di euro e assicurandosi il portiere con un contratto quinquennale fino al 30 giugno 2030.

De Zerbi e il Marsiglia si separano consensualmente dopo un anno e mezzo

L'Olympique Marsiglia e Roberto De Zerbi hanno trovato l'accordo per la risoluzione consensuale del contratto. L'annuncio è arrivato nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 febbraio 2026, ponendo fine al rapporto dopo un anno e sette mesi dall'arrivo del tecnico bresciano in Francia.

Il comunicato ufficiale del Marsiglia

Il club francese ha ufficializzato la separazione con una nota pubblicata sui canali ufficiali:

"L'Olympique Marsiglia e Roberto De Zerbi, allenatore della prima squadra, annunciano la fine della loro collaborazione di comune accordo. A seguito di una consultazione che ha riunito tutte le parti interessate della direzione del club - proprietario, presidente, direttore sportivo e allenatore - è stato deciso di optare per un cambiamento alla guida della prima squadra".

La decisione viene definita "collettiva e difficile, presa dopo un'approfondita riflessione nell'interesse del club per rispondere alle sfide sportive di questa fine di stagione". Il Marsiglia ha ringraziato De Zerbi "per la sua dedizione, il suo impegno, la sua professionalità e la sua serietà, che hanno portato alla conquista del secondo posto nella stagione 2024-2025".

Le tappe della crisi: dall'eliminazione in Champions al 5-0 con il PSG

Il rapporto tra De Zerbi e il Marsiglia si è deteriorato progressivamente a partire dall'inizio del 2026. La prima frattura significativa è avvenuta il 28 gennaio, quando la squadra ha subito una pesante sconfitta per 3-0 contro il Club Brugge, perdendo la qualificazione ai playoff di Champions League.

La conferenza stampa durissima dopo il Brugge

Dopo l'eliminazione europea, De Zerbi aveva espresso pubblicamente la propria delusione con parole molto dure: "Perché il Brugge è forte, ma è pur sempre il Brugge". Il tecnico aveva parlato di "vergogna" per la prestazione della squadra, che non aveva avuto la capacità di prepararsi adeguatamente per una delle partite più importanti della stagione.

Il giorno successivo De Zerbi aveva disertato la seduta di allenamento per incontrare la dirigenza e discutere di una possibile risoluzione anticipata. Dopo quell'incontro, il tecnico aveva deciso di restare: "Sono pronto a restare qui per altri 5-6 anni, Marsiglia è ciò che voglio".

Il crollo contro il Paris Saint-Germain

Il tentativo di rilancio dopo l'eliminazione europea è durato poco. Dopo un pareggio 2-2 contro il Paris FC e una vittoria 3-0 contro il Rennes in Coppa di Francia, è arrivato il tracollo definitivo: il Marsiglia ha perso 5-0 nel Classique contro il Paris Saint-Germain del 9 febbraio.

Al termine della partita De Zerbi aveva dichiarato: "È un periodo difficile. Abbiamo fatto una buona prestazione contro Rennes e Lens, e poi cadiamo nella disperazione più totale. Ancora una volta chiedo scusa ai tifosi. Parleremo con Benatia e Longoria per capire cosa possiamo fare. Perché queste sconfitte fanno male, soprattutto a Parigi, soprattutto in questo modo".

I retroscena della separazione

Secondo quanto riportato da RMC Sport, De Zerbi era devastato dalla situazione e non aveva più le forze per proseguire il proprio lavoro. L'allenatore è stato descritto come "imprevedibile" dal club francese, capace di repentini cambi d'idea, ma le parti hanno avviato le trattative per la risoluzione del contratto nelle ore successive al pesante ko contro il PSG.

Non si è trattato di un esonero unilaterale, ma di una decisione condivisa tra tutte le parti coinvolte. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, lo spogliatoio era apparso provato e confuso dalle continue modifiche tattiche e da una gestione ritenuta poco lineare. Alcune fonti hanno parlato di malumori interni legati a decisioni prese nei mesi precedenti, come l'esclusione di Amir Murillo prima del trasferimento al Besiktas.

Il bilancio dell'esperienza: secondo posto e ritorno in Champions

Roberto De Zerbi era arrivato al Marsiglia nel giugno 2024 con un contratto triennale, dopo le esperienze in Italia con Sassuolo e in Inghilterra con il Brighton. Nella stagione 2024-2025 aveva conquistato il secondo posto in Ligue 1, riportando il club francese in Champions League.

