Il calcio italiano si trova nuovamente ad affrontare una tempesta giudiziaria. L'ormai ex designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è finito sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Milano. Secondo le indiscrezioni diffuse dall'agenzia AGI, a Rocchi è stato notificato un avviso di garanzia con l'ipotesi di reato di concorso in frode sportiva.
L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, sta scuotendo i vertici dell'AIA e l'intero sistema calcistico. Ecco le tappe fondamentali e le reazioni istituzionali delle ultime ore.
Le parole di Simonelli: "No a gogne mediatiche"
A cercare di placare gli animi e difendere l'immagine del calcio italiano è intervenuto Ezio Simonelli. Il presidente della Lega Serie A ha diramato un comunicato ufficiale richiamando tutti al garantismo e alla prudenza.
"Di fronte alle notizie apparse sui media, è doveroso ricordare che ci troviamo di fronte ad accuse formulate dagli inquirenti", ha sottolineato Simonelli. "In un sistema democratico, i giudizi affrettati non hanno spazio. Dobbiamo attendere che le indagini accertino la verità dei fatti, rispettando il principio di presunzione d'innocenza fino all'ultimo grado di giudizio".
Il presidente della Lega ha poi evidenziato il pericolo di ripercussioni d'immagine: "Una narrazione distorta rischia di provocare danni reputazionali incalcolabili all'intera Serie A e al movimento calcistico nazionale. Non possiamo permettere che si scateni una gogna mediatica. La giustizia sportiva - Procura Federale e CONI - si era già mossa tempestivamente in passato. Se qualcuno ha commesso degli errori, è giusto che ne risponda, ma un avviso di garanzia non può bastare per mettere in dubbio la regolarità dei nostri campionati".
La reazione dell'Inter: silenzio e stupore
Le ripercussioni dell'indagine hanno lambito anche l'Inter, sebbene il club milanese non sia formalmente coinvolto. Secondo le ricostruzioni, alcune delle accuse rivolte a Rocchi riguarderebbero presunte pressioni per designare arbitri ritenuti "graditi" ai nerazzurri durante la scorsa stagione agonistica (2024-2025).
Da Viale della Liberazione filtra la decisione di mantenere il massimo riserbo. Come riportato dai principali quotidiani sportivi, nessun tesserato o dirigente dell'Inter rilascerà dichiarazioni ufficiali prima o dopo i prossimi impegni di campionato. L'ambiente nerazzurro ha accolto la notizia con incredulità, sottolineando informalmente come la squadra abbia peraltro subìto sconfitte pesanti in gare recenti (come contro Milan e Bologna). Al momento, nessun dirigente interista risulta aver ricevuto comunicazioni o avvisi di garanzia da parte della Procura.
Le partite sotto la lente degli inquirenti
Ma quali sono i match finiti nel mirino dei magistrati? L'indagine si concentra su diversi episodi controversi della passata stagione. Tra i casi più eclatanti ci sarebbe la sfida tra Udinese e Parma, durante la quale si ipotizza che ci siano state interferenze esterne sulle decisioni della sala VAR, culminate con l'assegnazione di un calcio di rigore.
L'attenzione degli investigatori si è poi spostata anche su un discusso episodio del campionato precedente: la rete decisiva segnata dall'Inter nei minuti finali contro l'Hellas Verona, convalidata nonostante un presunto contatto irregolare tra Alessandro Bastoni e il centrocampista scaligero Ondrej Duda.
Da parte sua, Gianluca Rocchi non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche approfondite, ma fonti a lui vicine riferiscono che l'ex fischietto si dichiara completamente sereno ed estraneo a qualsiasi addebito, pronto a chiarire la propria posizione nelle sedi opportune.