7 curiosità su... Marco Palestra
Marco Palestra è uno dei nomi più interessanti del nuovo corso del calcio italiano. Difensore moderno, capace di abbinare qualità tecniche, intensità e intelligenza tattica, oggi è un punto fermo del Cagliari e della Nazionale Under-21, ma il suo percorso parte molto più lontano dai riflettori. Ecco sette curiosità che raccontano la sua storia e spiegano perché viene indicato come il “prossimo terzino della Nazionale”.

Marco Palestra, il talento che brucia le tappe: sette curiosità sul futuro terzino azzurro
Da Buccinasco (piccolo comune in provincia di Milano) ai palcoscenici della Serie A e della Nazionale giovanile, Marco Palestra è il risultato di talento, lavoro e mentalità. Ecco 7 curiosità su di lui.
1. Un percorso fuori dagli schemi
La storia di Marco Palestra non segue i binari classici dei giovani talenti. Dopo i primi calci all’Assago, il passaggio all’Accademia Internazionale è stato solo una tappa rapidissima, appena un anno, prima che l’Atalanta decidesse di puntare forte su di lui e portarlo nel proprio progetto. Da quel momento la sua crescita è stata costante, al punto che le prime apparizioni tra i grandi hanno convinto molti addetti ai lavori di un futuro possibile anche in Nazionale maggiore.
2. Talento istintivo fin dai primi anni
“Prendeva palla, partiva e dribblava tutti”. Questa frase, ripetuta da chi lo ha visto crescere, fotografa perfettamente il Marco Palestra bambino. Nei campi dell’Assago non era solo più forte degli altri: era diverso. Giocava con naturalezza, senza paura, cercando sempre l’uno contro uno e creando superiorità con una facilità disarmante. “Aveva una velocità diversa”, racconta Luigi Pasqualone, suo primo allenatore. La rapidità è sempre stata una delle sue armi principali: scatto bruciante, cambio di passo devastante e capacità di coprire tutta la fascia. Qualità che oggi ritroviamo nel suo modo di interpretare il ruolo di terzino.
3. L’Atalanta come scuola di vita calcistica
Dopo Assago e Accademia Internazionale, l’ingresso nel settore giovanile dell’Atalanta segna una svolta. Con la maglia nerazzurra passa dall’U23 al debutto tra i professionisti, segna il primo gol in Serie C, esordisce in Serie A, Champions League ed Europa League, competizione che vincerà nel 2024. Un percorso formativo completo, costruito passo dopo passo.
4. Ambidestro fin da bambino
Un dettaglio tutt’altro che banale: Palestra era ambidestro già nelle categorie di base. Usava destro e sinistro con la stessa naturalezza, rendendolo imprevedibile sia in fase offensiva sia difensiva. Un’abilità che ha favorito la sua evoluzione in un esterno completo e moderno.

5. La Juventus ci aveva pensato seriamente
Non tutti sanno che Marco Palestra era già finito nel mirino della Juventus. All’inizio di luglio 2025, nel periodo in cui dall’Inghilterra arrivavano offerte sempre più insistenti per Cambiaso, i dirigenti bianconeri avevano valutato con attenzione il suo profilo. A Torino si era arrivati persino a ipotizzare un’operazione ambiziosa, con una proposta importante recapitata all’Atalanta, vicina ai 20 milioni di euro. La risposta del club bergamasco, però, è stata immediata e netta: nessuna apertura alla cessione, a conferma della centralità di Palestra nel progetto nerazzurro.
6. La normalità fuori dal campo
Lontano dal rettangolo di gioco, Marco Palestra resta un ragazzo semplice e quasi riservato. Ama riposarsi, stare con gli amici e rilassarsi con FIFA.
7. La consacrazione con il Cagliari
Il prestito al Cagliari rappresenta il momento della maturità. Diventa titolare, si prende responsabilità e segna il suo primo gol in Serie A contro la Fiorentina nel gennaio 2026. Una rete simbolica, che certifica la sua crescita definitiva.