Coppa d'Africa 2025, Marocco e Senegal in finale

La Coppa d'Africa 2025 avrà come atto conclusivo la sfida tra Marocco e Senegal, programmata per domenica 18 gennaio a Rabat presso lo Stadio Prince Moulay Abdellah. Entrambe le nazionali si sono qualificate attraverso le semifinali disputate il 14 gennaio in Marocco, ciascuna superando un avversario di diversa caratteristica tattica.

Il Marocco batte la Nigeria ai rigori dopo 120 minuti

La semifinale tra Marocco e Nigeria, disputata a Rabat, si è conclusa senza reti al termine dei tempi regolamentari e supplementari, richiedendo il ricorso ai calci di rigore per determinare l'avversario in finale. Il portiere del Marocco Yassine Bounou ha rivestito un ruolo determinante nella lotteria dagli undici metri, parando due tiri dai calci di rigore e permettendo ai padroni di casa di prevalere con un punteggio di 4-2.

Nel corso della sfida regolamentare, il Marocco ha registrato un numero superiore di occasioni rispetto alla Nigeria, con conclusioni non precise che hanno impedito lo sblocco della gara. I tentativi offensivi marocchini hanno coinvolto il centrocampista Brahim Díaz e il difensore Adam Masina nei primi tempi, seguiti dal tiro libero di Achraf Hakimi in prossimità del termine della prima frazione. Nel secondo tempo e nei supplementari, la partita ha assunto caratteristiche più tattiche, con entrambi gli schieramenti intenti a conservare compattezza difensiva.

Nella sequenza dei rigori, il Marocco ha mantenuto maggior lucidità realizzativa. Tra i marcatori che hanno trasformato dagli undici metri figurano Neil El Aynaoui, Ben Seghir, Achraf Hakimi e Youssef En-Nesyri. La Nigeria ha risposto con le reti di Onuachu e Dele-Bashiru, tuttavia gli errori di Samuel Chukwueze e Bruno Onyemaechi, quest'ultimo parato da Bounou, hanno deciso l'esito della contesa.

Il Marocco si qualifica pertanto in finale 50 anni dopo l'ultimo titolo continentale, conquistato nel 1976. La squadra diretta dal commissario tecnico Walid Regragui ritorna dunque nella partita decisiva della manifestazione dopo 22 anni di assenza da una finale di Coppa d'Africa.

Il Senegal elimina l'Egitto grazie al gol di Mané

Nella prima semifinale disputata a Tangeri, il Senegal ha prevalso sull'Egitto con un punteggio di 1-0, assicurandosi il passaggio alla finale per la terza volta consecutive nelle ultime quattro edizioni del torneo. La rete decisiva è stata realizzata da Sadio Mané al 78' minuto con una conclusione di precisione dal limite dell'area, dopo una deviazione di Lamine Camara che ha messo a sua disposizione la sfera.

La partita si è caratterizzata per una difesa egiziana compatta e una strategia attendista volta a impedire spazi ai Leoni della Teranga. L'Egitto ha registrato un numero limitato di tiri verso la porta, con solamente tre conclusioni complessive nel corso della sfida. Mohamed Salah, ritenuto punto di riferimento offensivo del progetto egiziano con quattro reti segnate nelle partite precedenti della manifestazione, è rimasto privo di incisività durante la semifinale, mantenendo scarso impatto sulla manovra offensiva e concludendo la partita con soli 30 tocchi sulla sfera.

Il Senegal ha manovrato con maggior propensione offensiva, soprattutto nella ripresa, creando situazioni di gioco senza tuttavia generare occasioni di elevata probabilità realizzativa fino alla rete decisiva di Mané. Il giocatore che attualmente milita nell'Al-Nassr di Arabia Saudita ha confermato il proprio ruolo di elemento di riferimento per la squadra senegalese, proseguendo un percorso di protagonismo in Coppa d'Africa contraddistinto da contributi significativi dal proprio debutto nel torneo.

