Dalla sconfitta nella finale play-off per la qualificazione al Mondiale contro la Bosnia ed Erzegovina, fino alla giornata di martedì 28 luglio, in FIGC c'è stata molta confusione. Dopo la partita, sono arrivate le dimissioni del ct Gennaro Gattuso e dei suoi collaboratori, tra cui Gianluigi Buffon. Dopo poche settimane è arrivato l'annuncio della vittoria delle elezioni del presidente della Federazione, che ha visto Giovanni Malagò ereditare il ruolo di Gravina. Poi sono stati fatti tanti nomi per arrivare alla fine al ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana.
Roberto Mancini e non gli altri
Roberto Mancini è tornato ad essere il commissario tecnico della Nazionale italiana. Prima del suo nome però, la dirigenza azzurra ha varato tanti nomi, alcuni contattati direttamente, altri spinti dalla stampa e dalla curiosità di vedere chi sarebbe potuto arrivare dopo il terzo fallimento alle qualificazioni mondiali consecutivo.
Tante voci tra concrete e improbabili
La fantasia dei tifosi è stata mossa dai sondaggi proposti dai giornali e dalle opinioni di tanti commentatori. Nel calderone si sono fatti nomi azzardati, come Pioli, Allegri, Grosso, Ranieri. Ma anche nomi poi contattati e che hanno detto no.
Baldini
Appena dimesso Gattuso, in panchina per l'Italia è arrivato Silvio Baldini. Baldini ha un curriculum di tutto rispetto, costruito all'interno del suo lungo lavoro con le nazionali giovanili. Parte dell'opinione pubblica è poi rimasta sedotta dalle sue capacità comunicative, che si sono realizzate in conferenze stampa sincere dai toni molto critici verso il sistema.
Conte
Oltre Baldini, che non è mai stato veramente tenuto in considerazione come allenatore della nazionale maggiore, si è fatto largo il nome di Antonio Conte. Conte si è dimesso da allenatore del Napoli appena si è concluso il campionato. L'impressione era che nel tempismo della sua separazione dai partenopei ci fosse un piano per andare ad allenare la Nazionale.
La programmazione contradditoria della lega è quella di operare con un progetto di lungo respiro che comprenda almeno 10 anni ma di tornare subito a vincere. Perciò Conte sembrava da un lato la scelta giusta e dall'altro una scelta improbabile. Comunque sia il suo nome è stato scartato in breve tempo.
Ancelotti e Guardiola
Carlo Ancelotti è stato contattato per la panchina della Nazionale italiana quando già aveva preso il suo impegno con quella brasiliana e ha dichiarato di voler rimanere in Brasile per continuare il lavoro che ha iniziato.
Pep Guardiola ha rifiutato perché, a suo dire, vuole prendersi una pausa, assolutamente legittima. Un rifiuto educato a una proposta che probabilmente non era così allettante come gli italiani vorrebbero che fosse.
Pirlo
Malagò aveva annunciato Maldini direttore tecnico e Leonardo come consulente. I due avevano individuato in Andrea Pirlo la figura giusta del nuovo ct della Nazionale. Malagò, che aveva sempre preferito Mancini, ha inizialmente dato l'ok ma ha poi fatto un passo indietro.
La ragione è stata, come lui stesso ha dischiarato, "un'opportunità" data dal contratto di Pirlo con un'agenzia di scommesse russa. Legalmente non avrebbe impedito all'ex centrocampista di allenare l'Italia, ma ha offerto a parte dell'opinione pubblica l'occasione di criticare questa sua partnership e a Malagò di chiamare Mancini. Intanto, dopo soli 16 giorni, Maldini e Leonardo si sono dimessi, non accettando questa decisione. Al loro posto è stato scelto Claudio Ranieri.