Gabriele Gravina rassegna le dimissioni da presidente della FIGC

Gabriele Gravina ha rassegnato ufficialmente le dimissioni dalla carica di presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), ruolo che ricopriva dal 2018. La decisione è stata comunicata ai massimi vertici delle componenti federali durante un incontro svoltosi oggi presso la sede della Federazione a Roma. L'uscita di scena arriva a pochi giorni dalla mancata qualificazione della Nazionale maschile ai Mondiali, in seguito alla sconfitta contro la Bosnia-Erzegovina dello scorso 31 marzo, la seconda consecutiva sotto la sua presidenza.

L'assemblea per eleggere il nuovo presidente e formare la nuova governance del calcio italiano è stata indetta per il 22 giugno a Roma.

Le polemiche e il chiarimento sugli sport dilettantistici

Le dimissioni non sono arrivate immediatamente dopo l'eliminazione sportiva, ma a seguito di pressioni e critiche giunte sia dal mondo politico che da atleti di altre discipline. Al centro delle polemiche ci sono state le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Gravina nel post-partita di Zenica riguardanti gli sport dilettantistici.

Nel corso dell'incontro odierno, il presidente uscente ha voluto chiarire la sua posizione, definendosi rammaricato per l'interpretazione data alle sue parole. Ha specificato che non vi era alcun intento offensivo verso altre discipline, ma che il suo ragionamento verteva esclusivamente sulle differenze normative e regolamentari che distinguono i club professionistici, soggetti a specifiche legislazioni societarie nazionali e internazionali, da quelli dilettantistici.

Audizione in Parlamento l'8 aprile

Prima di concludere il suo mandato operativo, Gravina riferirà in Parlamento. Il dirigente ha infatti comunicato di essersi reso disponibile per un'audizione il prossimo 8 aprile alle ore 11:00 presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati. In questa sede, Gravina presenterà una relazione dettagliata sullo stato di salute del calcio italiano, analizzando i punti di forza e le criticità strutturali dell'intero movimento agonistico.

Il bilancio della presidenza Gravina e la carriera

La presidenza di Gravina alla FIGC si chiude con un bilancio sportivo segnato da forti contrasti. Se da un lato il suo mandato è coinciso con la vittoria dei Campionati Europei nel 2021, dall'altro la Nazionale maschile ha fallito per tre volte la qualificazione ai Mondiali, cambiando tre commissari tecnici in pochi anni.

Oggi settantaduenne e laureato in Giurisprudenza, Gravina ha costruito una lunga carriera dirigenziale. Entrato nel mondo del calcio negli anni Ottanta come co-proprietario del Castel di Sangro (portato dalla Seconda Categoria alla Serie B con sei promozioni), ha lavorato anche nel settore bancario e fondato il Gruppo Gravina, attivo nell'edilizia e nelle infrastrutture. In ambito federale, è stato capo delegazione dell'Under 21 nei primi anni Duemila, presidente della Lega Pro dal 2015 al 2018, e infine presidente della FIGC. Eletto la prima volta nel 2018 con il 97% dei voti, era stato riconfermato nel 2021 e, da ultimo, nel febbraio del 2025 con il 98,8% delle preferenze.

Il comunicato ufficiale della FIGC

Di seguito il testo integrale del comunicato diffuso dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio:

"Si è svolto oggi presso la sede della Figc a Roma l'incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell'Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell'Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall'incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l'Assemblea Straordinaria Elettiva della Figc per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l'espletamento della procedura d'iscrizione ai prossimi campionati professionistici.

Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo.

A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l'interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)".

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