Cuneo Volley: primo bilancio di Coach Battocchio dopo due settimane di preparazione

In casa Cuneo Volley prosegue a ritmi serrati la preparazione in vista del prossimo campionato di Serie A. Tra carichi di lavoro in aumento, l'adattamento alla nuova palestra e l'attesa per l'arrivo degli ultimi atleti ancora assenti, Coach Matteo Battocchio ha tracciato un primo bilancio sulle pagine di Tuttosport, illustrando la filosofia che guiderà il nuovo corso biancoblu.

Le basi di un gruppo affamato

Nonostante l'organico non sia ancora al completo, l'obiettivo principale di queste prime settimane è gettare fondamenta solide: «Non è semplice creare già un'identità di squadra, ma possiamo costruire qualcosa che permetta a chi arriverà di inserirsi subito», spiega il tecnico cuneese. A fare la differenza è l'atteggiamento dei giocatori: «C'è una disponibilità al lavoro molto grande, un'attenzione alta e tanta voglia di essere protagonisti. C'è fame, che è una componente fondamentale».

Relazioni, responsabilità e lavoro tecnico

Per il coach, la costruzione della squadra passa inevitabilmente dall'aspetto umano e dalla comprensione reciproca: «In una squadra tu dipendi dall'altro e l'altro dipende da te. Comprendere significa anche responsabilità, ed è ciò che permette di creare la rete di relazioni per rendere più lineare la crescita del gruppo». Sul piano tattico, oltre all'intensa preparazione atletica, l'attenzione si è concentrata sui fondamentali chiave, a partire dalla ricezione («che per me è un cavallo di battaglia»), la copertura e la sintonia tra palleggiatore e attaccante nel cambio palla.

Nessun alibi, spazio al potenziale

Riguardo alla presenza in rosa di atleti con pochi campionati di massima serie alle spalle, Battocchio rifiuta categoricamente qualsiasi scusa legata all'inesperienza: «Dobbiamo evitare di metterci dei limiti. Vogliamo essere propositivi e ragionare su "che cosa possiamo fare con quello che abbiamo?". E penso che ciò che abbiamo sia sufficiente per divertirci». Con volumi di allenamento ormai arrivati a due ore e mezza a seduta, la preparazione prosegue per far assimilare i carichi fisici e farsi trovare pronti al debutto stagionale.

Svezia-Italia 2-2: azzurre seconde nel girone e ai playoff per il Mondiale 2027

A Goteborg, allo stadio Gamla Ullevi, l’Italia di Andrea Soncin ha pareggiato 2-2 contro la Svezia nell’ultima gara del girone di qualificazione al Mondiale femminile 2027. Il pareggio consente alle azzurre di chiudere il gruppo al secondo posto, alle spalle della Danimarca, che ha superato la Serbia per 4-1.

La classifica finale del Gruppo A1 vede la Danimarca al primo posto con 14 punti, seguita dall’Italia a quota 9, dalla Svezia a 8 e dalla Serbia a 1. Il primo posto garantisce l’accesso diretto al Mondiale in Brasile, mentre le altre squadre del girone dovranno passare dagli spareggi europei.

La cronaca della partita

Primo tempo: doppio vantaggio azzurro

L’Italia è passata in vantaggio al 36’ del primo tempo con il gol di Oliviero, abile a intervenire in area dopo un’azione sviluppata sulla destra. In chiusura di frazione, al 45’, è arrivato il raddoppio firmato da Piemonte, schierata dal primo minuto e decisiva con un colpo di testa.

La gestione del primo tempo ha permesso alle azzurre di rientrare negli spogliatoi sul 2-0, con un margine che, però, non è stato sufficiente a chiudere definitivamente la partita.

Ripresa: la rimonta svedese in tre minuti

Nella ripresa la Svezia ha modificato l’assetto offensivo con diversi cambi sulla trequarti, trovando nuova spinta in fase d’attacco. Al 70’ le padrone di casa hanno accorciato le distanze con Lundkvist, subentrata, che ha insaccato da pochi passi dopo una situazione confusa in area.

Tre minuti più tardi, al 73’, è arrivato il 2-2 firmato da Rolfo, anche lei entrata nel corso del secondo tempo, con una conclusione ravvicinata che ha superato il portiere azzurro. Nel finale l’Italia ha provato a rendersi nuovamente pericolosa, sfiorando il terzo gol con Boattin, ma il risultato non è più cambiato.

