7 curiosità su... Gianluigi Donnarumma

Gianluigi Donnarumma, trasferitosi dal Paris Saint-Germain al Manchester City nel corso dell’estate, continua a collezionare riconoscimenti individuali. Dopo aver conquistato per la seconda volta il Premio Yashin lo scorso settembre, grazie anche alla vittoria della Champions League con la maglia del PSG, e dopo il nono posto nella classifica del Pallone d’Oro, il portiere azzurro è stato premiato dal The Best FIFA Award 2025 come miglior portiere al mondo.

Manchester City's goalkeeper Gianluigi Donnarumma during the Premier League soccer match between Manchester City and Everton in Manchester, England, Saturday, Oct. 18, 2025. (AP Photo/Dave Thompson) Associated Press/LaPresse

Gianluigi Donnarumma: 7 curiosità imperdibili sul portiere campione d’Europa

1. L’inizio di una carriera: l’esordio tra i professionisti

Cresciuto calcisticamente nel Club Napoli di Castellammare di Stabia, nel 2013 è stat acquistato dal Milan a soli 14 anni per 250.000 euro, seguendo le orme del fratello Antonio. Nel vivaio rossonero si è messo in mostra giocando con i ragazzi più grandi, fino a essere aggregato alla prima squadra nella stagione 2014-2015, appena quindicenne. A 16 anni ha firmato il suo primo contratto da professionista e, nella stagione 2015-2016, ha esordito in Serie A contro il Sassuolo, diventando il secondo portiere più giovane nella storia del Milan. Pochi mesi dopo, il 31 gennaio 2016, è sceso in campo come titolare nel derby di Milano vinto 3-0, entrando nella storia come il più giovane portiere a giocare la stracittadina.

2. Da Milano a Parigi: il trasferimento al PSG

Dopo 8 anni al Milan, tra giovanili e prima squadra, Donnarumma si è trasferito a parametro zero al Paris Saint-Germain. In quattro stagioni in Francia, il portiere italiano ha conquistato 4 Ligue 1, 3 Supercoppe francesi, 2 Coppe di Francia e una Champions League, tutti trofei vinti da assoluto protagonista.

3. Le critiche dei tifosi rossoneri

Dopo il trasferimento gratuito al Paris Saint-Germain, i tifosi rossoneri non hanno mai perdonato Gianluigi Donnarumma. L’ex portiere del Milan è stato infatti al centro di dure critiche, che hanno raggiunto l’apice durante la partita di Champions League del 7 novembre 2023 contro il PSG: dalla Curva Sud sono state lanciate migliaia di finte banconote con il suo volto, accompagnate dal soprannome “Dollarumma”. Un gesto simbolico, volto a manifestare rabbia e senso di tradimento verso il loro ex idolo, accusato di aver anteposto motivazioni economiche alla fedeltà della maglia rossonera.

4. Il primo trofeo e il rigore parato a Paulo Dybala

Il 23 dicembre 2016, a soli 17 anni, Gianluigi Donnarumma ha sollevato il suo primo trofeo: la Supercoppa Italiana. La vittoria, conquistata con la maglia del Milan contro la Juventus ai rigori, è stata segnata da una parata decisiva sul rigore di Paulo Dybala, un intervento di grande difficoltà, considerando la potenza e la precisione del tiro dell'argentino. Per anni, lo stesso Gigio ha definito quell’istante come la parata più importante della sua carriera.

5. Tra ostacoli e sacrificio: gli allenamenti e i momenti difficili

Gigio Donnarumma, spesso protagonista di parate decisive che hanno portato l’Italia a vincere l’Europeo e il Paris Saint-Germain alla Champions League, ha affrontato anche momenti difficili sotto il peso delle critiche. Come sempre, il portiere italiano ha risposto sul campo, lavorando senza sosta. Per migliorare le sue uscite e la gestione delle mischie sugli sviluppi da calcio d’angolo, Donnarumma si allena con manichini gonfiabili ad acqua, praticamente impossibili da abbattere, e non si ferma mai: arriva prima agli allenamenti e li conclude solo dopo aver svolto allenamenti extra.

6. Tra pali e joystick

Oltre a difendere i pali, Gianluigi Donnarumma è un grande appassionato di videogiochi. Questa passione emerse già ai tempi del Milan, quando il portiere si sfidava spesso con i compagni di squadra, e continua ancora oggi: Donnarumma, infatti, mostra frequentemente sui suoi profili social la sua postazione da gamer, composta da tre schermi.

