Gattuso: "Non sarà una scampagnata, voglio vedere il massimo impegno"

Il commissario tecnico della Nazionale italiana Gennaro Gattuso ha presentato in conferenza stampa a Coverciano il doppio impegno decisivo che chiuderà il girone di qualificazione ai Mondiali 2026. Gli azzurri affrontano la Moldova giovedì 13 novembre a Chişinău e la Norvegia domenica 16 novembre allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, in quello che rappresenta un appuntamento cruciale per la corsa verso la prossima rassegna mondiale. Con cinque vittorie consecutive alle spalle e il secondo posto virtualmente in cassaforte, l'Italia punta a chiudere con prestazioni convincenti in vista dei playoff di marzo, pur consapevole di quanto sarà complicato scavalcare la capolista norvegese nella classifica generale.

Qualificazione Mondiali, la conferenza stampa di Gattuso

"Non sarà una scampagnata, voglio vedere il massimo impegno per proseguire su quello che abbiamo iniziato a settembre. Proveremo giocatori che hanno avuto poco spazio nella prima partita, ma dobbiamo pensare a noi e non a quello che farà la Norvegia".

Convocazioni

"Bisogna essere onesti, gente come Zaniolo ha fatto cose interessanti ma le scelte vengono fatte con un criterio. Mi piace lavorare con giocatori che ho da tempo, ma le porte della Nazionale non sono chiuse e guardiamo tutti.

"Stamattina abbiamo messo giù il programma fino al 15-16 gennaio: andrò a vedere la Supercoppa e seguirò tante altre partite. Ci prepariamo così, girando e continuando a vedere partite. Chiesa? Parlo spesso con lui, semplicemente bisogna rispettare scelte e problematiche che ognuno di noi ha. Altro non posso dire, ma questa è la verità. La scelta è di Chiesa? Sì, è di facile lettura altrimenti non davo spiegazioni per la quinta volta… ".

Possibile raduno nei prossimi mesi

"Non si potrà anticipare il calendario. In questo mese abbiamo lavorato 4-5 giorni di fila su tutto il programma con la Federazione e non c'è lo spazio. Forse a febbraio, uno o due giorni, ma i calendari sono pieni. Starà a noi essere bravi e trovare il modo di incontrare i ragazzi in Italia e all'estero. Penso sia molto, molto difficile intervenire in qualche modo sul calendario".

Cambi di modulo?

"Sì, non lo facciamo per scaramanzia ma per le squadre che affrontiamo. Quando una squadra riesce a fare più di un modulo è tanta roba. E vedendo i due avversari ci saranno altrettanti moduli diversi".

Nuovo regista e diffide

"Barella è con noi e salterà la prima per squalifica. Tonali sa che non possiamo permetterci di perderlo per l'eventuale semifinale playoff: vedo difficile che possa giocare contro la Norvegia. Locatelli per me è un regista, Ricci idem. Nel nostro campionato la tattica la fa da padrone perché abbiamo allenatori bravissimi e gli spazi diventano inferiori, difficilmente puoi giocare a campo aperto. Kean non doveva giocare giovedì in Conference, ha preso questo colpo e l'abbiamo perso. Ma in 4 mesi c'è tempo e abbiamo attaccanti forti: ci aspettiamo tanto da quelli che sono qua".

Berardi e Calfiori

"Nessuno mette in dubbio le qualità di Berardi, lo sto seguendo e so cosa ci può dare. Faccio delle scelte e sappiamo le sue qualità. "Riccardo non è solo un terzino sinistro, è un giocatore 'smart'. Può giocare dappertutto, anche a centrocampo. Voglio vedere il massimo impegno e la voglia di migliorarsi come squadra".

Scamacca

"Scamacca non deve dimostrarmi nulla: sa cosa voglio vedere in allenamento, se è qua è perché credo fortemente in lui. Ha avuto infortuni seri, ma è innegabile che abbia balistica e qualità importanti. Mi aspetto che faccia le cose per bene. Non ha la dinamicità di Pio e Retegui, ma entrambi come Kean amano muoversi e Scamacca potrebbe accompagnarli tutti. Non c'è un attaccante ideale che possa giocargli vicino".

Su Gabbia

"Direi di no, sono stato tanti anni a Milanello. Quindi ho più ricordi che emozioni e ci sono tante cose a cui devo pensare. Gabbia è cresciuto molto, non lo vedevo da tempo e mi piace come interpreta la partita. Sapevo fosse serio, gli ho detto che è migliorato molto e sbaglia poco"

Mancaza di gol in Serie A

"Io non guardo le partite ma i giocatori, però è chiaro che guardando una gara mi rendo conto di quanto sia complicato a livello tattico. Se parliamo di velocità, la palla deve andare forte. Mi diverto quando una partita si sblocca e le squadre si aprono, provano a fare qualcosa di diverso. Tante squadre ora hanno centrocampisti che danno ampiezza, ma facendo così per arrivare in area poi fanno fatica. Sicuramente contribuisce al problema. Mi piace il coraggio di Italiano e di Gasperini, Mancini sembra Cafu nelle ultime partite… Non hanno paura, sistematicamente portano 4-5 uomini in zona offensiva e rischiano l'uno contro uno senza palla. Complimenti a loro.

Il calcio è cambiato, oggi si va sui riferimenti. Solo Sarri gioca di reparto, c'è una doppia profondità. Da un po' di anni a questa parte si sta andando in questa direzione, così diventa un altro sport rispetto a 30-40 anni fa. Non è che non si sa più difendere, è che si gioca in un modo diverso".

Calcio italiano in crisi?

"Quando faccio i complimenti a Italiano e Gasperini mi riferisco a un loro calcio di livello. Certo è che in Premier fanno un altro calcio, ma la Serie A è molto impegnativa e abbiamo allenatori molto preparati. Se non ti inventi una giocata diventa molto difficile. E nelle prime 5-6 squadre ci sono solo 1-2 italiani da seguire. La mia difficoltà è su questo, non sul campionato. Pio? Pensate che peso possa avere un ragazzo di 20 anni quando sbaglia un'occasione. E Raspadori gioca pochissimo, questo mi fa stare male… Di questo dovremmo parlare, non che il nostro campionato faccia schifo. Avere qualche stadio più bello aiuterebbe, ma il nostro campionato resta molto difficile".

Nazionali giovanili

"Recentemente abbiamo fatto una riunione importante: negli ultimi anni il lavoro fatto è stato incredibile, sicuramente non dobbiamo perdere per strada i nostri giovani. Ai tempi miei e di Buffon noi faticavamo a ottenere risultati prima dell'Under 21, ora è il contrario. Però bisogna avere pazienza".

Spalletti e il Napoli di Conte

"Ho sentito Luciano, gli ho fatto i complimenti. Posso dire poco sul Napoli, ha un grande allenatore che ha vinto tanto e che sa come muoversi. Quando si vince è difficile confermarsi, ma Antonio ha le capacità per superare questo momento".

Le prossime sfide

"Mi aspetto una gara difficile, cambieremo qualcosa e la trappola è sempre dietro l'angolo. Anche i miei giocatori sanno che partite facili non ne esistono più. La Moldova è più importante, perché la seconda si prepara da sola. Sappiamo bene che la Norvegia ci può mettere in grande difficoltà: hanno velocità e fisicità, purtroppo abbiamo trovato nel girone una squadra che esprime un calcio eccezionale".

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