Juventus-Lazio 2-2: Kalulu al 96’, McKennie da record e tutti i numeri del pareggio allo Stadium
Juventus-Lazio finisce 2-2 all’Allianz Stadium, ma il colpo di testa di Pierre Kalulu al 96’ fa sembrare il pareggio quasi una vittoria per la squadra di Luciano Spalletti, capace di rimontare due gol di svantaggio dopo le reti di Pedro e Isaksen. Weston McKennie guida la riscossa con l’ennesimo inserimento vincente, mentre la Lazio di Sarri spreca un doppio vantaggio e torna a casa con molti rimpianti. Dentro questo pareggio c’è un concentrato di numeri, record personali e curiosità che raccontano bene lo stato di forma e l’identità delle due squadre.
Juventus-Lazio, 7 curiosità tra record, numeri e statistiche
1. McKennie, il centrocampista più prolifico della Serie A nell’era Spalletti
Da quando Luciano Spalletti si è seduto sulla panchina bianconera (30 ottobre 2025), Weston McKennie è il centrocampista che ha segnato più gol in Serie A considerando tutte le competizioni: sette reti, tre delle quali arrivate di testa. Un dato che racconta perfettamente quanto il texano sia diventato centrale nel sistema di inserimenti tipico delle squadre del tecnico toscano.
Contro la Lazio è proprio lui ad accorciare le distanze con un colpo di testa dei suoi, sfruttando alla perfezione il cross di Cambiaso e rilanciando una Juventus che sembrava alle corde. L’ennesima conferma di come, nelle gerarchie offensive della Juve di Spalletti, McKennie sia ormai molto più di un semplice centrocampista di corsa: è una vera arma d’area di rigore.
2. Record personale di gol per McKennie nei top 5 campionati
La rete alla Lazio vale per McKennie anche un primato personale. Con i sette gol messi a segno in questa stagione tra tutte le competizioni, il centrocampista statunitense firma il suo miglior bottino realizzativo di sempre nei maggiori cinque campionati europei. Supera così il precedente record di sei reti stabilito nel 2020/21, sempre con la maglia della Juventus.
Un’evoluzione chiara: se in passato McKennie era visto come jolly tattico, oggi è un giocatore strutturato, con numeri da mezzala offensiva moderna. In un contesto in cui la Juve cerca gol da più interpreti possibili, avere un centrocampista capace di garantire questo tipo di continuità sotto porta diventa un fattore decisivo nella corsa Champions.
3. Pedro, 150 presenze e la Juventus come 63ª “vittima” nei top 5 campionati
La serata dell’Allianz porta in dote un traguardo importante anche in casa Lazio: Pedro raggiunge le 150 presenze in Serie A con la maglia biancoceleste. Dal suo esordio nel campionato italiano nel 2021/22, lo spagnolo è il giocatore più anziano (classe 1987) ad aver toccato questo traguardo con un singolo club nel torneo, segno di una continuità di rendimento e di impiego rara a questi livelli.
Il gol che sblocca la partita aggiunge un’altra curiosità: la Juventus diventa la sua 63ª avversaria differente su 86 affrontate nei Big-5 campionati europei contro cui è riuscito a trovare la via della rete. Un catalogo impressionante di “vittime” diverse, che conferma Pedro come uno degli attaccanti più completi e longevi del calcio europeo degli ultimi 15 anni.
4. Il gol di Pedro al 46:22 e il ritorno della Lazio al gol nel primo tempo
Il cronometro aggiunge ulteriore peso al sinistro di Pedro: la sua rete al 46:22 è infatti il gol più tardivo subito dalla Juventus in un primo tempo di campionato dai tempi di Krzysztof Piatek con la Salernitana, l’11 settembre 2022, quando il polacco segnò addirittura al 49:18. Una punizione psicologica pesante per una Juve che aveva dominato a lungo la frazione.
Per la Lazio, invece, quel gol rompe un digiuno specifico: è la prima volta che i biancocelesti tornano a segnare in un primo tempo di Serie A dal 7 dicembre, quando avevano colpito il Bologna. Una squadra spesso più incisiva nella ripresa che, contro la Juventus, è riuscita a farsi male trovare pronta sin da subito, salvo poi calare alla distanza.
5. Lazio, da 2-0 a 2-2: un pareggio che riapre vecchi fantasmi
Il 2-2 finale nasce da una rimonta bianconera che ha anche un valore simbolico per la Lazio. La squadra di Sarri ha infatti pareggiato una gara di Serie A dopo essere stata avanti di due reti per la prima volta dall’8 gennaio 2023, quando si fece rimontare sull’identico 2-2 dall’Empoli. Un déjà-vu amaro che ripropone il tema della gestione dei momenti chiave.
Sul 2-0, con i gol di Pedro e Isaksen, i biancocelesti sembravano in pieno controllo, ma la Juve ha progressivamente alzato i giri, trovando prima la rete di McKennie e poi il colpo di testa di Kalulu nel recupero. Il mancato successo lascia l’impressione di una Lazio brillante nelle transizioni offensive, ma ancora fragile quando si tratta di chiudere e sporcare la partita negli ultimi minuti.
6. Kalulu, gol al 95:40 e nuova dimensione offensiva
Il 2-2 porta la firma di Pierre Kalulu, che al 95:40 trova il gol più tardivo per un giocatore della Juventus in Serie A dai tempi di Andrea Cambiaso, a segno al 96:00 contro l’Hellas Verona il 28 ottobre 2023. Una zampata in pieno stile “Spalletti time”, con la squadra riversata in avanti e il difensore francese trasformato in attaccante aggiunto.
Non si tratta però di un episodio isolato: in questo campionato Kalulu ha già preso parte a cinque reti in 24 gare (2 gol e 3 assist), tanti contributi quanti quelli messi insieme nelle precedenti 100 partite di Serie A (3 gol e 2 assist). Numeri che certificano una crescita costante nella metà campo avversaria e lo trasformano in un fattore anche quando la Juve è costretta a rincorrere.
7. La Juve “regina dei pareggi” e il peso del gioco aereo (con Isaksen di nuovo protagonista in trasferta)
Il 2-2 con la Lazio si inserisce in una tendenza precisa: dalla scorsa stagione, la Juventus è una delle tre squadre che hanno pareggiato più partite nei Big-5 campionati europei, con 23 “X” a referto, al pari di Brighton e Parma. Un dato che racconta di una squadra spesso in bilico, capace di restare agganciata alle gare fino alla fine ma anche di faticare a chiuderle definitivamente.
In questo contesto pesa molto il gioco aereo: solo l’Inter (12) ha segnato più gol di testa della Juventus in questo campionato, ferma a quota nove, con McKennie e ora anche Kalulu tra i protagonisti principali. Dall’altra parte, la Lazio ritrova la rete in trasferta di Gustav Isaksen per la prima volta dal 6 aprile scorso (contro l’Atalanta allora): il danese firma il momentaneo 2-0 con una giocata di potenza e precisione che conferma il suo ruolo di spina nel fianco ideale nelle gare lontano dall’Olimpico.