7. Il trasferimento al Manchester City

Dopo la rottura con il Paris Saint-Germain, il portiere italiano si è trasferito in Premier League, diventando il primo italiano ad essere allenato da Pep Guardiola. Dopo aver vinto la Champions League con il PSG, Donnarumma è finito fuori dai piani tecnici di Luis Enrique, che ha preferito puntare su un portiere più abile con i piedi, acquistando Chevalier. La situazione si è deteriorata al punto che Gigio non è stato convocato per la finale di Supercoppa Europea a Udine. Il Manchester City ha concretizzato l’acquisto nell’ultimo giorno di mercato, pagando circa 30 milioni di euro e assicurandosi il portiere con un contratto quinquennale fino al 30 giugno 2030.

Le ultime 7 vincitrici della Supercoppa Italiana

La Superocoppa Italiana ha cambiato formula dal 2023. Sono le prime due classificate in Serie A e le finaliste dalle Coppa Italia a contendersi il trofeo. Prima era invece una partita secca, con i Campioni d'Italia che giocavano con i vincitori della Coppa Italia. Quest'anno, oltre al Napoli che veste lo Scudetto e il Bologna che veste la Coccarda, ci sono Milan e Inter. La squadra che ha vinto più volte la Supercoppa Italiana è la Juventus, che ha alzato il trofeo 9 volte. I detendori del Milan vogliono ripetersi anche quest'anno, mentre l'Inter, finalista della scorsa edizione, ha voglia di rivalsa. Il Bologna vuole invece continuare a regale emozioni ai suoi tifosi, provando a vincere una Coppa che non ha mai vinto nella sua storia. Il Napoli non vince dal 2014 e ha fame di trofei.

Le ultime 7 squadre che hanno alzato la Supercoppa Italiana

2018: La Juventus di CR7

Nelle stagione 2018/19, la Juventus campione d'Italia si gioca la Supercoppa contro il Milan. I bianconeri, guidati da Massimiliano Allegri, quell'anno escono sia dalla Champions League che dalla Coppa Italia ai Quarti di finale ma vincono l'ennesimo Scudetto. Vincono anche la Supercoppa, per 1-0 con rete al 61' del solito Cristiano Ronaldo. Il campione portoghese quell'anno segna in totale 28 reti.

2019: La Lazio di Simone Inzaghi

Negli anni del dominio della Juventus, prima di Conte e poi di Allegri, l'unica squadra a riuscire a vincere trofei oltre i bianconeri è stata per anni la Lazio. Anche nella stagione 2019/20, nella finale di Supercoppa, la squadra di Inzaghi si impone sulla Juventus campione d'Italia con un netto 3-1. I biancocelesti vanno in vantaggio con Luis Alberto, ma poco prima dell'intervallo Dybala segna il pareggio. Nel secondo tempo poi dilaga la Lazio con Lulic e il gol di Cataldi sul finale.

2020: ancora la Juventus

Nel 2020 la Juventus torna a vincere. Questa volta ha vedersela contro i bianconeri è il Napoli, che cede 2-0. In gol ci vanno il solito Cristiano Ronaldo e Alvaro Morata. Questo è però il penultimo trofeo vinto dalla Juventus, che quell'anno conquisterà anche la Coppa Italia ma arriverà solo quarta in campionato. In panchina c'era Andrea Pirlo e la società bianconera stava facendo vari cambi.

2021: Il ritorno dell'Inter

La Juventus, alla nona finale di seguito, perde contro l'Inter per 2-1. I neroazzurri non vincevano la Supercoppa dal 2010, nella stagione del Triplete. La prima Inter di Simone Inzaghi arrivava alla finale da Campione d'Italia, grazie allo Scudetto vinto la stagione precedente con Antonio Conte in panchina. Si aggiudica il trofeo dopo una partita pazza, decisa all'ultimo minuto del secondo tempo supplementare da un gol memorabile di Alexis Sanchez. Prima di quella rete il risultato era fermo sull'1 a 1, al vantaggio di McKennie aveva risposta Lautaro Martinez.

2022: Sempre l'Inter

I neroazzurri, vincitori della Coppa Italia, sfidano i cugini del Milan vincitori del campionato. La partita non ha storia e finisce con un secco 3-0. Segnano Dimarco, Dzeko e Lautaro Martinez. Quella stagione l'Inter vincerà anche la Coppa Italia, in finale con la Juventus. In campionato non potranno nulla contro lo strabigliante Napoli di Spalletti e si fermeranno al secondo posto.

2023: Record Inzaghi

Cambia la formula ma non cambia il risultato. L'Inter vince ancora, 1-0 contro il Napoli. Segna Lautaro per la terza finale consecutiva. Simone Inzaghi, che aveva già vinto con la Lazio nel 2017 e nel 2019, vince la sua quinta Supercoppa e diventa l'allenatore più vincente della competizione. Quella stagione l'Inter vince anche lo Scudetto.

