FIGC, la Serie A sceglie Malagò: 18 club su 20 sottoscrivono la candidatura

La Lega Serie A ha indicato Giovanni Malagò come candidato alla presidenza della FIGC al termine dell’assemblea riunita a Milano, nella sede di via Rosellini, primo passaggio politico del sistema calcio dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali e le dimissioni di Gabriele Gravina. Nel corso della riunione 18 club su 20 hanno sottoscritto l’accredito alla candidatura dell’ex presidente del CONI, risultato che consente alla massima serie di presentarsi con una posizione largamente condivisa.

Assemblea a Milano dopo le dimissioni di Gravina

L’assemblea si è svolta in un contesto segnato dalla nuova esclusione dell’Italia dalla fase finale del Mondiale, evento che ha riaperto il confronto sulle riforme del calcio italiano e sulla governance federale.

Secondo quanto emerso al termine dell’incontro, il sostegno a Malagò è arrivato da 18 società, mentre Lazio e Verona non hanno inizialmente firmato, non per una contrarietà personale al nome indicato, ma per una valutazione differente sul metodo da seguire. In serata anche il Verona ha comunicato il proprio appoggio, lasciando la Lazio come unico club non allineato alla scelta della Lega Serie A.

Le parole di Simonelli e Marotta

Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha spiegato che il voto dei club ha consentito a Malagò di raggiungere il requisito necessario per l’accredito formale della candidatura e ha annunciato un nuovo incontro previsto per il 20 aprile, data nella quale la Lega presenterà un documento programmatico articolato in circa venti punti. Simonelli ha aggiunto che quel programma sarà integrato con le proposte dello stesso Malagò, in modo da costruire una piattaforma comune tra il candidato e le società che ne sostengono il nome.

Nella stessa giornata Beppe Marotta ha definito Malagò uno dei migliori profili degli ultimi anni e ha collegato la scelta della Serie A alla necessità di intervenire su due fronti, la Nazionale e le riforme, sostenendo che il calcio italiano abbia bisogno di una terapia strutturale.

La posizione di Lotito

Claudio Lotito ha motivato la mancata adesione della Lazio spiegando che, a suo giudizio, il punto centrale non riguarda i nomi ma la necessità di una ristrutturazione del sistema. Il presidente biancoceleste ha richiamato anche la necessità di rivedere l’impianto normativo di riferimento e ha indicato nella nomina di un commissario l’ipotesi da considerare qualora il percorso elettorale non portasse a una soluzione condivisa.

L’ipotesi del commissariamento resta legata al mancato esito del voto federale previsto a giugno, mentre al momento il quadro politico appare orientato verso una sfida tra più candidature.

Abete prepara la candidatura

Nel pomeriggio Giancarlo Abete ha annunciato l’intenzione di chiedere alla Lega Nazionale Dilettanti un’investitura formale per la presidenza FIGC, aprendo di fatto un secondo fronte nella corsa elettorale. Abete ha sostenuto la necessità di discutere prima i contenuti e poi i nomi, posizione che si distingue dall’accelerazione impressa dalla Serie A con il sostegno immediato a Malagò. La sua mossa inserisce nella partita il peso elettorale della LND, componente che nell’assemblea federale ha un’incidenza superiore a quella della Serie A.

Scadenze e prossime tappe

La scadenza per il deposito delle candidature alla presidenza FIGC è fissata al 13 maggio, mentre le elezioni sono in programma il 22 giugno. Per essere valida, ogni candidatura dovrà essere accompagnata da un documento programmatico e dall’accredito di almeno una componente federale secondo quanto previsto dalle regole elettorali federali. In questa fase la Serie A ha compiuto il primo passaggio formale indicando Malagò, ma il confronto resta aperto sia sul piano politico sia su quello programmatico, con l’attesa per le verifiche del diretto interessato e per le decisioni delle altre componenti del sistema calcio.