Fiorentina, ore decisive al Viola Park: Vanoli sotto osservazione dopo il ko con il Verona

La Fiorentina continua a vivere una fase particolarmente complessa della propria stagione. Al Viola Park, infatti, è in corso un vertice dirigenziale volto ad analizzare nel dettaglio il momento della squadra e a valutare le possibili mosse per il futuro immediato. Sul tavolo non c’è solo l’andamento generale del gruppo, ma anche la posizione dell’allenatore Paolo Vanoli, finito sotto osservazione dopo l’ennesimo risultato negativo.

Fiorentina Vanoli
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Tra campionato ed Europa: la Fiorentina si ferma, ritiro e analisi sul progetto Vanoli

La sconfitta rimediata ieri, 14 dicembre, nello scontro diretto contro il Verona ha aggravato una situazione già delicata per la Fiorentina. Un passo falso pesante, che ha spinto la società a optare per il ritiro a tempo indeterminato, scelta che testimonia la volontà di ritrovare compattezza e concentrazione in un momento chiave della stagione. I viola, infatti, faticano a trovare continuità e risultati, soprattutto in campionato, dove la vittoria continua a mancare.

Vanoli, arrivato a Firenze per raccogliere l’eredità di Stefano Pioli, non è ancora riuscito a imprimere la svolta attesa. Nonostante il lavoro quotidiano e i tentativi di dare un’identità chiara alla squadra, i risultati non hanno finora premiato il nuovo corso tecnico. Per questo motivo, durante la riunione in atto al centro sportivo, si stanno facendo valutazioni a 360 gradi, senza escludere nessuna ipotesi.

Nel frattempo, la Fiorentina guarda anche agli impegni europei. Mercoledì la squadra partirà alla volta di Losanna, dove il giorno successivo affronterà l’ultima gara della League Phase di Conference League. Una competizione che resta aperta e ancora alla portata dei viola, e che, con ogni probabilità, continuerà anche in caso di risultato negativo. Solo al termine dei confronti interni sarà più chiaro quale direzione intenda prendere la società, chiamata ora a scelte decisive per il prosieguo della stagione.

Milan, Bartesaghi si prende la scena: primo gol e doppietta in Serie A

Una domenica da incorniciare per Davide Bartesaghi, protagonista assoluto nella sfida tra Milan e Sassuolo. Il giovane rossonero, nato nel 2005, ha vissuto il suo momento più bello nel massimo campionato italiano mettendo a segno la prima rete in Serie A e completando una doppietta che ha ribaltato l’inerzia della gara fino al gol del pareggio di Lauriente.

Milan Bartesaghi
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Bartesaghi salva il Milan: 2-2 contro il Sassuolo

In Serie A non esistono difensori più giovani di Davide Bartesaghi capaci di realizzare due gol nella stessa partita con la maglia del Milan. È da questo primato che prende forma il pomeriggio perfetto del classe 2005, autore di una prestazione che conferma come la fascia sinistra rossonera sia ormai diventata territorio suo, conquistata a colpi di continuità e rendimento.

Nel corso del primo tempo il Milan trova il pareggio grazie all’inserimento dell’esterno, bravo a raccogliere il suggerimento di Loftus-Cheek e a superare Muric con una conclusione di sinistro precisa e potente. Un gol pesante, che sblocca Bartesaghi anche a livello personale. Nella seconda frazione arriva la conferma di una prestazione da protagonista. Nkunku lo pesca libero sul versante sinistro dell’area e il numero rossonero non sbaglia, trovando il diagonale vincente sul primo palo per la sua prima doppietta in Serie A, che vale il momentaneo vantaggio del Milan.

Una doppietta storica

Come detto prima, il pomeriggio perfetto del numero 33 rossonero è impreziosito anche da un dato storico: a 19 anni e 350 giorni Bartesaghi diventa il più giovane difensore italiano del Milan a segnare in campionato dai tempi di Paolo Maldini, che aveva trovato la rete a 19 anni e 247 giorni. Una prova di maturità e personalità per un ragazzo cresciuto nel vivaio rossonero, capace di lasciare il segno in una delle partite più importanti della sua giovane carriera e di lanciare un segnale forte per il futuro.

