Legge Bove sul primo soccorso presentata al Senato: cosa prevede il disegno di legge

Il 17 novembre 2025 è stato presentato in Senato il disegno di legge che prende il nome del centrocampista della Fiorentina Edoardo Bove, colpito da arresto cardiaco il 1° dicembre 2024 durante la partita Fiorentina-Inter. La proposta legislativa, firmata dai senatori Marco Lombardo e Carlo Calenda, mira a rendere obbligatoria la formazione al primo soccorso nelle scuole, nei centri sportivi e come prerequisito per il conseguimento della patente di guida. Il provvedimento risponde a un'emergenza sanitaria strutturale: ogni anno in Italia circa 65 mila persone perdono la vita per mancanze o ritardi negli interventi di primo soccorso, una ogni sette minuti.

I numeri dell'emergenza: 65 mila morti evitabili ogni anno

Il contesto che ha motivato la presentazione della Legge Bove è caratterizzato da dati allarmanti. Secondo le informazioni presentate in Senato, in Italia ogni anno circa 65 mila persone perdono la vita per mancanza o ritardo negli interventi di primo soccorso. Questo significa che mediamente un cittadino italiano muore ogni sette minuti per cause prevenibili con una corretta formazione al primo soccorso. Il numero è stato paragonato a una "guerra silenziosa" dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi durante la presentazione, poiché rappresenta una tragedia capace di interessare migliaia di famiglie ogni anno, ma spesso rimane nell'ombra della percezione pubblica.

La presentazione della Legge Bove al Senato

La presentazione ufficiale della Legge Bove si è tenuta il 17 novembre 2025 presso Palazzo Carpegna al Senato della Repubblica, a pochi giorni dal primo anniversario dell'episodio che ha ispirato il provvedimento. All'evento hanno partecipato il ministro per lo Sport Andrea Abodi, la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, la senatrice Simona Malpezzi del Partito Democratico, e numerosi rappresentanti delle organizzazioni operanti nel settore del primo soccorso, come Salvagente Italia e l'IRC.

Edoardo Bove, protagonista involontario della tragedia che ha ispirato la legge, ha presenziato all'evento come volto e testimonial del disegno di legge. Durante la conferenza stampa, il centrocampista ha dichiarato di essere onorato dal riconoscimento, ma ha sottolineato che il merito della proposta legislativa appartiene a coloro che operano nel settore del primo soccorso e alle famiglie che hanno perso cari per mancanza di intervento tempestivo. Bove ha citato nomi emblematici come Matteo, Stefano Carone, Filippo Alessandrini e Davide Astori, giocatori deceduti a causa di malori cardiaci nel corso degli anni.

Il disegno di legge: struttura e articoli

Il disegno di legge Bove si articola in sette articoli e definisce un insieme coordinato di misure volte a diffondere la formazione al primo soccorso in Italia. La proposta non si limita al contesto sportivo, ma estende l'obbligo di formazione a molteplici ambiti della vita civile, con l'obiettivo di creare una "comunità di soccorritori" strutturata e consapevole.

Articolo 1: Formazione obbligatoria nelle scuole

Il primo articolo prevede il finanziamento di corsi di formazione sulle tecniche di primo soccorso, destinati agli studenti maggiorenni delle scuole secondarie di secondo grado e ai frequentanti percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale di competenza regionale. La formazione includerà rianimazione cardiopolmonare (RCP), uso del defibrillatore automatico esterno (DAE) e manovre di disostruzione delle vie aeree. Il provvedimento prevede anche la formazione obbligatoria dei docenti di scienze motorie e sportive delle scuole secondarie di primo e secondo grado. A livello di finanziamento, è previsto uno stanziamento di 15 milioni di euro destinati a supportare l'implementazione di questi corsi.

Articoli 2 e 3: Prerequisiti per patente e scienze motorie

I secondi e terzi articoli del disegno di legge introducono l'obbligo di frequenza di corsi di primo soccorso per il conseguimento dell'idoneità alla patente di guida a partire dal 1° gennaio 2026. Lo stesso obbligo si estende agli studenti che desiderino essere ammessi ai corsi di laurea e diploma in scienze motorie. Questo approccio rappresenta un modello già sperimentato con successo in altri paesi europei, come la Danimarca, dove l'implementazione di normative simili ha portato al triplicarsi della sopravvivenza agli arresti cardiaci extraospedalieri nel corso di oltre un decennio.

Articoli successivi: Defibrillatori e agevolazioni fiscali

Il disegno di legge prevede inoltre misure specifiche per incentivare la diffusione dei defibrillatori automatici. Una disposizione mira a ridurre l'imposta sul valore aggiunto (IVA) sui defibrillatori automatici e semiautomatici dal 22% al 5%, equiparandola a quella dei dispositivi salvavita. Attualmente, i defibrillatori automatici applicano l'aliquota IVA standard, pari a quella di un televisore, il che rappresenta un ostacolo all'acquisizione da parte di associazioni sportive dilettantistiche e scuole.

Il provvedimento introduce inoltre la detraibilità fiscale delle spese sostenute per la frequenza di corsi di primo soccorso. Un ulteriore articolo mira a facilitare la mobilità territoriale degli enti accreditati per la formazione in rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione (BLSD): gli enti accreditati in una regione potranno operare in tutta Italia senza necessità di ulteriori autorizzazioni regionali, riducendo così i tempi organizzativi e ampliando l'offerta formativa.

Prossimi step e iter legislativo

Al momento della presentazione del 17 novembre 2025, il disegno di legge si trovava in fase di presentazione ufficiale al Senato e disponibile per la discussione parlamentare. Il testo è stato co-firmato da senatori della maggioranza e dell'opposizione, confermando il carattere bipartisan della proposta. Non è stato comunicato un cronoprogramma ufficiale per i lavori parlamentari, ma la presentazione al Senato rappresenta il primo step formale dell'iter legislativo.

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