Serie A Women’s Cup, Roma in finale aspetta la vincente tra Juventus e Inter

La Coppa che anticipa il Campionato di Serie A Femminile è iniziata e sta quasi giungendo al termine. Questo torneo, che vede 12 squadre iscritte alla Serie A, si concluderà a fine settembre e dà già indicazioni sul prossimo campionato.

Serie A Women's Cup, format e risultati

Come funziona

Ci sono 3 gironi da 4 squadre. Il sorteggio dei gironi si è basato su una graduatoria che ha considerato il piazzamento in classifica dello scorso campionato. Juventus, Inter e Roma sono infatti in prima fascia. Fiorentina, Milan e Lazio sono in seconda. In terza fascia troviamo Como Women, Sassuolo e Napoli Women. Mentre le neopromosse Ternana Women, Parma e Genoa nella quarta. Le prime in classifica dei gironi si qualificheranno alle semifinali, insieme alla miglior seconda. Le fasi finali del torneo si svolgeranno in un'unica sede tra il 24 e il 28 settembre.

I risultati della prima giornata

Girone A

Le Campionesse d’Italia si confermano la squadra da battere con i gol di due protagoniste dell’Europeo. Il Napoli, avanti fino all’80’, si fa rimontare e cade nel finale contro la Lazio.

Girone B

L’Inter, testa di serie, supera la neopromossa Genoa senza sorprese. Vittoria agevole anche per la Fiorentina, che regola il Como con un gol per tempo.

Girone C

La Roma vince come da pronostico contro la Ternana. Colpo grosso invece del Sassuolo di Spugna, che espugna il campo del Milan all’esordio.

I risultati della seconda giornata

Girone A

La Lazio si prende la vetta grazie al gol nel finale contro la Juventus. Pari spettacolare tra Napoli e Parma.

Girone B

L’Inter cala il poker e conferma la sua forza. Equilibrio tra Como e Genoa, entrambe neopromosse.

Girone C

La Roma di Rossettini vola ancora grazie alla giovanissima Galli. Pari tra Sassuolo e Ternana, con un gol per tempo.

Terza giornata, i risultati

Nel terzo turno della Serie A Women’s Cup 2025 non sono mancati i verdetti importanti:

Juventus-Inter Women: attesa per il derby che decide la finalista contro la Roma

La Roma ha conquistato la finale di Serie A Women’s Cup battendo la Lazio 3-0 grazie ai gol di Haavi, Corelli e Viens. Le giallorosse, già protagoniste in Supercoppa e Coppa Italia, puntano così alla terza finale stagionale. Il 24 settembre alle 18:30 Juventus e Inter Women si sfidano per decidere chi contenderà il trofeo alla squadra di Rossettini nell'atto conclusivo della Serie A Women’s Cup, in programma sabato 27 settembre.

7 curiosità su... Wesley França

Wesley França è ufficialmente un giocatore della Roma. I tifosi l'hanno accolto in aeroporto con grande entusiasmo e sperano che il suo talento possa brillare anche all'Olimpico. A quasi 22 anni, Wesley ha già un bagaglio di esperienze importanti in Brasile e quest'anno ha anche debuttato in nazionale. Con Gasperini c'è la speranza che sia l'ennesimo terzino a sfornare tanti assist e segnare molti gol. Arriva alla Roma per circa 30 milioni di euro, una cifra importante, che crea molte aspettative. Ecco 7 curiosità su Wesley, il 46° brasiliano nella storia della Roma.

Wesley: sette cose che forse non sapevi

1. Il parcheggiatore

Wesley ha raccontato che quando è scoppiata la pandemia da Covid era appena stato tesserato dal Tubarão e non aveva molto spazio in squadra. In quel clima di incertezza, a solo 17 anni, aveva deciso di smettere di giocare e lavorare nel ristorante della zia come parcheggiatore. La sorella però ha continuato a stimolarlo con molti messaggi di incoraggiamente e dopo un anno di stop, in cui non si era nemmeno allenato, ha deciso di riprendere col calcio. Il Tubarão gli ha dato un'altra occasione, ma la sua carriera non stava ancora decollando.

