Gabriele Gravina ha rassegnato ufficialmente le dimissioni dalla carica di presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), ruolo che ricopriva dal 2018. La decisione è stata comunicata ai massimi vertici delle componenti federali durante un incontro svoltosi oggi presso la sede della Federazione a Roma. L'uscita di scena arriva a pochi giorni dalla mancata qualificazione della Nazionale maschile ai Mondiali, in seguito alla sconfitta contro la Bosnia-Erzegovina dello scorso 31 marzo, la seconda consecutiva sotto la sua presidenza.
L'assemblea per eleggere il nuovo presidente e formare la nuova governance del calcio italiano è stata indetta per il 22 giugno a Roma.
Le polemiche e il chiarimento sugli sport dilettantistici
Le dimissioni non sono arrivate immediatamente dopo l'eliminazione sportiva, ma a seguito di pressioni e critiche giunte sia dal mondo politico che da atleti di altre discipline. Al centro delle polemiche ci sono state le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Gravina nel post-partita di Zenica riguardanti gli sport dilettantistici.
Nel corso dell'incontro odierno, il presidente uscente ha voluto chiarire la sua posizione, definendosi rammaricato per l'interpretazione data alle sue parole. Ha specificato che non vi era alcun intento offensivo verso altre discipline, ma che il suo ragionamento verteva