Nella serata di martedì 14 luglio 2026 si è giocata Francia-Spagna, valida per la semifinale del Mondiale 2026. Gli spagnoli si sono imposti per 2 a 0, dimostrando una superiorità tattica inaspettata e mantenendo il controllo su tutta la partita. Hanno segnato Oyarzabal su rigore al 22' e Pedro Porro al 58'. La Francia partiva favorita, ma non è riuscito a sfruttare mai le sue armi migliori, intrappolata dall'ordine della Spagna, che ha disputato la miglior partita del suo Mondiale. Ora gli spagnoli aspettano di sapere con chi dovranno giocare la Finale. La loro avversaria sarà una tra Inghilterra e Argentina, che giocano mercoledì 15.
La Spagna batte la Francia 2 a 0 e va in Finale del Mondiale
La Spagna partiva con lo sfavore del pronostico, ma in molti la consideravano come la peggior avversaria possibile per questa Francia. I Campioni d'Europa in carica avevano già battuto i francesi negli ultimi 2 precedenti e si sono riconfermati tatticamente ostici per il gioco scelto da Deschamps.
Il credo calcistico della Spagna
La grande manifestazione di forza della Spagna si è espressa in una totale superiorità fisica e mentale. Il piano gara degli spagnoli, ha dimostrato quanto sia profonda la cultura calcistica e il credo tattico della sua rosa, abituata a giocare un calcio posizionale fin dall'infanzia.
Questa identità così forte e assorbita dai giocatori visceralmente, rende la Spagna una nazionale che gioca praticamente come un club.
In una competizione dove i suoi talenti sono arrivati in uno stato di forma precario e ha dovuto rinunciare a molta verticalità, la Spagna non si è comunque snaturata. I giocatori, tutti tecnici, anche i difensori, hanno la capacità di aprire spazi nella difesa avversaria con grande naturalezza.
Partita a senso unico
Il filtro a centrocampo che fa la Spagna è semplicemente perfetto. L'ex Pallone d'Oro Rodri, probabilmente migliore in campo, ha vinto tutti i duelli. Ha vinto più duelli lui da solo che il resto dei centrocampisti della Francia messi assieme. Il suo compagno di reparto Fabián Ruiz, ha fatto un'altra partita eccezionale. Il suo utilizzo da titolare non desta più stupore, nonostante in panchina al suo posto ci sia Pedri.
La grande lucidità offensiva di Dani Olmo è però il faro offensivo di questa Spagna, il suo estro ha creato tantissimi problemi alla difesa francese. Il dialogo costante del centrocampista e della punta Mikel Oyarzabal che gli veniva incontro, hanno scombinato le marcature della difesa francese. Inoltre, l'infortunio di Saliba, ha tolto alla Francia un punto cardine nei duelli difensivi.
La costante pressione di Lamine Yamal su Digne ha creato già al 19' del primo tempo il contesto per il fallo da rigore, poi realizzato dal solito Oyarzabal. Digne si è dimostrato non all'altezza, il suo fallo è ingenuo e la sua partita in generale è stata pessima.
Responsabilità della Francia
La Francia non ha comunque saputo reagire alle trame e alla personalità degli spagnoli, passati abbastanza presto in vantaggio. Lasciando il pallino del gioco e abbassandosi, sperava di poter trovare veloci ripartenze per liberare i suoi attaccanti. Ma la scelta discutibile di schierare Aurélien Tchouaméni e non Manu Koné, ha messo ancora più in chiaro quanto questo piano tattico fosse sbagliato.
Tchouaméni ha la tendenza di abbassarsi sulla linea difensiva per ricevere palla e impostare, ma questa abitudine, evidentemente motivata anche dalle richieste di Deschamps, ha allungato la squadra, slegandola. Agli spazi tra i reparti liberati in questo modo, si sono aggiunti molti errori tecnici banali, come negli stop del Pallone d'Oro Dembélé. E considerando anche i raddoppi mancati o arrivati in ritardo su Lamine Yamal, i vuoti di campo creati hanno dato l'opportunità a Dani Olmo di orchestrare le azioni offensive in maniera comoda.
Le volte poi che la Francia ha avuto campo libero, è intervenuto Unai Simón, autore di nessuna parata, ma di 3 uscite lontano dall'area che dimostrano il coraggio e l'intelligenza di questo portiere. Chiaramente, la sua esposizione al rischio dell'uscita sulla trequarti è programmata e fa parte della strategia difensiva pensata da Luis De La Fuente.