Finale playoff, a cosa deve stare attenta l'Italia
Martedì 31 marzo, l'Italia sarà a Zenica allo stadio Bilino Polje a giocarsi la Finale playoff delle Qualificazioni al Mondiale 2026. La squadra di Gattuso affronterà una Bosnia ed Erzegovina che ha dimostrato di essere un osso duro e che avrà dalla sua parte un pubblico caldissimo, praticamente attaccato al campo di gioco. La partita in semifinale contro l'Irlanda del Nord ha dimostrato pregi e difetti dell'Italia. Anche l'altra semifinale, quella della BIH contro il Galles ha detto molto sui prossimi avversari degli azzurri.
Bosnia ed Erzegovina-Italia, temi tattici e giocatori chiave
Alcuni giocatori dell'Italia e alcuni membri dello staff azzurro sono stati beccati dalle telecamere mentre esultavano all'ultimo rigore della BIH, che a decretato che sarebbero stati loro gli avversari in finale. L'interpretazione sembra semplice, il Galles faceva più paura. I gallesi sono una squadra veloce, con esterni d'attacco che hanno grande gamba e giocatori di qualità.
La BIH invece sulla carta sembra più adatta ad una squadra come l'Italia, che spera che l'avversaria le dia il pallino del gioco. Ma i bosniaci non sono comunque da sottovalutare.
BIH, i giocatori più pericolosi
A giovani talenti che si faranno conoscere nei prossimi anni, la BIH affianca giocatori di grande maturità. Il più rappresentativo è il suo capitano, Edin Dzeko. L'ex attaccante di Roma e Inter, e più di recente della Fiorentina, ha una carriera gloriosa alle spalle e ha segnato il gol che ha portato la sua nazionale ai rigori a Cardiff contro il Galles. Dzeko è stato capocannoniere in Bundesliga e in Serie A ed è il miglior marcatore e il giocatore con più presenze con la Bosnia ed Erzegovina.
Un altro giocatore decisivo contro il Galles è stato il diciottenne del Salisburgo Alajbegovic. Entrato dalla panchina, ha svoltato la manovra offensiva della BIH, con qualità tecniche indiscutibili ed un'imprevedibilità che può preoccupare gli azzurri.
In porta gioca Vasilj, un para rigori. In difesa c'è il difensore del Sassuolo Muharemovic, corteggiato dalle grandi della Serie A e fin qui autore di un ottimo campionato. Un'altra vecchia conoscenza della Serie A è Benjamin Tahirovic, 11 presenze con la Roma, senza lasciare il segno.
Temi tattici della Bosnia ed Erzegovina
È probabile che la BIH imposti la partita con una difesa bassa e che punti molto sulle transizioni. La rosa dei bosniaci ha alcuni contropiedisti ma sopratutto una grande fisicità, quindi anche rimesse laterali, punizioni dalla trequarti e calci d'angolo potrebbero essere un tema della partita.
L'estro dei più offensivi e la capacità finalizzatrice di Dzeko sono i pericoli numero uno. Se l'Italia non sarà capace di evitare errori presterà il fianco alle ripartenze e non ha difensori adatti a correre all'indietro.
Giocatori chiave per l'Italia
Con una prestazione sotto tono di Retegui, Kean, anche autore del 2-0 contro l'Irlanda del Nord, ha dimostrato di essere il pilastro in attacco. La punta della Fiorentina è però un giocatore che per natura sbaglia le occasioni, quindi dovrà essere molto servito per incidere. È sicuramente un elemento imprescindibile dei titolari, l'unico capace di dare profondità e costruirsi occasioni da solo. Che venga riconfermato Retegui o giochi Esposito, il loro compito primario sarà quello di far muovere Kean.
Esposito potrebbe anche partite titolare, vista la bella prestazione da subentrato contro l'Irlanda del Nord. Ma proprio questa sua capacità di incidere dalla panchina potrebbe renderlo ancora più decisivo se inserito a partita in corso.
In difesa Bastoni, appena rientrato da un infortunio, è sembrato sotto tono. Ma è un giocatore di qualità talmente alta che non se ne può fare a meno.
Tonali, il migliore della semifinale, sarà sicuramente anche il pilastro della finale, polmone del centrocampo, viaggia ad un ritmo diverso rispetto ai compagni, forse grazie anche alla preparazione della Premier League.
Temi tattici degli azzurri
Contro l'Irlanda del Nord, l'Italia ha dimostrato di non avere un'identità tattica precisa e di avere molte criticità. Spesso a accennato un pressing offensivo poco convinto, che ha aperto grandi spazi per gli avversari. La Bosnia non dovrebbe tentare il palleggio e questo potrebbe essere un vantaggio, perché se si ripetesse un pressing scoordinato, potrebbe facilmente costruire azioni dal basso.
Nella fase di impostazione, in particolare nel primo tempo, gli azzurri hanno portato Locatelli sulla linea difensiva per dare un appoggio ai difensori, rallentando il gioco e slegando la squadra. In generale i reparti sono troppo separati e Tonali e Barella sono chiamati a uno sforzo fisico che rischia di renderli poco lucidi in fase di rifinitura. Allargare il gioco per Dimarco e Politano come soluzione primaria ha inoltre mostrato i limiti del forzare i cross contro difensori alti e forti di testa. Con Pio Esposito in campo potrebbe essere una soluzione, senza diventa difficile.
La soluzione migliore per impostrare il gioco potrebbe essere quella di cercare Kean in profondità anche con lanci lunghi o dialogando con il suo partner d'attacco, senza per forza rifuggiarsi sulle fasce in ogni occasione.