Fiorentina, Vanoli: "Le sfide mi stimolano. Dobbiamo lavorare su tutto, partendo dalle cose più semplici"

Al Viola Park si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Paolo Vanoli, il nuovo allenatore della Fiorentina. La società viola ha scelto di affidargli la panchina dopo l’esonero di Stefano Pioli, una scelta determinata dai risultati deludenti ottenuti nelle prime undici giornate di campionato. Attualmente, la Fiorentina occupa l’ultima posizione in classifica di Serie A, con un bilancio di cinque pareggi e sei sconfitte, 18 gol subiti e appena 9 realizzati.

Torino’s head coach Paolo Vanoli during the Serie A soccer match between Fc Torino and Roma at Olympic Stadium in Turin , North Italy - Sunday , May 25 , 2025 . Sport - Soccer (Photo by Spada/LaPresse)

Le dichiarazione di Paolo Vanoli

Paolo Vanoli, nuovo allenatore della Fiorentina, ha aperto la conferenza stampa dichiarando: "Conosco bene Firenze, ci ho già giocato. Le sfide mi stimolano e mi danno energia. In questa squadra vedo potenzialità importanti: il lavoro da fare è tanto, ma con la mentalità giusta si possono superare momenti difficili. Sono stato sincero con i ragazzi, spiegando chiaramente la situazione e la necessità di lottare."

Ha continuato affermando: "Queste sfide mi motivano e non mi spaventano: sarà un percorso lungo e complesso, quindi ho detto ai ragazzi di mantenere lucidità. Quando sono arrivato temevo che il gruppo non fosse consapevole della situazione, ma ho trovato una squadra affamata e determinata. L’approccio giusto è fare piccoli passi, gara dopo gara".

Ha poi continuato parlando della squadra: "Analizzando i dati, dobbiamo lavorare su tutto, partendo dalle cose più semplici, come già visto a Genova. Siamo vulnerabili sui calci piazzati, manca attenzione e solidità. In attacco abbiamo giocatori di grande qualità: Kean e Piccoli sono simili, ho la fortuna di averli e, in prospettiva, potrebbero anche giocare insieme, ma al momento non è la priorità".

Ha proseguito parlando di Fagioli e Gudmundsson: "Fagioli ha qualità, può fare sia il play che la mezzala, ma deve dimostrare il suo valore. La mentalità giusta parte dalla testa: chi gioca deve portare risultati. Per Gudmundsson vale lo stesso: è un giocatore importante, ma deve adattare la mentalità al nostro progetto. Ogni giocatore deve dare il massimo per il compagno e imparare a fare entrambe le fasi. Con i cinque cambi, se una squadra cala dopo il 60’, significa che chi entra non ha dato il giusto contributo".

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