Pisa-Lecce: analisi, statistiche e probabili formazioni

Pisa-Lecce valida per la 35ª giornata di Serie A, è in programma venerdì 1 maggio 2026 alle ore 20.45 all'Arena Garibaldi. Il Pisa deve per forza vincere e sperare che non vinca anche la Cremonese per rimanere aggrappato alla Serie A. I toscani però sono destinati alla retrocessione, manca solo l'aritmetica. Il Lecce invece è un punto sopra il terzultimo posto e può ancora sperare di salvarsi. I salentini devono cercare di fare punti in questa trasferta delicata e sperare anche loro in una sconfitta della Cremonese.

Statistiche storiche e testa a testa Pisa-Lecce

Nelle 7 sfide totali giocate tra il Pisa e il Lecce in Serie A, c'è perfetto equilibrio: 2 vittorie a testa e 3 pareggi.

StatistichePisaLecce
Vittorie totali22
Pareggi totali33
Gol segnati totali105
Vittorie a Pisa20
Pareggi a Pisa11
Gol segnati a Pisa81

7 curiosità e dati chiave sulla sfida

  1. Il Pisa non ha mai perso in casa contro il Lecce in Serie A (2V e 1N).
  2. Se il Pisa non vincesse questa partita, sarebbe aritmeticamente retrocessa in Serie B. Retrocederebbe anche vincendo se la Cremonese vincesse la sua partita. Sarebbe la sesta retrocessione in 8 stagioni di Serie A per i toscani.
  3. Il Pisa arriva da 5 sconfitte consecutive in campionato.
  4. Il Lecce ha pareggiato le ultime 2 partite, non fa 3 pareggi di fila in Serie A dal novembre-dicembre 2023.
  5. Il Lecce ha vinto le ultime 2 partite giocate contro neopromosse in Serie A.
  6. Lecce e Pisa sono le due squadre che hanno segnato meno reti in percentuale su calcio piazzato in questa Serie A: Lecce 55% (12 su 22) e Pisa 54% (13 su 24).
  7. Lecce (22) e Pisa (24 come il Wolverhampton) sono tra le 4 squadre ad aver segnato meno gol nei Big-5 campionati europei, l'altra è il Verona (22).

Pisa-Lecce: probabili formazioni

PISA (3-5-2): Semper 1, Bozhinov 2, Caracciolo 4, Canestrelli 5, Leris 7, Akinsanmiro 14, Aebischer 20, Vural 21, Angori 3, Moreo 32, Stojilkovic 81. Allenatore: Hiljemark.

LECCE (4-2-3-1): 30 Falcone, 17 Veiga, 5 Siebert, 44 Tiago Gabriel, 25 Gallo, 20 Ramadani, 29 Coulibaly, 50 Pierotti, 16 Gandelman, 19 Banda, 9 Stulic. Allenatore: Di Francesco.

FIFA valuta l'obbligo di un Under 20 del vivaio sempre in campo

Il Consiglio della FIFA, riunitosi a Vancouver, ha approvato all'unanimità l'avvio di un processo di consultazione per valutare l'introduzione di una nuova normativa internazionale. Il progetto prevede l'obbligo per i club di mantenere sempre in campo almeno un calciatore cresciuto nel proprio vivaio, appartenente alla fascia di età Under 20 o Under 21. La proposta formale verrà presentata al prossimo Consiglio della federazione internazionale previsto per l'anno prossimo. L'obiettivo della direttiva è incentivare lo sviluppo dei talenti locali.

Ostacoli legali e giurisprudenza

L'applicazione di questa norma incontra ostacoli legali, in particolare all'interno dell'Unione Europea. Attualmente la UEFA impone l'inserimento nelle liste per le coppe europee di almeno otto "homegrown players" (quattro formati dal club e quattro dalla federazione), ma senza obbligo di schierarli. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea è già intervenuta sul tema a seguito del ricorso di un giocatore e della sua squadra, l'Anversa, contro la federazione belga. I giudici hanno stabilito che le regole sui giocatori del vivaio possono costituire una discriminazione indiretta e limitare la libera circolazione dei lavoratori.