La situazione nel percorso verso il Mondiale 2027

Il secondo posto nel girone qualifica l’Italia ai playoff europei per la Coppa del Mondo femminile 2027, che si disputerà in Brasile. La formula prevede due turni a eliminazione diretta con gare di andata e ritorno, in programma tra ottobre e fine anno, che metteranno in palio gli ultimi posti UEFA per il torneo.

L’Italia rientra tra le nazionali della Lega A ammesse agli spareggi e beneficerà di un buon piazzamento in vista del sorteggio, fissato per il 18 giugno, con la possibilità di giocare il ritorno in casa. Nel tabellone complessivo parteciperanno 32 squadre provenienti dalle tre leghe del sistema di qualificazione europeo, con sette posti diretti e un ulteriore posto attraverso gli spareggi interconfederali.

10 giugno 1934: il primo Mondiale dell’Italia contro la Cecoslovacchia

La seconda edizione della Coppa del Mondo si disputò nel 1934 in Italia, scelta dalla FIFA come Paese ospitante dopo il torneo inaugurale del 1930 in Uruguay. La Nazionale azzurra era guidata da Vittorio Pozzo, figura centrale nella costruzione di una squadra competitiva che avrebbe poi vinto anche l’edizione del 1938.

Il Mondiale 1934 in Italia

Il campionato del mondo fu fortemente legato al regime fascista, che considerava il calcio uno strumento di prestigio internazionale e di propaganda. Fin dall’epoca emersero discussioni su arbitraggi discussi e possibili pressioni politiche, alimentando sospetti di favoritismo verso la squadra di casa.

Nonostante l’importanza dell’evento, il calcio non aveva ancora raggiunto la diffusione popolare e la partecipazione di massa che avrebbe conosciuto nel secondo dopoguerra. La finale di Roma attirò comunque decine di migliaia di spettatori, con una cornice di pubblico significativa per l’epoca.

La finale Italia-Cecoslovacchia del 10 giugno 1934

La partita decisiva si giocò il 10 giugno 1934 allo Stadio Nazionale PNF di Roma, alla presenza delle massime autorità del regime e dei vertici del calcio internazionale. L’Italia arrivava in finale dopo aver eliminato Stati Uniti, Spagna e Austria, mentre la Cecoslovacchia si era confermata una delle nazionali europee più solide del periodo.

In campo fu la Cecoslovacchia a passare in vantaggio nel secondo tempo con il gol di Antonín Puč, portando gli azzurri a inseguire nel momento più delicato della gara. A riequilibrare il risultato intervenne Raimundo Orsi, che firmò l’1-1 nei minuti finali dei tempi regolamentari, rimandando il verdetto ai supplementari.

Il 2-1 ai supplementari e la conquista del titolo

Nei tempi supplementari fu Angelo Schiavio a segnare la rete del definitivo 2-1, decidendo l’assegnazione della Coppa Rimet a favore dell’Italia dopo 120 minuti di gioco. Con questo successo, la Nazionale divenne la prima selezione europea e il primo Paese ospitante a vincere il campionato mondiale di calcio.

Il titolo del 1934 aprì un ciclo vincente: l’Italia avrebbe infatti confermato il proprio primato mondiale quattro anni più tardi, nel 1938, consolidando il ruolo di riferimento del calcio europeo dell’epoca.

Premi, riconoscimenti e impatto della vittoria

La sera stessa della finale, i giocatori furono convocati a Palazzo Venezia e ricevettero un premio partita di 20.000 lire a testa per la conquista del titolo mondiale. L’iniziativa fu promossa dalle autorità calcistiche e politiche, che valorizzarono la vittoria come risultato sportivo e come affermazione del Paese sulla scena internazionale.

Le cronache dell’epoca sottolinearono l’impatto simbolico del successo, mettendo in evidenza il ruolo del calcio come elemento di coesione nazionale e di rappresentazione verso l’estero. Solo in seguito, con il consolidarsi del tifo organizzato e dei grandi eventi televisivi, la Coppa del 1934 è stata riletta come uno dei passaggi iniziali del rapporto sempre più stretto tra calcio e società italiana.