2. Provini infiniti

Tra il 2017 e il 2019 ha fatto vari provini che non riusciva a superare. Lo stesso Tubarão, che poi l'ha tesserato nel 2019, l'aveva rifiutato. Alla fine, dopo 4-5 tentativi per 4 squadre diverse, ha superato il provino con il Figueirense. Ma il club aveva una situazione finanziaria complicata, allora ha riprovato per l'Atletico Tubarão e finalmente è stato preso.

3. L'occasione grazie a Youtube

Dopo tante fatiche entra nel Tubarão e dopo l'anno di pausa vuole giocarsi le sue carte con il club, ma non trova spazio. Sembra l'ennesimo punto morto della sua carriera, ma un po' per fortuna, un po' per spregiudicatezza, arriva un lampo di genio a cambiare la situazione. Wesley aveva registrato un video delle sue giocate nella Coppa Santa Catarina e l'aveva messo su Youtube. Il suo procuratore, con un abile passaparola, l'ha fatto vedere a molti colleghi e il video è girato anche fra le società brasiliane, tra cui il Flamengo.

4. Nella storia del Flamengo

Con il Flamengo, Wesley scrive pagine importanti della sua storia e di quella del club. Dal 2021 al 2024 gioca ben 136 partite, segnando 4 reti, ma sopratutto vince trofei. 2 Campionati Carioca, 2 Taca Guanabara, 2 Coppe del Brasile, 1 Supercoppa del Brasile e il trofeo più ambito, la Coppa Libertadores nel 2022. Grazie alle sue qualità si conquista anche la nazionale, con cui attualmente ha 2 presenze.

5. Il 43, numero del destino

Anche alla Roma, Wesley indosserà la maglia numero 43. Il numero che, tra i tantissimi tatuaggi che ne decorano il corpo, trova spazio nel collo e nella gamba. Quando è arrivato al Flamengo, il club gli aveva assegnato il 46, e l'anno dopo il 43. Da quando indossa quel numero ha iniziato a giocare meglio e a crearsi la sua carriera. Magari un eccesso di superstizione, ma se continua così come dargli torto.

6. Gasolina, di nome e di fatto

Il soprannome che Wesley si porta dietro fin da bambino è Gasolina, per via del suo dinamismo e della sua rapidità, chissà che anche con Gasperini non possa sfoderare queste sue qualità nella fascia giallorossa. Essendo di caratteristiche un giocatore molto offensivo, avrà sicuramente bisogno di un educazione tattica importante, ma gli esterni di Gasperini sono sempre devastanti in fase d'attacco e il mister l'ha scelto proprio per questo motivo.

7. Tradizione di brasiliani

Wesley si unisce a un bel gruppo di brasiliani che hanno giocato nella Roma, tra cui giocatori iconici e anche vari terzini. Tra gli ultimi ricordiamo Cicinho, Bruno Peres, Dodò e Marquinhos (centrale ma alle volte adattato). Ma Wesley ha dichiaratamente detto di ispirarsi a Cafù e Maicon. Maicon, non ha avuto grandi fortune con i giallorossi ma ovviamente resta un punto di riferimento per i giovani brasiliani. Cafù invece è un paragone difficile ma che i tifosi della Roma sperano di poter azzardare, visto che Il Pendolino con i giallorossi ha scritto la storia e vinto uno Scudetto.

Calciomercato Inter, ufficiale Andy Diouf dal Lens

Andy Diouf ha firmato per l'Inter. Il centrocampista francese, classe 2003, arriva per 20 milioni più 5 di bonus e ha firmato un quinquennale dove guadagnerà circa 2 milioni. L'affare entra nell'ottica di svecchiamento della rosa e resta coerente con il tentativo fallito di portare all'Inter Manu Koné della Roma.

Mercato Inter, chi è Diouf e cosa può dare a Chivu

Come gioca

Diouf è una mezzala offensiva, non un incontrista e non un mediano offensivo. Non è un giocatore che imposta le azioni. Può giocare in un centrocampo a 2 e partire dal basso, ma non è un regista. Tatticamente quindi non sostituisce Asllani e non è un'alternativa diretta di Calhanoglu.