La stagione 2025-2026 è invece risultata molto più complicata. Il Marsiglia occupa attualmente il quarto posto in classifica, a 12 punti di distanza dal PSG capolista. La squadra è stata eliminata dalla Champions League nella fase a gironi e ora può puntare soltanto sulla Coppa di Francia e sulla qualificazione alla prossima Champions League tramite il campionato.

Como elimina il Napoli ai rigori e vola in semifinale di Coppa Italia

Il Como ha superato il Napoli 8-7 ai calci di rigore dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, qualificandosi per la semifinale di Coppa Italia 2025-2026. La squadra di Cesc Fabregas affronterà l'Inter nel penultimo atto della competizione, mentre per gli azzurri di Antonio Conte resta solo il campionato.

Napoli Como, sitesi del match di Coppa Italia

La partita: Baturina risponde a Vergara

La gara del Maradona si è sviluppata su ritmi intensi fin dalle prime battute. Il Napoli ha controllato il possesso nella fase iniziale, ma il Como è passato in vantaggio al 39' del primo tempo. Su lancio di Perrone per Valle, Olivera ha commesso fallo su Smolcic in area: l'arbitro Manganiello ha assegnato il calcio di rigore, trasformato da Martin Baturina.

La risposta del Napoli è arrivata immediata nella ripresa. Al 46' Antonio Vergara, servito da Hojlund, ha riportato il risultato sull'1-1 con il suo terzo gol consecutivo al Maradona.

Occasioni e tensione nei minuti finali

Nel corso della ripresa entrambe le squadre hanno creato opportunità per trovare il gol vittoria. Il Napoli si è reso pericoloso al 65' con Beukema, ma Nico Paz ha salvato sulla linea con Butez ormai battuto. Anche Elmas ha sfiorato la rete da posizione favorevole.

Il Como ha risposto con un colpo di testa di Douvikas sopra la traversa e con un tentativo di Vojvoda all'84', neutralizzato da Milinkovic-Savic. Al 90' il risultato era ancora in parità: 1-1.

Niente tempi supplementari

Come previsto dal regolamento dei quarti di finale di Coppa Italia, in caso di parità al termine dei 90 minuti la qualificazione si decide direttamente ai calci di rigore, senza tempi supplementari.

La sequenza dei rigori: decisivo l'errore di Lobotka

La lotteria dei calci di rigore è stata combattuta e si è protratta ad oltranza. Per il Como hanno segnato Da Cunha, Douvikas, Baturina, Smolcic, Diego Carlos, Vojvoda, Kempf e Valle, mentre Perrone ha visto respingersi il tiro da Milinkovic-Savic.

Per il Napoli hanno realizzato Politano, Spinazzola, Alisson, Elmas, Milinkovic-Savic e Gutierrez. Romelu Lukaku ha sbagliato il secondo rigore degli azzurri, ma il Como non ha sfruttato il vantaggio con l'errore di Perrone. L'epilogo è arrivato con il rigore parato da Butez a Stanislav Lobotka, che ha regalato la qualificazione ai lariani.

Como in semifinale dopo 40 anni

Il Como ha superato i quarti di finale di Coppa Italia per la seconda volta nella sua storia, a distanza di 40 anni dall'ultima occasione (1985-86, quando eliminò l'Hellas Verona). La squadra di Fabregas aveva già superato un turno di Coppa Italia ai rigori nel 2021 contro il Catanzaro.

Per il Napoli si tratta della prima eliminazione ai calci di rigore in Coppa Italia dal gennaio 2023, quando fu la Cremonese a estromettere gli azzurri agli ottavi con Luciano Spalletti in panchina.

Il tabellino di Napoli-Como 1-1 (7-8 dcr)

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Juan Jesus; Mazzocchi (60' Politano), Lobotka, Elmas, Olivera (60' Spinazzola); Giovane (60' Alisson), Vergara (74' Gutierrez); Hojlund (74' Lukaku). All.: Conte.

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Diego Carlos, Ramon (53' Kempf), Valle; Perrone, Sergi Roberto (67' Da Cunha); Addai (67' Rodriguez), Nico Paz (82' Vojvoda), Baturina; Caqueret (53' Douvikas). All.: Fabregas.