7 curiosità su... Gianluca Scamacca

Potenza, personalità e gol pesanti. Gianluca Scamacca è uno degli attaccanti italiani più completi della sua generazione: un centravanti moderno capace di imporsi fisicamente, ma anche di partecipare al gioco e lasciare il segno dentro e fuori dal campo. Dalla crescita nei settori giovanili europei alle passioni lontane dal rettangolo verde, ecco 7 curiosità per conoscere meglio il bomber dell’Atalanta e della Nazionale.

7 curiosità su Gianluca Scamacca, il centravanti moderno tra talento e passioni

Tra campo e vita privata, ecco sette curiosità sul centravanti dell'Atalanta che ne delineano il profilo umano e calcistico.

1.Romano, ma con un percorso di vita particolare

Nato a Roma il 1º gennaio 1999, è cresciuto soprattutto con la madre e la sorella, non ha rapporti con il padre. La famiglia è stata un punto di riferimento fondamentale nel suo sviluppo umano e sportivo.

2. La scuola di Van Nistelrooij

Durante gli anni nel settore giovanile del PSV Eindhoven ha lavorato con Ruud Van Nistelrooij, che lo ha educato a pensare come un vero bomber: attaccare la profondità, presidiare l’area e finalizzare senza fronzoli.

3. Non solo forza: anche tecnica e assist

Pur essendo un attaccante strutturato, Scamacca è dotato di buona qualità palla al piede. Sa far salire la squadra, rifinire l’azione e mettere i compagni in condizione di segnare.

4. Ispirazioni da campioni assoluti

Nel suo stile di gioco si ritrovano richiami a grandi centravanti del passato e del presente. Scamacca ha dichiarato di ispirarsi a Zlatan Ibrahimović e Gabriel Batistuta.

5. L'enologia

Tra gli interessi extra-campo di Gianluca Scamacca c’è anche il mondo del vino. L’attaccante ha raccontato di star sviluppando un forte interesse per l’enologia e per la produzione vinicola, con l’idea di approfondire questo settore attraverso lo studio, come dichiarato in un’intervista del 2022 a Nss Magazine.

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6. Talento riconosciuto a livello internazionale

Già nel 2016 il quotidiano inglese The Guardian lo aveva inserito tra i 60 migliori calciatori nati nel 1999, segnale di un potenziale notato ben oltre i confini italiani.

7. Passioni fuori dal campo: tatuaggi, moda e gaming

Dai tatuaggi (il primo a soli 13 anni) allo stile streetwear, fino ai videogiochi con cui passa il tempo con il centrocampista dell'Inter Davide Frattesi: Scamacca coltiva diversi interessi extra-campo, senza però mai perdere il focus totale sul calcio.

7 curiosità su... Nikola Vlašić

Nikola Vlašić è uno dei calciatori croati più talentuosi della sua generazione: tecnica, visione di gioco e personalità lo hanno reso un punto di riferimento sia nei club che in nazionale. Ma oltre al campo, la sua storia è ricca di dettagli interessanti. Ecco sette curiosità che forse non tutti conoscono.

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Nikola Vlašić, talento costruito nel tempo: 7 curiosità sul croato

Tecnica, potenza e personalità: Nikola Vlašić non è solo uno dei volti più rappresentativi del calcio croato moderno, ma anche il frutto di un percorso costruito con cura fin dall’infanzia. Dalla famiglia votata allo sport alle esperienze nei principali campionati europei, la sua carriera è ricca di dettagli curiosi e poco conosciuti.

1. Il padre Joško, l’architetto della sua forza fisica

Anche il padre Joško Vlašić è stato un atleta ed era considerato in Croazia un vero guru della preparazione fisica: tanto che iniziò a lavorare personalmente sulla forma di Nikola fin da quando aveva appena 4 anni.

