7 curiosità su... Mario Balotelli

Mario Balotelli sta per compiere 35 anni. Può vantare un palmares di tutto rispetto, con 3 Scudetti, Champions League, Coppa Italia, Supercoppa Italiana con l'Inter e Premier League, FA Cup e Community Shield con il Manchester City. Ha anche fatto la differenza con la Nazionale, nell'Europeo del 2012 perso in finale contro la Spagna. Verrà per sempre ricordato per la dopietta alla Germania in semifinale.

Eppure dopo quelle stagioni gloriose, Balotelli ha iniziato un lento declino e ora è svincolato. Gira voce che la sua prossima avventura possa essere in Serie D, al Pavia. Scopriamo assieme sette curiosità su uno dei più grandi talenti italiani degli ultimi vent'anni: Mario Balotelli.

Balotelli: sette cose che forse non sapevi

1. I problemi per la cittadinanza

Balotelli ha origini ganesi, ma è nato in Italia ed è cresciuto in Lombardia. A 17 esordisce con L'Inter e tutto il paese si accorge di avere tra le mani un vero e proprio fenomeno. Ma purtroppo per vederlo esordire con la nazionale Under 21, bisogna aspettare che Mario compia 18 anni. Infatti per legge, Balotelli non poteva ottenere la cittadinanza italiana prima della maggiore età. Dirà in seguito che per lui è stata molto dura dover aspettare così tanto. In quel periodo si era creato un forte dibattito intorno a una legge che impediva ad un italiano di potersi considerare tale anche sulla carta.

2. Amante degli scherzi

Balotelli è sicuramente un tipo particolare. Sul campo si distingueva per la classe e qualche volta per le provocazioni. Spesso ha suscitato antipatie e ha sempre avuto molti detrattori. Però bisogna ammettere che ha senso dell'umorismo.

Tra i tanti scherzi che sono stati raccontati, sia da lui che dai colleghi, uno dei più bizzarri è sicuramente quando ha quasi incendiato casa sua. Durante una festa con gli amici ha sparato dei fuochi d'artificio dentro casa.

In generale nello spogliatoio si diverte a fare scherzi ai compagni, come mettere la schiuma da barba dentro le scarpe. Si racconta che quando era al Manchester City aveva messo dei topi finti dentro i borsoni dei compagni per vederne le reazioni.

3. Rapporti controversi con gli allenatori

Balotelli ha avuto tanti grandissimi allenatori come Mourinho, Mancini, Prandelli, Allegri. Spesso a chi l'ha allenato è stato chiesto com'era lavorare con lui. In generale l'hanno trovato tutti un ragazzo buono e simpatico, ma non si sono risparmiati gli anedotti assurdi.

Una volta Mourinho ha raccontato di quando all'intervello di una partita di Champions con l'Inter, avesse fatto presente a Balotelli che essendo ammonito avrebbe dovuto prestare particolare attenzione perchè la squadra era in emergenza in attacco. Ma subito dopo l'ingresso in campo Balotelli è riuscito a farsi espellere. Era l'anno del Triplete dell'Inter e Mourinho lo racconta spesso e sempre col sorriso.

Diverso invece il rapporto col suo ultimo allenatore, Vieira. I due si sono più volte attaccati davanti alla stampa, hanno avuto un rapporto teso ai tempi del Nizza e anche nell'ultima esperienza di Mario in Italia, la scorsa stagione col Genoa.

4. Esultanze iconiche

Chi ha vissuto l'Europeo del 2012 ricorderà come benissimo Mario Balotelli tirare una sassata dalla potenza devastante contro un Neuer inerme e levarsi la maglietta per esultare, con una posa dove mostra i muscoli, immobile, vino al punto dove ha calciato, con lo sguardo fisso. Un momento leggendario per il calcio italiano.

Ma col Manchester City ha avuto un'altra esultanza indimenticabile. Nella sua carriera è sempre stato tormentato dall'opinione pubblica e preso di mira dalla stampa. In quel periodo in Inghilterra i tabloid lo massacravano. Dopo un gol nel derby di Manchester, contro lo United di Ferguson, Mario alza la maglia e mostra quella che aveva sotto, con la scritta "Why always me?", ovvero "Perché sempre io".

5. Una carriera itinerante

Dopo l'esperienza al City, lo chiama il Milan, squadra per cui tifa. Ma in un anno e mezzo di rossonero non va come sperava. Arriva però un'altra occasione importante, va in prestito al Liverpool. Ma anche il ritorno in Inghilterra non funziona. Torna al Milan ma da separato in casa. Inizia allora il suo allontanamento dai top club.

Va prima al Nizza poi al Marsiglia, tra alti e bassi, con periodi prolifici ma con poca continuità. Poi torna nella sua Lombardia, prima al Brescia in Seria A poi al Monza in Serie B. Ma cambia di nuovo aria, questa volta va in Turchia, all'Adana Demirspor, dove tutto sommato fa sempre gol, ma ha qualche problema fisico e in generale non torna ai suoi livelli e le grandi squadre non lo cercano. Dentro l'esperienza turca c'è spazio per una parentesi in Svizzera, al Sion, prima di tornare all'Adana. Rimane svincolato e torna in Italia, il Genoa sembra voler puntare su di lui, ma invece gioca solo 6 partite. Ora è di nuovo svincolato.

6. Il rapporto con la Nazionale

Anche nella fase calante della carriera, Balotelli ha sempre espresso la sua voglia di vestire la maglia azzurra. Spesso ha anche criticato apertamente le scelte dei CT, dicendosi tradito. Ad esempio quando in panchina c'era Roberto Mancini, probabilmente l'allenatore più importanti per lui, che l'ha fatto esordire con l'Inter e l'ha portato con se nel City. Comunque la si voglia vedere, Balotelli rimane ad ora il secondo giocatore in attività con più gol in Nazionale, 14 in 36 presenze. Davanti a lui c'è solo Ciro Immobile a 17 in 57.

7. Generoso spendaccione

Tra le tante storie su Balotelli, più o meno confermate, ci sono quelle di lui che regala soldi in giro. I tabloid, quando giocava nel City, hanno raccontato che ha donato ad un senzatetto 1000 sterline, dicendogli di andare a dormire in albergo e comprarsi quello che voleva.

Ma ci sono anche molti racconti di lui che paga la cena a ristorante agli sconosciuti nei tavoli vicini al suo. E anche che regala giocattoli ai bambini fuori dai negozi.

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