2024: Di nuovo il Milan

I rossoneri non vincevano dal 2016 e sfidano l'Inter che arrivava da 3 vittorie consecutive. Per il Milan di Conceição la partita si mette male. A metà gara l'Inter è sopra di due reti, grazie ai gol di Lautaro e Taremi. Ma con una punizione di Theo Hernandez e una giocata di Pulisic la partita si equilibra. La spunta poi il Milan grazie al gol al 93' di Abraham. I rossoneri conquistano così la loro ottava Supercoppa. Perdono poi la finale di Coppa Italia contro il Bologna e vanno molto male in campionato.

Roma-Como, le formazioni ufficiali

A chiudere la 15ª giornata di Serie A sarà l’affascinante match tra Roma e Como, una sfida dal grande peso specifico per la classifica. In palio ci sono punti preziosi, con le due formazioni separate da appena tre punti: i giallorossi occupano attualmente il quarto posto, mentre i biancoblù inseguono in settima posizione, pronti ad avvicinarsi ulteriormente alle zone alte della classifica.

ComoÕs ComoÕs Nico Paz during the Serie A soccer match between Como and Sassuolo at the Giuseppe Sinigaglia stadium in Como, north Italy - November 28, 2025 Sport - Soccer. (Photo by Antonio Saia/LaPresse)

Le scelte di formazione di Gasperini e Fabregas

Dopo tre giorni intensi di Serie A, iniziati venerdì 12 dicembre con l’apertura della 15ª giornata, il campionato è pronto a vivere il suo ultimo atto. A chiudere il turno sarà la sfida tra Roma e Como, in programma lunedì 15 dicembre alle 20:45 allo stadio Olimpico, un match che promette spettacolo e risvolti importanti in ottica classifica.

La Roma arriva all’appuntamento con il morale ritrovato grazie al convincente successo europeo ottenuto in settimana: il 3-0 sul campo del Celtic in Europa League ha restituito fiducia all’ambiente giallorosso, reduce da due stop consecutivi in campionato. Prima la sconfitta interna contro il Napoli (0-1), poi il ko in trasferta a Cagliari con lo stesso punteggio. Nonostante le recenti difficoltà, la squadra di Gian Piero Gasperini occupa il quarto posto con 27 punti, frutto di 9 vittorie e 5 sconfitte.

Di fronte ci sarà un Como ambizioso, desideroso di riscattare la pesante battuta d’arresto dell’ultimo turno: il 4-0 subito a San Siro contro l’Inter ha interrotto una striscia di 11 risultati utili consecutivi. Prima della sconfitta, la formazione di Cesc Fàbregas aveva centrato due vittorie di prestigio, travolgendo il Torino 5-1 in trasferta e superando il Sassuolo 2-0 in casa. Attualmente il Como occupa il settimo posto in classifica con 24 punti, frutto di 6 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. Entrambi i ko sono arrivati in trasferta, contro Inter e Bologna.

Le formazioni ufficiali di Roma-Como

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Rensch, Koné, Cristante, Wesley; Soulé, Pellegrini; Ferguson. Allenatore: Gian Piero Gasperini

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Kempf, Ramon, Valle; Caqueret, Da Cunha; Addai, Nico Paz, Baturina; Diao. Allenatore: Cesc Fabregas

Roma, El Aynaoui assente contro il Como: ha lasciato Trigoria per unirsi al ritiro del Marocco

Sono diversi i giocatori di Serie A che prenderanno parte alla Coppa d’Africa, al via il prossimo 21 dicembre. Tra questi figura anche il centrocampista della Roma, Neil El Aynaoui, convocato dal Marocco. Il calciatore ha lasciato Trigoria per raggiungere il ritiro della nazionale marocchina e, di conseguenza, non sarà a disposizione di Gian Piero Gasperini per la sfida dei giallorossi contro il Como.

Roma's Neil El Aynaoui controls the ball with during the Serie A soccer match between Roma and Napoli in Rome, Sunday, Nov. 30, 2025. (AP Photo/Gregorio Borgia) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Nessun via libera dal Marocco: El Aynaoui lascia Trigoria e raggiunge il ritiro della Nazionale, assente contro il Como

Diversi giocatori africani convocati dalle rispettive nazionali saranno impegnati nella Coppa d’Africa, in programma dal 21 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026. La loro partecipazione, naturalmente, dipenderà dal percorso delle squadre nel torneo.

Tra i club italiani che dovranno fare a meno di alcuni calciatori, spicca la Roma: Ndicka è stato convocato dalla Costa d’Avorio, mentre El Aynaoui dal Marocco. Secondo le disposizioni FIFA, i giocatori potevano restare con i propri club fino a domenica 15 dicembre, prima di aggregarsi alle rispettive nazionali.

La Roma, però, sarà impegnata lunedì 15 dicembre alle 20:45 contro il Como, nella partita valida per la 15ª giornata di Serie A. Per questo motivo, sia la Roma (per Ndicka e El Aynaoui) sia il Como (per Diao) hanno presentato richiesta alle federazioni affinché i propri giocatori potessero rimanere in Italia per disputare l’incontro.

