7 curiosità su... Loïs Openda

Loïs Openda è uno degli attaccanti più esplosivi del calcio europeo degli ultimi anni. Velocità, fiuto del gol e grande capacità di attaccare la profondità lo hanno reso un nome sempre più centrale nel panorama calcistico internazionale. La sua carriera è costellata di episodi curiosi, sfide personali e tappe inattese che raccontano la resilienza di un giocatore che non ha mai smesso di sorprendere. Ecco 7 curiosità sul belga.

LaPresse

Dal primo gol al Bodø/Glimt in maglia bianconera alle sue origini: sette curiosità su Loïs Openda

Loïs Openda sta vivendo la sua avventura in maglia bianconera cercando di ritagliarsi spazio e certezze nel sistema di Spalletti. Il suo primo lampo lo ha mostrato in Europa, quando ha trovato la rete contro il Bodø/Glimt, il suo primo gol ufficiale con la Juventus. Un momento simbolico per un giocatore dal percorso particolare, che già in passato ha dimostrato personalità nelle scelte: pur potendo rappresentare tre nazionali diverse, ha deciso con convinzione di legarsi al Belgio, il Paese in cui è nato e cresciuto calcisticamente. Per capire chi è davvero Openda, ecco alcune curiosità che raccontano la sua storia dentro e fuori dal campo

1. Un’infanzia difficile, segnata da problemi respiratori

Nato a Liegi il 16 febbraio 2000 da madre franco-marocchina e padre originario del Congo, Openda ha vissuto un’infanzia complessa. Da piccolo ha dovuto affrontare seri problemi respiratori che lo costrinsero in ospedale per mesi, al punto che un medico arrivò a dire alla madre che probabilmente non avrebbe più potuto correre. Oggi, ironia della sorte, è uno degli attaccanti più esplosivi del panorama europeo.

2. Patatine e Fanta come “premio a rendimento”

Fin dai primi calci al pallone con il Patro-Othée, dove giocava insieme al fratello maggiore, Openda mostrava un fiuto del gol impressionante. Da ragazzino aveva inventato un suo personalissimo “ingaggio”: andava al bar del campo sportivo e chiedeva agli adulti quanti gol volessero che segnasse. In cambio? Due pacchetti di patatine e una Fanta. E quasi sempre manteneva la promessa.

3. Bocciato al primo provino dallo Standard… anche per un ritardo

Lo Standard Liegi, una delle società più importanti del Paese, lo notò presto. Ma il primo provino fu un fallimento: “rimandato” perché considerato ancora acerbo. A complicare tutto ci fu anche un dettaglio: arrivò in ritardo. Per lui fu un colpo durissimo, ma sua madre gli ricordò che il lavoro veniva prima del calcio. Al secondo tentativo, però, dimostrò tutto il suo valore e venne finalmente tesserato.

4. Il trasferimento traumatico a Bruges

Firmare per il Club Brugge nel 2015 fu uno spartiacque, ma anche uno shock: a soli 15 anni si ritrovò a 200 km da casa, lontano dalla madre e dagli affetti. Collegio, famiglia ospitante, poi addirittura un hotel dove ogni weekend doveva svuotare la stanza: un’esperienza durissima che per poco non lo convinse a mollare. Alla fine fu la madre a trasferirsi con tutta la famiglia a Bruges pur di sostenerlo. Da lì, la sua carriera decollò.

LaPresse

5. L’esplosione in Olanda: Vitesse come trampolino

Con il Brugge non trovava ancora spazio, così venne ceduto in prestito biennale al Vitesse. Nei Paesi Bassi trovò l’ambiente perfetto per maturare: 13 reti il primo anno, addirittura 24 il secondo. Numeri che convinsero il Lens a investire più di 15 milioni per portarlo in Ligue 1.

6. La tripletta più rapida della storia della Ligue 1

L’approdo in Francia fu immediatamente devastante: 21 gol e 4 assist alla prima stagione. Ma la curiosità più clamorosa è un record da Guinness: Openda ha realizzato la tripletta più veloce mai segnata nel campionato francese, completata in appena 4 minuti e 30 secondi contro il Clermont Foot.

7. L’“Openda-Bounce”: il dribbling-spallata che ha conquistato la Bundesliga

Al Lipsia ha affinato un’arma particolare che in Germania è diventata virale: l’“Openda-Bounce”, una rapida spinta col busto per sbilanciare difensori più massicci di lui. Un movimento breve, quasi impercettibile, ma estremamente efficace, che usa “quasi automaticamente”, come ha ammesso lui stesso.
Con il club tedesco ha mantenuto numeri importanti: 28 gol e 7 assist al primo anno, e 13 reti e 11 passaggi vincenti nella stagione 2024/25.

Instagram TikTok Facebook YouTube X
×
Chat AI