2. Lo sport è di famiglia

Nikola non è l’unico Vlašić famoso nello sport. Sua sorella Blanka Vlašić è una leggenda dell’atletica mondiale, due volte campionessa del mondo nel salto in alto  tra il 2007 e il 2010 e medaglia olimpica. La mentalità vincente, in casa Vlašić, è una tradizione.

3. Un talento precoce

Nato a Spalato nel 1997, Nikola debutta giovanissimo con l’Hajduk Spalato, entrando in prima squadra a soli 16 anni. Fin da subito viene considerato uno dei migliori prospetti del calcio croato.

4. L’esperienza in Premier League

Nel 2017 viene acquistato dall’Everton e approda in Premier League. L’esperienza inglese non è semplicissima, ma si rivela fondamentale per la sua crescita fisica e mentale, preparandolo al salto di qualità successivo.

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5. L’esplosione in Russia

Il vero punto di svolta arriva al CSKA Mosca, dove Vlašić diventa leader tecnico e uomo decisivo. In Russia mostra continuità, gol spettacolari e grande personalità, attirando l’attenzione dei principali campionati europei.

6. Uomo chiave della Croazia

Con la nazionale croata è stato protagonista nelle grandi competizioni internazionali, contribuendo con gol e prestazioni importanti. Nonostante la giovane età, è spesso considerato uno dei leader della nuova generazione croata.

7. Il rilancio in Serie A con il Torino

In Italia, con la maglia del Torino, Vlašić ha ritrovato continuità e fiducia, diventando rapidamente uno dei giocatori più influenti della squadra. Il ruolo di trequartista esalta al massimo le sue qualità tecniche e tattiche.

7 curiosità su...Federico Bernardeschi

Federico Bernardeschi è uno dei calciatori italiani più discussi e affascinanti degli ultimi anni. Talento puro e un carattere fuori dagli schemi. Dai campi della Serie A all'esperienza in Canada con il Toronto, passando per l’Europeo vinto nel 2021 fino alla nuova avventura a Bologna, ecco 7 curiosità su di lui.

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7 curiosità su Federico Bernardeschi: talento, rinascita e lati nascosti

Federico Bernardeschi è molto più di un ex talento della Fiorentina e della Juventus: è un giocatore dal carattere unico, capace di reinventarsi dentro e fuori dal campo. Dall’Italia al Canada, passando per l’Europeo vinto con la Nazionale e la nuova avventura in rossoblù con il Bologna, la sua carriera è stata tutto fuorché banale. Ecco 7 curiosità che raccontano il lato meno conosciuto (e più interessante) di “Berna”.

1. Esordi

Federico Bernardeschi ha mostrato il suo talento fuori dal comune fin da piccolissimo, ancora prima di compiere sette anni. Nei tornei giovanili locali, era sempre una spanna sopra gli altri: mentre i coetanei cercavano di stargli dietro, lui sfrecciava palla al piede verso la porta. A soli 9 anni è entrato a far parte del settore giovanile della Fiorentina, iniziando così il suo percorso in una delle realtà più importanti del calcio italiano. Il debutto tra i professionisti è arrivato a 19 anni e ha segnato l’inizio della sua carriera da grande.

2. Il numero 33? Un omaggio spirituale

Bernardeschi ha scelto per anni la maglia numero 33. Non è un caso: è un numero legato alla fede cristiana, che rappresenta l’età di Cristo alla morte. Federico ha più volte parlato del suo rapporto con la spiritualità.

3. Soprannome: “Brunelleschi”

Alla Fiorentina lo chiamavano Brunelleschi, come il famoso architetto, per la sua visione “artistica” del gioco e il tocco elegante. Un soprannome che evidenzia quanto il suo stile fosse considerato unico fin dagli esordi

4. Un Europeo da protagonista (anche ai rigori)

All’Europeo del 2021, è stato uno dei pochi a calciare due rigori pesantissimi: uno in semifinale contro la Spagna, l’altro nella finale contro l’Inghilterra. Entrambi trasformati con freddezza.

