12 maggio 1985, il Verona è campione d’Italia: l’1-1 di Bergamo vale il primo Scudetto

Il 12 maggio 1985, nella 29ª giornata di Serie A 1984-85, il Verona ottiene a Bergamo il punto necessario per chiudere il discorso Scudetto con una giornata d’anticipo. L’1-1 contro l’Atalanta consegna alla formazione allenata da Osvaldo Bagnoli il primo campionato italiano dalla fondazione del club nel 1903 e resta tuttora l’unico titolo nazionale della società gialloblù.

Atalanta-Verona 1-1: il pareggio che assegna il campionato

La gara si gioca allo stadio Comunale di Bergamo (poi Atleti Azzurri d’Italia) davanti a migliaia di tifosi veronesi in trasferta. L’Atalanta passa in vantaggio nel primo tempo con Perico, che porta avanti i nerazzurri prima dell’intervallo.

Nella ripresa arriva la rete decisiva per il Verona: al 51' Preben Elkjaer riceve palla, si gira e conclude per l’1-1 che fissa il risultato e certifica la conquista aritmetica del titolo. Al fischio finale il pareggio basta ai gialloblù per rendere irraggiungibile il loro vantaggio in classifica e garantire la vittoria del campionato con una giornata ancora da disputare.l

Il percorso del Verona nella Serie A 1984-85

La stagione 1984-85 della Serie A si disputa con 16 squadre e si chiude il 19 maggio 1985, ma il Verona completa l’obiettivo Scudetto già il 12 maggio. Il bilancio finale del campionato vede il Verona chiudere a 43 punti, con 15 vittorie, 13 pareggi e 2 sconfitte, quattro punti davanti al Torino secondo (43 a 39 nel sistema dei due punti a vittoria).

Dati su classifica, punti e bilancio finale

Le due sconfitte maturano contro Avellino e Torino, mentre nel resto del torneo la squadra mantiene una continuità di rendimento che le consente di rimanere stabilmente nelle prime posizioni. Il Verona chiude con il titolo di campione d’inverno e conserva il primo posto anche nel girone di ritorno, resistendo al tentativo di rimonta di Inter e Torino nelle fasi centrali del campionato.

Bagnoli e i protagonisti dello Scudetto

Alla guida del Verona c’è Osvaldo Bagnoli, allenatore che costruisce una formazione compatta, con una rosa meno ampia rispetto alle squadre di vertice tradizionali dell’epoca. Nell’estate 1984 arrivano due stranieri destinati a incidere in modo decisivo sulla stagione: il difensore tedesco Hans-Peter Briegel e l’attaccante danese Preben Elkjaer, inseriti in un gruppo già consolidato.

La formazione tipo del Verona campione d’Italia comprende Garella in porta; Ferroni, Marangon, Briegel, Tricella e Fontolan in difesa; Fanna, Volpati e Di Gennaro a centrocampo; Galderisi ed Elkjaer in attacco. Attorno a questo nucleo si alternano altri giocatori utilizzati nel corso della stagione, mantenendo una struttura di squadra riconoscibile lungo tutto il campionato.

La portata storica del titolo del Verona

Lo Scudetto del 1984-85 rappresenta l’unico titolo nazionale del Verona e l’unico campionato di Serie A vinto da una squadra veneta. Secondo le ricostruzioni storiche, è anche l’unico titolo del dopoguerra conquistato da un club di una città italiana non capoluogo di regione, dopo la Pro Vercelli che aveva vinto il campionato nel 1921-22.

Nel contesto della Serie A di metà anni Ottanta, considerata uno dei campionati con la maggiore concentrazione di calciatori di alto livello, il risultato del Verona assume un rilievo particolare dal punto di vista statistico e storico. A distanza di decenni, l’1-1 di Bergamo del 12 maggio 1985 continua a essere indicato come la partita che ha segnato in modo definitivo la storia sportiva del club gialloblù.