Il mondo del calcio internazionale è in lutto per la scomparsa di Mircea Lucescu. Lo storico allenatore rumeno si è spento all'età di 80 anni presso l'Ospedale Universitario di Bucarest, dove era ricoverato in terapia intensiva dalla fine di marzo.
Il tecnico aveva accusato un malore proprio mentre si trovava in ritiro con la nazionale rumena, pochi giorni dopo aver guidato la squadra nei playoff mondiali contro la Turchia. Le sue condizioni di salute, già debilitate da una grave influenza all'inizio dell'anno, sono precipitate a causa di pesanti complicazioni cardiache. Nonostante l'intervento dei medici, che lo avevano posto in coma farmacologico, l'allenatore è stato colpito da due infarti che hanno reso vano ogni tentativo di cura, portando al decesso nella giornata di Pasqua.
Una carriera leggendaria: i trionfi in Europa
Con la morte di Lucescu se ne va uno dei tecnici più vincenti e longevi della storia di questo sport. Il suo palmarès vanta ben 37 trofei conquistati in panchina, un traguardo che lo colloca tra gli allenatori più titolati di sempre a livello globale, dietro soltanto a icone come Sir Alex Ferguson e Pep Guardiola. Nel 2015 è diventato il quinto allenatore a raggiungere le 100 panchine in UEFA Champions League.
Il suo nome resterà per sempre legato all'epopea dello Shakhtar Donetsk, club ucraino che sotto la sua guida durata 12 anni si è imposto stabilmente nei vertici europei, conquistando otto campionati nazionali e una storica Coppa UEFA nel 2009. Importanti anche le vittorie in Turchia, dove è riuscito nell'impresa di vincere il campionato nazionale sia alla guida del Galatasaray che dei rivali del Besiktas.
Il legame speciale con l'Italia
L'Italia ha rappresentato una tappa fondamentale nella crescita professionale e umana di Lucescu. Il tecnico è stato un pioniere nel nostro Paese, diventando l'artefice principale del progetto tecnico del Brescia nei primi anni Novanta. Guidò le "Rondinelle" in due diverse promozioni in Serie A, costruendo una squadra a forte trazione rumena che ha lasciato il segno nella storia del club lombardo.
Nel campionato italiano, oltre al Brescia, l'allenatore ha guidato dalla panchina anche il Pisa, la Reggiana e l'Inter. La parentesi nerazzurra, vissuta nella stagione 1998-1999, vide la squadra raggiungere i quarti di finale di Champions League prima di arrendersi al Manchester United. Proprio dal mondo nerazzurro e da decine di suoi ex calciatori, come il centrocampista Henrikh Mkhitaryan, sono arrivati commossi messaggi di cordoglio per salutare un vero maestro di calcio.