Diouf è un mancino e l'Inter ne ha pochi altri. Molto forte in conduzione progressiva e inarrestabile palla al piede e può spostare la squadra dalla propria aerea a quella avversaria. Ama calciare da fuori, anche quando il tiro è forzato. Nonostante le caratteristiche offensive non ha fatto tanti gol e servito molti assist in carriera.

Fisicamente è molto forte, 187cm per 82kg, ma non è dotato di grandi letture difensive e soffre le transizioni all'indietro.

Dove ha giocato

Parigino, dopo aver fatto le giovanili del PSG ha la sua possibilità al Rennes. Viene ceduto al Basilea dove si mette in mostra anche in Europa, aggiudicandosi il titolo di Miglior Giovane della Conference League e segnando un gran gol alla Fiorentina. Al Basilea gioca un totale di 57 partite segnando 3 gol.

Passa poi al Lens, dove in due stagioni gioca 67 partite, 49 da titolare e segna 2 gol e fa 2 assist.

Fa tutta la trafila delle giovanili francesi, dall'Under 17 all'Under 21, giocando anche le Olimpiadi di Parigi, dove però è la riserva di Manu Koné.

Altri obiettivi dell'Inter

Sempre ormai chiusa la pista Lookman e non ci sono alternative concrete al momento. Taremi è sempre in uscita, l'ultimo nome che si è fatto è quello del PSV Eindhoven e l'Inter dovrà necessariamente muoversi per completare il reparto.

La difesa è il reparto che necessità di più di qualche entrata. I nomi che girano sono quelli di Kim Min-jae e Upamecano. Il secondo è più giovane e sembra più in linea col progetto, ma il coreano ex Napoli, se tornasse ai livelli che si sono visti in Serie A, sarebbe tatticamente perfetto per l'Inter, che l'anno scorso ha sofferto molto i contropiedi avversari e ha bisogno di un difensore che sappia correre all'indietro e assorbire gli attacchi in campo aperto.

Calciomercato Torino, arriva Asllani dall'Inter

Il centrocampista dell'Inter Kristjan Asllani, dopo aver rifiutato molto offerte, ha dato l'ok al Torino. I granata e i neroazzurri si sono accordati per un prestito oneroso a 1,5 milioni di euro, con diritto di riscatto a 12 milioni. L'albanese, nelle ultime stagioni è rimasto all'ombra di Hakan Calhanoglu nel periodo del suo massimo splendore. Ora, nel Torino di Baroni, potrà dimostrare tutte le sue doti.

Mercato Torino, Asllani colpo a centrocampo

Asllani ha rifiutato varie offerte dall'esterno, su tutte quella del Betis Siviglia. La sua volontà era di restare in Italia, ma non si era accordato nemmeno col Bologna, che invece aveva trovato l'intesa con l'Inter. Decisivo l'intervendo dell'allenatore del Torino Marco Baroni, che ha spiegato il suo progetto al centrocampista e l'ha convinto a vestire granata nella prossima stagione.

Talento precoce

Il centrocampista albanese, è da anni un punto fermo della sua nazionale. Classe 2002, fa le giovanili dell'Empoli, e gioca la sua prima stagione in Serie A proprio con i toscani, segnando 1 gol in 23 partite.

All'Empoli dimostra le sue doti tecniche. Forte nei cambi di gioco, dotato di un buon tiro dalla distanza e affidabile nei calci da fermo, dirige le geometrie dei toscani con grande sapienza.

Riserva di lusso

Arriva subito la chiamata dell'Inter, che ha bisogno di una riserva per Brozovic e vuole coltivare in casa un centrocampista per il futuro. Ma il suo arrivo coincide con la stagione migliore della carriera di Hakan Calhanoglu, che diventa uno dei registi più forti d'Europa e inevitabilmente gli toglie spazio.