Regole diverse tra confederazioni

La regolamentazione comunitaria crea un disallineamento normativo a livello globale. I club sudamericani e di altre confederazioni non sono soggetti ai limiti europei in materia di discriminazione sul lavoro o di stringenti parametri finanziari. Questa differenza richiede alla FIFA un'armonizzazione complessa prima della potenziale introduzione della norma su scala mondiale.

Impatto tecnico e tattico

Sul piano sportivo, l'obbligo di mantenere un giovane in campo incide in modo diretto sulla gestione tecnica delle squadre. Gli allenatori avrebbero di fatto un posto bloccato nella formazione titolare. Per applicare la regola senza subire squilibri tattici, i club dovrebbero inserire in rosa numerosi profili Under 20. Un eventuale infortunio del giovane titolare imporrebbe infatti la sua sostituzione con un compagno della stessa età e possibilmente dello stesso ruolo, limitando le opzioni dalla panchina.

Effetti sugli investimenti futuri

L'entrata in vigore della regola renderebbe necessario un periodo di transizione per permettere alle società di adeguarsi. A lungo termine, la normativa imporrebbe ai club di aumentare gli investimenti nelle rispettive accademie giovanili per poter disporre internamente dei giocatori necessari. Questo approccio permetterebbe di ridurre i capitali spesi sul mercato dei trasferimenti, favorendo un modello economico basato sulla reale valorizzazione del vivaio.

Walter Mazzarri, futuro in Grecia all'Iraklis

Walter Mazzarri ha avuto una lunga carriera da allenatore in Italia. Dopo un periodo di due anni dove è stato fermo, sta per firmare per l'Iraklis, squadra di Salonicco appena promossa in Serie A greca. L'ultima esperienza di Mazzarri da allenatore è stata il suo ritorno al Napoli, che ha guidato dal novembre 2023 al dicembre 2024. Era stato chiamato per sostituire l'esonerato Rudi Garcia per poi venire a sua volta esonerato, lasciando i partenopei al nono posto in classifica.

Walter Mazzarri, la carriera da allenatore

Mazzarri ha ottenuto dei risultati importanti, sopratutto con il Napoli. Ha allenato l'Acireale, la Pistoiese, il Livorno, la Reggina e la Sampdoria. Poi con gli azzurri ha raggiunto la massima espressione del suo calcio.

Il primo Napoli di Mazzarri

Nel 2009, Mazzarri viene chiamato per sostituire l'esonerato Donadoni. Fa subito bene, qualificando la squadra all'Europa League della stagione dopo, grazie al sesto posto in classifica.

In Europa League esce agli ottavi contro il Villareal, ma in campionato arriva terzo, qualificandosi alla Champions League. Per il Napoli di quegli anni era un traguardo storico. La qualificazione in Champions non arrivava da 21 anni.

Nella stagione 2011/12 il Napoli è nel girone di Champions con girone con Bayern Monaco, Manchester City e Villarreal. Gli azzurri riescono a passare come secondi. Esce poi agli ottavi dopo due partite incredibili contro il Chelsea. In campionato arriva quinto e si qualifica per l'Europa League. Ma questo è l'anno della vittoria della Coppa Italia contro la Juventus. Trofeo che il Napoli non vinceva da 25 anni.

Nel 2012/13 il Napoli arriva secondo in campionato, traguardo non da poco. A fine stagione, a contratto in scadenza, Mazzarri va via.

Tra i giocatori allenati da Mazzarri al Napoli c'erano: Lavezzi, Hamsik, Cavani, Pandev, Dzemaili, Inler e De Sanctis.

Inter, Watford, Torino, Cagliari

Arriva la sua occasione all'Inter, che non riesce a sfruttare. In uno dei periodi più bui della storia dei neroazzurri, non ottiene i risultati sperati. Dura una stagione intera e e viene esonerato al novembre della stagione dopo.

Al Watford, in Premier League, ottiene la salvezza che era l'obiettivo stagionale, ma non lascia il segno. Gli inglesi e Mazzarri si separano a stagione finita.

A gennaio 2018 torna in Italia per sostutuire l'esonerato Mihajlović alla guida del Torino. Finisce il campionato al 9º. L'anno dopo si qualifica all'Europa League arrivando solo 7º ma beneficiando dell'esclusione del Milan dalle coppe europee. La stagione dopo, quella 2019/20, va male e risolve il contratto a febbraio.