La richiesta è stata accolta per Ndicka e Diao, mentre non è stata concessa per El Aynaoui. Il Marocco giocherà già il 21 dicembre la gara inaugurale del torneo, a differenza del Senegal, che scenderà in campo il 23 dicembre, e della Costa d’Avorio, che inizierà il 24 dicembre. Di conseguenza, El Aynaoui ha lasciato Trigoria per unirsi al ritiro della nazionale e sarà assente nella sfida contro il Como.

Fiorentina, ore decisive al Viola Park: Vanoli sotto osservazione dopo il ko con il Verona

La Fiorentina continua a vivere una fase particolarmente complessa della propria stagione. Al Viola Park, infatti, è in corso un vertice dirigenziale volto ad analizzare nel dettaglio il momento della squadra e a valutare le possibili mosse per il futuro immediato. Sul tavolo non c’è solo l’andamento generale del gruppo, ma anche la posizione dell’allenatore Paolo Vanoli, finito sotto osservazione dopo l’ennesimo risultato negativo.

Fiorentina Vanoli
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Tra campionato ed Europa: la Fiorentina si ferma, ritiro e analisi sul progetto Vanoli

La sconfitta rimediata ieri, 14 dicembre, nello scontro diretto contro il Verona ha aggravato una situazione già delicata per la Fiorentina. Un passo falso pesante, che ha spinto la società a optare per il ritiro a tempo indeterminato, scelta che testimonia la volontà di ritrovare compattezza e concentrazione in un momento chiave della stagione. I viola, infatti, faticano a trovare continuità e risultati, soprattutto in campionato, dove la vittoria continua a mancare.

Vanoli, arrivato a Firenze per raccogliere l’eredità di Stefano Pioli, non è ancora riuscito a imprimere la svolta attesa. Nonostante il lavoro quotidiano e i tentativi di dare un’identità chiara alla squadra, i risultati non hanno finora premiato il nuovo corso tecnico. Per questo motivo, durante la riunione in atto al centro sportivo, si stanno facendo valutazioni a 360 gradi, senza escludere nessuna ipotesi.

Nel frattempo, la Fiorentina guarda anche agli impegni europei. Mercoledì la squadra partirà alla volta di Losanna, dove il giorno successivo affronterà l’ultima gara della League Phase di Conference League. Una competizione che resta aperta e ancora alla portata dei viola, e che, con ogni probabilità, continuerà anche in caso di risultato negativo. Solo al termine dei confronti interni sarà più chiaro quale direzione intenda prendere la società, chiamata ora a scelte decisive per il prosieguo della stagione.

Milan, Bartesaghi si prende la scena: primo gol e doppietta in Serie A

Una domenica da incorniciare per Davide Bartesaghi, protagonista assoluto nella sfida tra Milan e Sassuolo. Il giovane rossonero, nato nel 2005, ha vissuto il suo momento più bello nel massimo campionato italiano mettendo a segno la prima rete in Serie A e completando una doppietta che ha ribaltato l’inerzia della gara fino al gol del pareggio di Lauriente.

Milan Bartesaghi
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Bartesaghi salva il Milan: 2-2 contro il Sassuolo

In Serie A non esistono difensori più giovani di Davide Bartesaghi capaci di realizzare due gol nella stessa partita con la maglia del Milan. È da questo primato che prende forma il pomeriggio perfetto del classe 2005, autore di una prestazione che conferma come la fascia sinistra rossonera sia ormai diventata territorio suo, conquistata a colpi di continuità e rendimento.

Nel corso del primo tempo il Milan trova il pareggio grazie all’inserimento dell’esterno, bravo a raccogliere il suggerimento di Loftus-Cheek e a superare Muric con una conclusione di sinistro precisa e potente. Un gol pesante, che sblocca Bartesaghi anche a livello personale. Nella seconda frazione arriva la conferma di una prestazione da protagonista. Nkunku lo pesca libero sul versante sinistro dell’area e il numero rossonero non sbaglia, trovando il diagonale vincente sul primo palo per la sua prima doppietta in Serie A, che vale il momentaneo vantaggio del Milan.

Una doppietta storica

Come detto prima, il pomeriggio perfetto del numero 33 rossonero è impreziosito anche da un dato storico: a 19 anni e 350 giorni Bartesaghi diventa il più giovane difensore italiano del Milan a segnare in campionato dai tempi di Paolo Maldini, che aveva trovato la rete a 19 anni e 247 giorni. Una prova di maturità e personalità per un ragazzo cresciuto nel vivaio rossonero, capace di lasciare il segno in una delle partite più importanti della sua giovane carriera e di lanciare un segnale forte per il futuro.

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