In neroazzurro Asslani gioca un totale di 99 partite, con 4 reti, in ben 3 stagioni. Sicuramente poco. Per quanto il valore del giocatore non si discuta, è evidente che l'albanese abbia subito la compresenza dei grandi centrocampisti dell'Inter, che non gli hanno lasciato molto spazio.

Spazio nel Torino

Asslani porta a Torino la sua esperienza all'Inter, con la quale ha perso due finali di Champions e vinto vari trofei, tra cui lo Scudetto dalle seconda stella. Baroni vuole un Toro capace di cambiare pelle anche in partita in corso e sta lavorando su vari moduli. Asslani è un regista e ad ora non sembra molto duttile, dovrebbe trovare spazio in un centrocampo a 5 con la difesa a 3, come in neroazzurro, o davanti alla difesa in un 4-3-3.

Asllani troverà concorrenza anche in granata, sopratutto se a centrocampo giocheranno due mediani assieme. In quel caso rischia di essere sfavorito contro Casadei, Anjorin e Gineitis. Ma Baroni crede molto in lui, tanto da averlo convinto a sposare il progetto ed è ormai pronto per fare il tanto atteso salto di qualità.

Calciomercato Milan, Boniface è sempre più vicino

Il Milan ha corteggiato a lungo l'attaccante del Manchester United Rasmus Hojlund, ma le varie parti non sono riuscite ad accordarsi. Ha avuto anche un interessamento per Vlahovic, ma anche questa operazione non è andata in porto. Ora però Allegri ha bisogno di un attaccante e l'agente di Victor Boniface è in arrivo a Milano per chiudere l'affare. L'attaccante del Bayer Leverkusen potrebbe arrivare in prestito con diritto di riscatto a circa 30 milioni.

Mercato Milan, chi è Victor Boniface

A 24 anni, Boniface vanta già una carriera di spessore. Campione di Germania con il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso nella stagione 2023/24, l'attaccante nigeriano ha esperienza in Champions League e con la nazionale.

Alcuni numeri

Inizia la carriera con il Bodø/Glimt, col quale segna 23 gol in 66 presenze. Gioca poi una stagione con l'Union Saint-Gilloise, col quale si toglie la soddisgazione di diventare capocannoniere dell'Europa League. La stagione dopo, quella del 2023/24 arriva al Bayer Leverkusen. Con i tedeschi segna 32 gol in 61 presenze. Con la Nigeria è invece fermo a una sola rete in 13 partite.

Come gioca

Boniface è molto forte fisicamente. Le sue doti atletiche saltano subito all'occhio, è veloce e forte in progressione, ma sa anche dialogare con i compagni e può essere un buon riferimento giocando spalle alla porta. Pur essendo un centravanti, interpreta il ruolo in maniera moderna e può adattarsi eventualmente da seconda punta e addirittura da esterno.

Problema degli infortuni

La carriera di Boniface è stata sempre segnata dagli infortuni, alcuni anche molto gravi, che gli hanno fatto saltare tantissime partite. Già a 19 e 20 anni ha avuto a che fare con due gravi infortuni ai legamenti crociati. Ma ha subito anche infortuni agli aduttori e in generale ha spesso avuto accacchi fisici.

Nel momento che doveva consacrarlo come uno dei più grandi attaccanti in Europa, gli infortuni sono stati complici di un uso più ristretto delle sue prestazioni sportive. Con Xabi Alonso infatti ha dovuto imparare ad essere decisivo anche entrando dalla panchina. Boniface comunque, quando chiamato in causa ha sempre dimostrato di saper fare gol, come si può vedere dalle sue statistiche.

Quella volta che il Pontedera ha battuto l'Italia vicecampione del mondo

Con la Serie A alle porte finiscono le amichevoli di preparazione alla stagione. Per quanto i risultati delle amichevoli contino relativamente, qualche volta entrano comunque nella storia. Come nel caso di un'amichevole della Nazionale italiana che nel 1994 si preparava per la Coppa del Mondo negli USA. Il 6 aprile di quell'anno la squadra del CT Arrigo Sacchi distupa una partita a Coverciano contro il Pontedera, che militava in Serie C2. Incredibile ma vero, la Nazionale perde 2-1.