Nel 2021 firma con il Cagliari ma viene esonerato a fine stagione, per i scarsi risultati, che avevano portato i sardi in zona retrocessione.

Ritorno al Napoli

Come detto ha poi avuto la sua occasione con il ritorno al Napoli, che cercava un gestore in una stagione transitoria. I partenopei avevano vinto lo Scudetto solo l'anno prima e avevano gestito male la stagione dopo, con l'ingaggio discusso di Rudi Garcia.

De Laurentis aveva pensato di servirsi di Mazzarri perché conosceva l'ambiente e aveva molta esperienza. Infatti, mentre allenava il Cagliari, il tecnico aveva raggiunto le 700 panchine in Serie A.

Fifa, via libera alla nazionale femminile afgana nelle competizioni internazionali

La Fifa ha approvato in via eccezionale la nascita di una nazionale femminile afgana che potrà partecipare alle competizioni internazionali. La decisione è stata assunta dal Consiglio della federazione mondiale riunito a Vancouver, alla vigilia del Congresso, attraverso un accordo-delega con l’Afc, la Confederazione asiatica.

La decisione del Consiglio Fifa a Vancouver

Il provvedimento consente di costituire una selezione che potrà includere sia calciatrici rimaste in Afghanistan sia atlete rifugiate all’estero. Si tratta di una soluzione adottata per superare il blocco imposto dai talebani allo sport femminile e permettere il ritorno di una rappresentativa afghana nelle competizioni ufficiali.

La nazionale femminile dell’Afghanistan era nata nel 2007, ma aveva interrotto la propria attività nel 2021 dopo il cambio di regime. In seguito alla presa del potere da parte dei talebani, molte giocatrici avevano lasciato il Paese e chiesto asilo all’estero.

Come cambia il quadro per il calcio femminile afghano

Con questa decisione, la Fifa apre alla possibilità di ricostruire una squadra riconosciuta a livello internazionale, includendo anche il gruppo delle “Afghan Women”, finora sostenuto dalla stessa federazione. La misura introduce un nuovo assetto giuridico che consente alle calciatrici afghane di tornare a rappresentare il proprio Paese nelle gare ufficiali.

Nel messaggio diffuso dopo l’annuncio, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha spiegato che la federazione ha accolto le richieste delle giocatrici e ha richiamato il diritto di ragazze e donne a giocare a calcio e a rappresentare la propria identità. La scelta punta quindi a ristabilire una presenza sportiva femminile afghana nel calcio internazionale dopo anni di interruzione.

Le calciatrici rifugiate e il legame con l’Italia

Tra le atlete coinvolte ci sono anche due giocatrici che vivono in Italia da alcuni anni: la capitana Fatima Haidari e Susan Khojasta. Entrambe sono arrivate a Firenze dopo il ritorno dei talebani al potere, grazie al lavoro di Cospe, organizzazione non governativa già attiva a Herat.

Le due calciatrici facevano riferimento al Bastan Football Club, squadra considerata un simbolo del percorso di emancipazione femminile nel Paese. Anche prima del 2021, il club aveva dovuto affrontare minacce legate all’attività sportiva delle sue tesserate.

Fatima Haidari e Susan Khojasta in Toscana

Dopo il trasferimento in Toscana, Haidari e Khojasta hanno avviato un nuovo percorso di vita e di lavoro senza interrompere l’attività calcistica. La decisione della Fifa apre ora per loro la possibilità di partecipare finalmente a competizioni ufficiali con una selezione afghana riconosciuta.

La nuova fase segna quindi il ritorno della rappresentativa femminile afghana nel sistema internazionale del calcio, con una squadra che potrà riunire atlete presenti nel Paese e giocatrici della diaspora.

Milan, infortunio Modric

Nell'ultima partita contro la Juventus, durante il secondo tempo, Luka Modric ha avuto uno scontro duro con Locatelli e si è rimediato una frattura allo zigomo sinistro. Il centrocampista croato, ex Pallone d'Oro, è già stato operato con successo. La frattura si è rivelata essere complessa pluriframmentaria e terrà Modric lontano dai campi di gioco fino al Mondiale. Salterà quindi le ultime partite della stagione di Serie A, ma per fortuna sarà presente con la Croazia per il Mondiale americano.

