Sinner, dal pallone alla racchetta: il passato da numero 10

A 24 anni, Jannik Sinner, è già entrato nella leggenda del tennis: numero uno al mondo e vincitore di quattro Slam, tra cui l’ultimo Wimbledon, due Australian Open e un US Open. Quest’anno il campione italiano ha raggiunto nuovamente la finale degli US Open e ora si prepara a disputare un’altra sfida, questa volta contro l’eterno rivale Carlos Alcaraz. Eppure, prima di incantare il mondo con la racchetta, Sinner inseguiva un altro sogno: quello del calcio, dove indossava la maglia numero 10.

LaPresse

Sinner: dalla maglia numero 10 nel calcio al primo posto nel mondo nel tennis

Oggi Jannik Sinner è il numero uno al mondo nel tennis e il tennista italiano più vincente di sempre, ma pochi ricordano che da bambino il suo pallone preferito era quello da calcio. Cresciuto tra i monti dell’Alto Adige, Sinner ha iniziato la sua carriera sportiva all’AFC Sexten, la squadra del suo paese, dove il primo allenatore fu suo padre Hanspeter, ex calciatore arrivato alla Seconda Categoria.

A raccontare i primi passi di Jannik Sinner nel calcio è stato Wolfram Egarter, ex presidente dell’AFC Sexten, in un’intervista a La Gazzetta dello Sport: “Prima di impugnare la racchetta, Jannik pensava solo a dribblare. Era molto abile, usava entrambi i piedi ma preferiva il sinistro, ed era senza dubbio il più talentuoso della squadra”. Al Sexten, Sinner ha militato per cinque anni, quasi sempre da centrocampista: “Aveva piedi straordinari e tanta qualità. Correva instancabilmente, organizzava il gioco ed era il nostro numero 10”.

La competitività di Sinner era evidente già da bambino: non voleva mai perdere, neppure durante gli allenamenti. Helmut Villgrater, uno dei suoi allenatori, ricorda nell'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport: “Lo lasciavo libero di inventare, correva e superava tutti. Segnava almeno 25 gol a stagione”. Arrivato nell’Under 13, Sinner ha deciso di abbandonare il calcio per dedicarsi al tennis, una scelta che si è rivelata vincente.

Nonostante abbia scelto la racchetta, il legame con il calcio non si è mai spezzato. Spesso, prima delle partite di tennis, il tennista italiano si diverte a riscaldarsi palleggiando con la pallina. La sua storia dimostra come il ragazzo dell’AFC Sexten, che un tempo correva da centrocampista, oggi corra sul campo da tennis conquistando il mondo, senza mai dimenticare le radici che lo hanno formato e reso il campione che è oggi.

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