Ignazio Abate nuovo allenatore del Torino: contratto, carriera e progetto sui giovani

Ignazio Abate sarà il nuovo allenatore del Torino, con un’intesa raggiunta per un contratto biennale che legherà il tecnico al club granata fino al 2028, come riportato da Fabrizio Romano. Per l’ex terzino si tratta del passaggio più importante della sua ancora giovane carriera in panchina, dopo le esperienze maturate tra settore giovanile del Milan e calcio professionistico. Il Torino ha scelto di affidargli un progetto tecnico che guarda al medio periodo, puntando sulla sua conoscenza dei giovani e sulla capacità di valorizzarne il percorso di crescita.

Ignazio Abate-Torino: accordo biennale fino al 2028

Secondo quanto riferito da diversi organi di informazione sportiva, Abate ha raggiunto l’accordo con il Torino per diventare il nuovo allenatore della prima squadra. L’intesa prevede un contratto biennale con scadenza nel 2028, definendo così il perimetro temporale del nuovo ciclo tecnico in granata. La scelta del club arriva al termine di un processo di valutazione che ha visto Abate superare altri profili presi in considerazione dalla dirigenza per la panchina del Torino.

Dal settore giovanile del Milan alla panchina del Torino

Abate ha iniziato la propria carriera da allenatore nel settore giovanile del Milan, tornando in rossonero come tecnico dell’Under 16 dopo essere cresciuto nel vivaio del club da calciatore. In seguito è stato promosso alla guida della Primavera del Milan, con cui ha ottenuto risultati di rilievo, tra cui finali scudetto e una partecipazione alle fasi avanzate della Youth League, mettendo in mostra diversi talenti poi avvicinati alla prima squadra. Successivamente ha proseguito il percorso nel calcio professionistico, guidando la Juve Stabia e attirando l’attenzione di diversi club di Serie A, fino alla scelta del Torino di puntare su di lui per il nuovo corso.

Il passato da calciatore tra Torino e Milan

Prima di intraprendere la carriera in panchina, Abate ha vissuto una lunga esperienza da calciatore ad alto livello, in particolare con la maglia del Milan. Con il club rossonero ha collezionato oltre 300 presenze nell’arco di dieci anni, contribuendo anche alla conquista di uno scudetto e consolidandosi come terzino di riferimento. Nel suo percorso figura anche un passaggio al Torino da giocatore nella stagione 2008-2009, elemento che rappresenta un ulteriore punto di contatto con l’ambiente granata che ora ritrova da allenatore.

Il progetto tecnico del Torino con Abate

La scelta di affidare la panchina ad Abate si inserisce in un quadro di rinnovamento tecnico in casa Torino, con l’obiettivo di costruire una squadra capace di coniugare risultati e valorizzazione dei giovani. Il profilo dell’allenatore, formatosi tra settore giovanile e prime esperienze tra i professionisti, viene considerato adatto a lavorare in un contesto che richiede attenzione alla crescita dei giocatori e alla gestione di un gruppo in evoluzione. Il biennale fino al 2028 definisce un orizzonte temporale chiaro, in cui club e tecnico potranno sviluppare un progetto strutturato, con particolare attenzione allo sviluppo tecnico e tattico della rosa granata.

Milan, Cardinale e Ibrahimovic al lavoro su Iraola e Rangnick per il nuovo assetto tecnico

Gerry Cardinale aveva anticipato un coinvolgimento più diretto nella gestione sportiva del Milan e una fase di profondi cambiamenti nella struttura del club. Nelle ultime settimane il proprietario rossonero, affiancato da Zlatan Ibrahimovic, ha assunto un ruolo operativo nella definizione della nuova guida tecnica e dirigenziale. I due stanno conducendo in prima persona i colloqui per individuare allenatore e direttore sportivo che dovranno guidare il prossimo ciclo.

Gasner prima scelta per la panchina del Milan

Oliver Glasner è il nome in cima alla lista per la panchina del Milan. Il tecnico austriaco ha deciso di dare priorità assoluta al club rossonero, mettendo in attesa il forte interesse del Feyenoord.