Uno dei risultati più incredibili del calcio italiano

I tifosi del Pontedera, che ancora oggi gioca in Serie C, si ricorderanno per sempre di questo risultato assurdo. Gli Azzurri di Sacchi, con il Pallone d'Oro Roberto Baggio, che si sono arresi solo ai rigori nella finale del Mondiale contro un Brasile leggendario, hanno perso contro una squadra di Serie C2.

La squadra dell'Italia

I convocati dell'Italia per il ritiro di Aprile, a 2 mesi circa dall'inizio del Mondiale USA 94 sono 18: Marchegiani e Peruzzi in porta. In difesa Baresi, Costacurta e Maldini, Panucci, Negro. A centrocampo Albertini, Donadoni, Stroppa, Antonio Conte, Dino Baggio, Davide Fontolan e Alessandro Bianchi. In attacco Roberto Baggio, Beppe Signori, Daniele Massaro e Pierluigi Casiraghi.

L'Italia si era qualificata al Mondiale ma non viveva un periodo molto positivo, la squadra di Sacchi aveva perso alcune amichevoli e iniziava ad avere molti detrattori. Rimane comunque nella memoria il Mondiale con il quale poi è arrivata alla medaglia d'argento, con il celeberrimo rigore sbagliato dalla stella Roberto Baggio. Era tutt'altro che una squadra scarsa.

Il Pontedera

La squadra della provincia di Pisa stava dominando il Girone B della Serie C2. Era in ottima forma e il suo allenatore Francesco D'Arrigo, ispirava il suo gioco proprio a quello di Sacchi. Era quindi una squadra moderna e in salute.

La formazione che vinse quella partita comprendeva il portiere Giulio Drago, che militò anche in Serie A. I difensori Vezzosi, Allori, Rocchini e Balli. A centrocampo Cecchi, Matteo Rossi, Pane, che giocherà in Serie A con l'Empoli. E gli attaccanti Alfredo Aglietti, poi centravanti del Napoli, Cecchini e Moschetti.

Sacchi cercava risposte dai giocatori, i quali ricevevano pressioni dai club che non volevano che partissero in ritiro con la Nazionale. Il CT aveva aggiunto quest'amichevole a portechiuse all'ultimo secondo perchè fortemente indeciso sulle convocazioni e si era premurato di avvisare i giocatori di mettere il massimo impegno in campo.

Altra curiosità di questa sfida, ad arbitrare la partita c'era Pierluigi Collina, che ancora non era diventato uno degli arbitri più iconici della storia del calcio.

La partita

L'Italia, forse stanca dagli allenamenti sfiancanti del ritiro, forse peccatrice di presunzione, viene subito messa in difficoltà dal Pontedera. I toscani corrono di più e giocano meglio. Non lasciano prendere palla agli attaccanti e fanno la loro partita, come fossero in campionato, con agonismo e coraggio.

Al minuto 19 questo coraggio viene premiato, Rossi riceva palla in verticale e con un'azione personale salta Maldini e fa un pallonetto a Marchegiani, sigliando l'1-0.

Dopo soli 3 minuti, sugli sviluppi di un calcio d'angolo il Pontedera trova il raddoppio. Un colpo di testa di Rossi obbliga Marchegiani alla respinta che favorisce il tap-in vincente di Aglietti. Ed improvvisamente è Italia 0 - Pontedera 2.

Nell'intervallo Sacchi è infuriato e fa dei cambi. Intanto dalle radio inizia ad arrivare l'incredibile risultato ai tifosi increduli.

Nel secondo tempo l'Italia reagisce, trova al minuto 52' il gol con Massaro e si scontra contro il portiere Drago che si dimostra imbattibile. Intanto la difesa deve sforzarsi per arginare i contropiedi del Pontedera. Alla fine, nonostante gli assalti, l'Italia si arrende e perde 2-1.

Alla fine di quella stagione il Pontedera verrà promosso in C1, ma il risultato più incredibile è sicuramente la vittoria contro i vicecampioni del mondo.

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