Federico Bernardeschi intervista Italia Nazionale
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5. Famiglia

Federico Bernardeschi si è sposato dopo il trionfo agli Europei nel 2021 con Veronica Ciardi (ex concorrente del Grande Fratello 10 nel 2009), hanno due figlie, Deva (nata nel 2019) e Lena (nata nel 2021).

6. Passioni

Appassionato di basket e grande fan della MotoGP, Federico Bernardeschi non ha mai nascosto che il suo sogno sarebbe cenare con LeBron James, anche se ha ammesso che Roger Federer sarebbe un’ottima alternativa. Tra le sue passioni più forti ci sono i tatuaggi: a 18 anni ha voluto subito imprimersi il volto di Gesù, come simbolo di fede. Da allora l’inchiostro è diventato parte della sua storia personale. Tra i tatuaggi più importanti ci sono i nomi delle figlie, le iniziali dei familiari, la data del matrimonio e quella della vittoria dell’Europeo 2021. Ogni tatuaggio, un ricordo inciso sulla pelle.

7. Toronto, scelta di vita

Nel 2022 ha scelto di trasferirsi al Toronto FC, in MLS, sorprendendo molti. “Una scelta per la famiglia e per trovare nuove motivazioni”, ha spiegato. E con lui, anche Insigne e Criscito. Alla fine della sua esperienza in Ontario, terminata con la risoluzione anticipata del contratto data l'1 luglio 2025, conterà 88 presenze, 25 gol e 12 assist.

Como, tegola per Fabregas: Morata ko, confermata la lesione e stop prolungato

Brutte notizie in casa Como. Gli accertamenti medici effettuati oggi su Alvaro Morata hanno rivelato una lesione di alto grado al muscolo adduttore lungo della coscia sinistra, l’infortunio muscolare che lo aveva costretto ad abbandonare il campo nella gara di campionato contro l’Inter.

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Infortunio Morata, allarme Como: i tempi di recupero dello spagnolo

Il club lariano ha diffuso una nota ufficiale nella quale si conferma l’entità del danno muscolare definito “di alto grado”. Inoltre, viene precisato che il giocatore ha già iniziato il percorso di fisioterapia secondo il protocollo di riabilitazione societario. I tempi precisi di rientro non sono stati ancora definiti, poiché dipenderanno dall’evoluzione clinica nei prossimi controlli.

Secondo le prime stime, però, l'ex Juventus e Milan potrebbe restare lontano dai campi per almeno due mesi, con possibile ritorno solo nella seconda metà di febbraio 2026. Una lesione di questo tipo richiede infatti un periodo lungo di riabilitazione per garantire il completo recupero e ridurre il rischio di ricadute.

La notizia è un duro colpo per Cesc Fàbregas, che perde così una pedina fondamentale dell’attacco nel momento in cui il Como affronta un calendario fitto di impegni. I lariani voleranno all’Olimpico per sfidare la Roma lunedì 15 dicembre prossimo, ma dovranno farlo senza il loro centravanti spagnolo.

Nel mese e mezzo successivo il Como affronterà anche Lecce, Udinese, Pisa, Bologna, Milan, Lazio, Torino e Fiorentina in Coppa Italia. Tutti test che metteranno a dura prova la profondità della rosa. Per sopperire all’assenza di Morata, l’allenatore spagnolo potrebbe affidarsi maggiormente a Douvikas o valutare l’inserimento di rinforzi nel mercato di riparazione di gennaio.

Il comunicato del club

Di seguito la nota ufficiale del Como: “Como 1907 comunica che il calciatore Alvaro Morata, a seguito degli esami clinici e strumentali successivi all’infortunio riportato durante l’ultima partita di campionato, ha riportato una lesione di alto grado del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra. Il giocatore ha già iniziato il percorso di trattamento fisioterapico previsto dal protocollo riabilitativo societario”.

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