Modric e la situazione del Milan a centrocampo

Nelle 34 partite giocate in campionato, Modric è stato schierato in campo per 33 volte. Titolare fisso e pilastro del Milan, ha realizzato 2 gol e servito 4 assist in Serie A. Ora Allegri dovrà trovare una soluzione per sostiturilo in vista dei prossimi impegni che devono far qualificare i rossoneri in Champions League.

Chi può sostituire Modric

Per le prossime 4 partite è presumibile che ci sarà il ballottaggio tra Jashari e Ricci. Entrambi, questa stagione hanno deluso, anche se in modi diversi. Sono giocatori di grande qualità e di prospettiva, anche se molto lontani dal livello di Modric.

Nella prossima partita, dove il Milan sarà ospite del Sassuolo, sembra che avrà la sua occasione dall'inizio Jashari. Il talento svizzero, complici anche gli infortuni, ha giocato solo 12 partite questa stagione, facendo un assist. Ai suoi lati, ci saranno i soliti Rabiot e Fofana. Con quest'ultimo che avrà più responsabilità offensive.

PSG-Bayern Monaco 5-4: cronaca, gol e pagelle della semifinale di Champions

Il Paris Saint-Germain ha superato il Bayern Monaco per 5-4 nella gara di andata delle semifinali di Champions League 2025/2026. La partita, disputata al Parco dei Principi, ha evidenziato l'altissimo potenziale offensivo di entrambe le formazioni, a fronte di evidenti criticità nei reparti difensivi. La qualificazione alla finale si deciderà nella gara di ritorno all'Allianz Arena di Monaco di Baviera.sport.sky+4

La cronaca del match

L'incontro è stato caratterizzato da continui ribaltamenti di fronte. Il Bayern Monaco è passato in vantaggio al 17' con un rigore trasformato da Harry Kane. Il PSG ha risposto ribaltando il risultato tra il 24' e il 33' grazie alle reti di Khvicha Kvaratskhelia e João Neves. Michael Olise ha trovato il momentaneo pareggio per i bavaresi, ma un calcio di rigore di Ousmane Dembélé nel recupero del primo tempo ha fissato il punteggio sul 3-2 per i parigini all'intervallo.

Nella ripresa, il PSG ha allungato ulteriormente segnando due gol in rapida successione con Kvaratskhelia (56') e ancora Dembélé (58'). Sotto 5-2, il Bayern ha reagito accorciando le distanze con le marcature di Dayot Upamecano e Luis Diaz, chiudendo il match sul definitivo 5-4.

Le pagelle del Paris Saint-Germain

L'attacco parigino è stato il vero protagonista della serata. Khvicha Kvaratskhelia (voto 8) si è distinto con una doppietta, raggiungendo quota 10 gol in questa edizione della Champions League. Ottima prestazione anche per Ousmane Dembélé (voto 8), autore di due reti e di un assist. Molto positive le prove a centrocampo del giovane João Neves (7) e di Vitinha (6,5).

La difesa ha invece mostrato evidenti lacune. Nuno Mendes (4,5) ha faticato costantemente contro Olise, mentre Willian Pacho (4,5) ha commesso il fallo da rigore su Diaz apparendo in difficoltà per gran parte dell'incontro. Il portiere Matvey Safonov e Achraf Hakimi ottengono un 5,5, con Marquinhos insufficiente (5). L'allenatore Luis Enrique merita un 7,5 per l'atteggiamento della squadra.

Le pagelle del Bayern Monaco

Tra i bavaresi spiccano le prestazioni offensive di Luis Diaz (7,5), autore di una rete e capace di procurarsi un rigore, e di Michael Olise (7), anch'egli a segno nel primo tempo. Harry Kane (7) si conferma implacabile dal dischetto e utile nella manovra offensiva.

Il reparto arretrato di Vincent Kompany (6,5) ha però registrato gravi insufficienze. Jonathan Tah (4) ha patito enormemente i movimenti del tridente avversario. In grande difficoltà anche Josip Stanisic (4,5), costantemente superato da Kvaratskhelia. Il portiere Manuel Neuer rimedia un 5, così come Alphonso Davies e Jamal Musiala. Si salva Dayot Upamecano (6,5), tra i pochi a limitare i danni e autore anche di una rete. Joshua Kimmich strappa la sufficienza (6).

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