La scelta arriva in seguito a un lungo vertice di sei ore tenutosi la scorsa settimana con la dirigenza milanista. Durante l'incontro, le parti hanno approfondito la fattibilità del progetto sportivo, affrontando temi chiave come le strategie di mercato, la filosofia tattica e la valorizzazione dei giovani talenti. L'esito positivo del colloquio ha convinto Glasner ad attendere la decisione finale del Milan, che dovrebbe sciogliere le riserve nei prossimi giorni.

Rangnick idea per la direzione sportiva

Parallelamente ai colloqui per la panchina, il Milan ha riattivato i contatti con Ralf Rangnick, già vicino al club in passato. Cardinale e Ibrahimovic hanno incontrato il tedesco a Vienna per valutare il suo inserimento nell’area sportiva, non come allenatore ma per un ruolo dirigenziale, tra direttore sportivo e direttore tecnico. Rangnick è considerato un candidato forte per la gestione della parte sportiva, in coordinamento con le scelte sulla guida tecnica.

Le tempistiche e i vincoli legati alla Nazionale austriaca

Rangnick è attualmente impegnato con la Nazionale austriaca in vista del prossimo Mondiale, impegno che lo tiene legato al ruolo di commissario tecnico almeno fino alla conclusione del torneo. Questa situazione rende le tempistiche un elemento da valutare con attenzione, perché il Milan punta a definire il proprio assetto tecnico e dirigenziale con largo anticipo rispetto all’inizio della nuova stagione. La dirigenza sta quindi analizzando la compatibilità tra i tempi della programmazione rossonera e quelli degli impegni del tecnico tedesco con l’Austria.

Verso la definizione del nuovo progetto Milan

Il quadro che emerge dalle ultime mosse indica Andoni Iraola come prima scelta per la panchina e Ralf Rangnick come profilo di riferimento per l’area sportiva. Cardinale e Ibrahimovic puntano a chiudere in tempi rapidi per assicurare al club una struttura tecnica e dirigenziale definita prima dell’avvio del mercato estivo. Le prossime settimane, tra nuovi summit a Londra e ulteriori contatti con Rangnick, saranno decisive per delineare il nuovo assetto del Milan.

Italia U17 campione d’Europa: Belgio battuto ai rigori nella finale di Tallinn

La finale dell’Europeo Under 17 2026 si è giocata al Lilleküla staadion di Tallinn il 7 giugno e si è chiusa 1-1 nei tempi regolamentari tra Belgio e Italia. I belgi sono passati in vantaggio all’85’ con Noa Ojea, ma gli Azzurrini hanno trovato il pareggio al 90’ grazie a un rigore trasformato da Marcello Fugazzola.

Ai calci di rigore l’Italia ha prevalso 4-3, con il portiere Christian Lupo protagonista di una parata e con l’errore di Tinus Moorthamer che ha colpito la traversa. Il tiro decisivo è stato realizzato da Diego Perillo, che ha firmato il penalty del titolo europeo per la squadra di Daniele Franceschini.

Il percorso degli Azzurrini verso il titolo

L’Italia ha chiuso imbattuta la fase finale dell’Europeo Under 17 2026 disputato in Estonia, unico caso tra le partecipanti al torneo. Nel girone gli Azzurrini hanno battuto la Francia 1-0 e hanno ottenuto i risultati necessari per qualificarsi da primi, guadagnando l’accesso alla semifinale.

In semifinale la squadra di Franceschini aveva già superato la Spagna ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, ancora con Lupo decisivo dagli undici metri. Il successo in finale contro il Belgio ha completato un cammino caratterizzato da solidità difensiva e capacità di gestire le fasi a eliminazione diretta.

Secondo Europeo U17 per l’Italia

Con il trionfo di Tallinn, l’Italia Under 17 conquista il secondo titolo europeo della sua storia dopo quello ottenuto nel 2024, diventando la prima nazionale a vincere sia nel vecchio formato a 16 squadre sia nel nuovo a otto. Il successo in Estonia arriva al termine di un biennio in cui il movimento giovanile azzurro ha confermato continuità di risultati ai massimi livelli continentali.

Per il ct Daniele Franceschini si tratta del primo titolo europeo da commissario tecnico dell’Under 17, a coronamento di un percorso iniziato con la crescita progressiva del gruppo tra qualificazioni e fase finale. Le prestazioni di giocatori come Lupo, Fugazzola e Perillo consolidano una base importante in vista dei passaggi alle categorie superiori della Nazionale.

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