Arbitro: Manganiello di Pinerolo.
Marcatori: 39' rig. Baturina (C), 46' Vergara (N).
Ammoniti: Ramon (C), Sergi Roberto (C), Elmas (N).

Rigori: Como: Da Cunha (gol), Douvikas (gol), Baturina (gol), Smolcic (gol), Diego Carlos (gol), Vojvoda (gol), Kempf (gol), Valle (gol); Perrone (parato). Napoli: Politano (gol), Lukaku (sbagliato), Spinazzola (gol), Alisson (gol), Elmas (gol), Milinkovic-Savic (gol), Gutierrez (gol), Lobotka (parato).

Prossimo turno: Como-Inter in semifinale

Il Como affronterà l'Inter in semifinale, nel derby lombardo che mancava da decenni nelle fasi finali della Coppa Italia. I nerazzurri di Adrian Chivu hanno eliminato il Torino ai quarti. L'altra semifinale sarà tra Atalanta e la vincente di Bologna-Lazio, in programma l'11 febbraio 2026.

Inter, buone notizie per Chivu: Calhanoglu e Barella tornano ad allenarsi in gruppo

Arrivano segnali incoraggianti dal centro sportivo di Appiano Gentile, dove l’Inter continua a preparare una delle sfide più attese della stagione. In vista del big match contro la Juventus, Cristian Chivu può finalmente sorridere grazie al rientro in gruppo di due pedine fondamentali del centrocampo nerazzurro: Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella.

LaPresse

Verso Inter-Juventus, Chivu ritrova Calhanoglu e Barella

Dopo giorni di lavoro differenziato, Calhanoglu e Barella hanno svolto una seduta completa insieme al resto della squadra. Entrambi i centrocampisti si sono ritrovati in buone condizioni fisiche e hanno lasciato alle spalle i problemi che ne avevano limitato l’impiego nelle ultime settimane. Un recupero prezioso, soprattutto considerando l’importanza della gara contro i bianconeri, che potrebbe incidere in maniera significativa sulla classifica e sul morale del gruppo.

Calhanoglu era stato costretto a fermarsi a seguito di un fastidio al soleo sinistro accusato durante la sfida contro il Napoli. Un infortunio fastidioso, che aveva suggerito prudenza per evitare ricadute. Barella, invece, aveva dovuto fare i conti con un risentimento al muscolo psoas della coscia destra. Problema emerso nel corso dell’impegno europeo contro il Borussia Dortmund. Due stop diversi, ma accomunati dalla necessità di un recupero graduale e controllato.

Le condizioni di Calhanoglu e Barella

Nell’ultima sessione di allenamento, i due hanno lavorato regolarmente con i compagni che non erano stati impiegati nel recente match contro il Sassuolo. I centrocampisti hanno risposto bene ai carichi di lavoro proposti dallo staff tecnico. La seduta si è svolta sotto gli occhi attenti di Cristian Chivu e di Vincenzo Montella, commissario tecnico della Turchia, presente per monitorare lo stato di forma di Calhanoglu.

Il ritorno in gruppo di Barella e Calhanoglu amplia in modo significativo le soluzioni a disposizione dell’allenatore nerazzurro, sia in termini di qualità che di esperienza. Nei prossimi giorni saranno decisive le ultime sedute per capire se i due potranno partire dal primo minuto o se verranno gestiti con cautela. In ogni caso, il loro recupero rappresenta un’iniezione di fiducia importante per l’Inter, che si avvicina alla sfida con la Juventus con maggiore serenità e ambizioni rinnovate.

Coppa Italia, Napoli - Como: le probabili formazioni e dove vederla

NAPOLI COMO PROBABILI FORMAZIONI - Il Diego Armando Maradona si prepara a ospitare una delle sfide più attese dei quarti di finale di Coppa Italia 2025-2026. Martedì 10 febbraio, con calcio d’inizio fissato alle ore 21, Napoli e Como si contenderanno l’accesso alla semifinale, dove è già qualificata l’Inter dopo il successo per 2-1 sul Torino. Una gara secca dal peso specifico elevatissimo per entrambe le squadre: gli azzurri arrivano all’appuntamento con una rosa falcidiata dagli infortuni, mentre i lariani di Cesc Fàbregas possono preparare il match con maggiore serenità grazie al rinvio dell’ultimo impegno di campionato. Di seguito le probabili formazioni dei due allenatori.

