Bonaventura annuncia il ritiro dal calcio: il messaggio, le motivazioni e il legame con il Milan

Giacomo "Jack" Bonaventura ha annunciato il ritiro dal calcio giocato all'età di 36 anni, comunicando la propria decisione attraverso un messaggio diffuso sui social network. Il centrocampista marchigiano chiude così una carriera lunga e regolare, vissuta in gran parte in Serie A con le maglie di Atalanta, Milan e Fiorentina, oltre all'ultima esperienza all'Al-Shabab in Arabia Saudita.

Le motivazioni della scelta

Nel video pubblicato sui propri canali social, Bonaventura ha spiegato che la decisione di fermarsi nasce dalla perdita degli stimoli agonistici che lo hanno accompagnato per tutta la carriera. Il giocatore ha sottolineato come, quando non si avverte più "il fuoco dentro", proseguire rischi di diventare controproducente, con il pericolo di non divertirsi più e di trascinarsi in campo.

Per Bonaventura il calcio è sempre stato legato alla dimensione della passione, più che alla ricerca di visibilità personale. Proprio per questo ha ritenuto coerente interrompere l'attività da calciatore professionista nel momento in cui quelle sensazioni non erano più le stesse degli anni precedenti.

Il legame con il Milan: sei anni in rossonero

Ripercorrendo la propria carriera, Bonaventura ha indicato il Milan come la squadra a cui si sente maggiormente legato. Arrivato in rossonero nel 2014, il centrocampista è rimasto a San Siro per sei stagioni, diventando un punto di riferimento del reparto in una fase di transizione tecnica e societaria per il club.

Con la maglia del Milan ha collezionato 184 presenze complessive, segnando 35 gol e fornendo 30 assist tra tutte le competizioni, contribuendo anche alla vittoria della Supercoppa Italiana del 2016.

Il ricordo dei tifosi e del club

All'annuncio del ritiro, il Milan ha dedicato a Bonaventura messaggi di ringraziamento sui propri canali ufficiali, sottolineando l'apporto fornito in anni caratterizzati da numerosi cambi di allenatore e di struttura tecnica. Il giocatore, dal canto suo, ha ribadito di considerare l'esperienza rossonera come la più significativa del proprio percorso professionale, sia per durata sia per numero di partite disputate.

Le altre tappe: Atalanta, Fiorentina e Al-Shabab

La crescita all'Atalanta

Bonaventura è cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta, club con cui ha completato il percorso fino alla prima squadra e con cui ha contribuito alla promozione in Serie A nella stagione 2010-2011. Con i nerazzurri ha messo insieme 135 presenze, 24 gol e 16 assist tra tutte le competizioni, ritagliandosi un ruolo importante nella costruzione del gioco offensivo della squadra bergamasca.

L'esperienza alla Fiorentina

Nel 2020 il centrocampista è passato alla Fiorentina, dove è rimasto per quattro stagioni diventando uno dei profili più utilizzati nelle rotazioni di centrocampo. In maglia viola ha totalizzato 162 presenze, 22 gol e 22 assist, partecipando anche a due finali consecutive di UEFA Europa Conference League e a una finale di Coppa Italia.

L'ultima parentesi all'Al-Shabab

Dopo la conclusione del contratto con la Fiorentina, Bonaventura ha scelto di trasferirsi all'Al-Shabab in Saudi Pro League, chiudendo così la propria esperienza nel campionato italiano dopo oltre quindici anni. Con il club saudita ha disputato una stagione, aggiungendo un'ultima tappa internazionale a un percorso fin lì legato soprattutto alla Serie A.

Numeri e presenze in carriera

Nel corso della carriera professionistica, Bonaventura ha superato le 500 presenze complessive tra club e Nazionale. In Serie A ha collezionato 380 presenze con le maglie di Atalanta, Milan e Fiorentina, firmando 64 gol e 56 assist.video.

A livello di nazionale maggiore ha vestito la maglia dell'Italia in 18 occasioni, partecipando a diverse fasi di qualificazione internazionali. Nel suo palmarès figurano la Serie B vinta con l'Atalanta nella stagione 2010-2011 e la Supercoppa Italiana conquistata con il Milan nel 2016.

Come vuole essere ricordato

Nelle dichiarazioni diffuse insieme all'annuncio del ritiro, Bonaventura ha spiegato come gli piacerebbe essere ricordato soprattutto per l'approccio al lavoro quotidiano. Il centrocampista ha sottolineato il desiderio di essere visto come un appassionato di calcio, attento alla preparazione e alla professionalità, senza scorciatoie.

Ha inoltre rimarcato l'importanza del percorso condiviso con compagni, allenatori e tifosi, ringraziando i club che lo hanno accompagnato dalla formazione giovanile alla conclusione dell'attività professionistica.

Prospettive future

Nel messaggio di saluto, Bonaventura ha precisato che lo stop riguarda il calcio giocato ma non il rapporto con questo sport, che rimane centrale nella sua vita. Il riferimento lascia aperta la possibilità di un futuro ruolo nel mondo del calcio, in ambito tecnico, dirigenziale o formativo.

Eventuali sviluppi sul prossimo capitolo della sua carriera saranno legati alle scelte che maturerà nei prossimi mesi, ma il legame con il campo e con l'ambiente calcistico appare destinato a proseguire sotto altre forme.

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