Napoli-Como, il momento delle squadre

Napoli, rendimento recente e classifica

Il Napoli si presenta ai quarti di Coppa Italia dopo un periodo caratterizzato da risultati alterni in Serie A. Gli azzurri avevano chiuso il 2025 con il successo esterno per 2-0 contro la Cremonese, aprendo il nuovo anno con un’altra vittoria lontano dal Maradona contro la Lazio. A seguire, la squadra di Antonio Conte ha raccolto tre pareggi consecutivi: due spettacolari 2-2 contro Verona e Inter e lo 0-0 interno con il Parma.

Il cammino recente è stato poi arricchito da tre vittorie casalinghe contro Sassuolo e Fiorentina e dal successo sofferto per 3-2 sul campo del Genoa, deciso nei minuti finali della 24ª giornata. Con 46 punti in classifica, il Napoli occupa attualmente il terzo posto, alle spalle di Inter e Milan, restando pienamente in corsa per le prime posizioni nonostante la pesante battuta d’arresto subita in precedenza contro la Juventus.

La probabile formazione del Napoli

Conte dovrà fare i conti con numerose assenze per infortunio e con una gestione oculata delle energie. Tra i pali è previsto l’impiego di Vanja Milinković-Savić, con Meret che resta in dubbio fino all’ultimo. Il modulo dovrebbe essere il 3-5-2, con Beukema candidato a partire dal primo minuto sul centrodestra difensivo al posto di Buongiorno, affiancato da Rrahmani e Juan Jesus.

Sugli esterni spazio a Mazzocchi e Olivera, con Spinazzola pronto a subentrare. In mezzo al campo Lobotka sarà il perno della manovra, supportato da Elmas, mentre McTominay dovrebbe osservare un turno di riposo precauzionale in vista del prossimo impegno di campionato. Sulla trequarti agiranno Vergara e Giovane, leggermente favorito su Alisson Santos, alle spalle di Rasmus Højlund, confermato come riferimento offensivo. Restano indisponibili De Bruyne, Gilmour, Anguissa, Di Lorenzo e Neres; Politano punta almeno alla convocazione.

NAPOLI (3-5-2)

Allenatore: Conte

Como, fiducia e continuità

Il Como arriva a Napoli forte di un rendimento estremamente positivo. Nelle ultime cinque gare di Serie A, la squadra di Fàbregas ha collezionato quattro vittorie e un pareggio, mostrando solidità e qualità soprattutto lontano dal proprio stadio. Spiccano i successi contro Lecce, Udinese, Pisa e Lazio, oltre al clamoroso 6-0 rifilato al Torino, che ha rappresentato uno dei momenti più alti della stagione.

L’ultimo turno di campionato si è chiuso con lo 0-0 contro l’Atalanta, mentre il rinvio della gara contro il Milan ha permesso ai lariani di preparare con calma l’impegno di Coppa Italia. Con 39 punti dopo 23 giornate, il Como occupa il quinto posto in classifica ed è pienamente coinvolto nella corsa alle competizioni europee.

La probabile formazione del Como

Fàbregas può contare sull’intero organico e non dovrebbe ricorrere a un turnover massiccio. Il modulo scelto sarà con ogni probabilità il 4-2-3-1. In porta confermato Butez; in difesa Smolcic è favorito sulla destra, con Ramon e Diego Carlos al centro e Valle sulla corsia sinistra. In mediana agiranno Perrone e Da Cunha, mentre sulla trequarti spazio a Addai, Nico Paz e Baturina.

In attacco il ballottaggio è tra Douvikas e Morata, con il greco in vantaggio dopo le ultime prestazioni convincenti. Non è esclusa una soluzione più fluida senza un centravanti di ruolo, ma l’opzione classica resta la più probabile.

COMO (4-2-3-1)

Allenatore: Fàbregas

Napoli-Como: dove vederla in TV e streaming

Il match tra Napoli e Como, valido per i quarti di finale di Coppa Italia 2025-2026, sarà trasmesso in diretta televisiva sui canali Mediaset. La partita sarà disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity, tramite pc, smartphone e tablet.

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