Un episodio rilevante per il Senegal riguarda l'infortunio occorso al capitano Kalidou Koulibaly al 23' minuto della prima frazione. Il difensore, che aveva già rimediato un'ammonizione, è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco a causa di una lesione all'adduttore, circostanza che lo esclude automaticamente dalla finale di domenica in virtù della squalifica acquisita nel medesimo momento.

Juventus, tre tavoli aperti a gennaio: Mingueza, Mateta e il ritorno di Chiesa

La Juventus affronta il mercato di gennaio 2026 con una strategia volta a sfruttare le opportunità disponibili, operando entro vincoli di bilancio significativi. Il direttore sportivo Marco Ottolini e il tecnico Luciano Spalletti hanno identificato tre linee di intervento prioritarie: un terzino destro con capacità offensive, un vice-attaccante per il presente e una soluzione per il futuro del reparto offensivo. Le trattative si articolano su fronti differenti, ciascuno con proprie complessità e tempistiche.

La strategia invernale della Juventus con risorse limitate

Il primo obiettivo della Juventus in difesa rimane Oscar Mingueza, esterno classe 1999 del Celta Vigo in scadenza di contratto al 30 giugno 2026. L'ex Barcellona dispone di caratteristiche tecniche apprezzate da Spalletti: capacità di giocare tanto da terzino destro quanto da esterno sinistro, con contributi significativi in fase offensiva. La convocazione della nazionale spagnola con il ct Luis de la Fuente ha consolidato il profilo del giocatore, il quale nel corso della presente stagione ha mantenuto continuità di rendimento.

Attualmente Pierre Kalulu rappresenta l'unica alternativa di ruolo per Spalletti sulla fascia destra, circostanza che motiva la ricerca di una soluzione aggiuntiva. Joao Mario, portoghese in organico, è stato ritenuto non funzionale al progetto tattico e rimane destinato alla cessione, al fine di liberare risorse economiche e spazi di roster.

Il Celta Vigo resiste alla cessione a gennaio, consapevole di poter perdere il giocatore a parametro zero entro sei mesi. La Juventus ha tuttavia già avanzato un'offerta ufficiale, nella misura di 3-4 milioni di euro, pur conscenendo l'obbligatorietà di corrispondere il 50% della somma al Barcellona per via di accordi sulla rivendita stilati al momento della cessione originaria del difensore dai catalani ai galiziani.fanpage+1​

Il giocatore risulta di per sé interessato al trasferimento a Torino, attratti dalla possibilità di lavorare con Spalletti, tuttavia il Celta non intende privarsene entro il termine della stagione. Secondo quanto riferito da giornalisti spagnoli, Mingueza preferirebbe attendere l'estate per ottenere un bonus alla firma quale parametro zero, nonché per continuare a giocare con continuità in vista dei prossimi impegni della nazionale spagnola.

L'Aston Villa, club rappresentato da Unai Emery, conserva comunque interesse residuale sul giocatore, pur essendo le proposte inglesi non ancora formalizzate a livello ufficiale.

Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace, il grande nome in attacco

Diversamente da quanto accade sul fronte della difesa, la Juventus ha avviato contatti concreti con il Crystal Palace per Jean-Philippe Mateta, attaccante francese classe 1997. Lo spunto rappresenta una variazione significativa rispetto alle precedenti considerazioni sulla rosa offensiva bianconera, poiché Mateta non ricopre il ruolo di vice-attaccante, bensì di prima punta vera e propria.

Le ragioni della ricerca risiedono nella necessità di fornire una soluzione per il presente, considerando l'indisponibilità di Dusan Vlahović per infortunio muscolare, nonché di pianificare il futuro alla luce della scadenza del contratto del serbo nel giugno 2027. Spalletti ha espresso un giudizio positivo circa le caratteristiche del giocatore francese, il quale ha accumulato 10 gol complessivi in questa stagione tra tutte le competizioni, accompagnati da un rendimento costante in Premier League con 8 reti in 21 presenze.

Il Crystal Palace valuta il cartellino nella misura di 30-35 milioni di euro, cifra nella quale Mateta rimane vincolato da contratto fino al giugno 2027. Nel corso della precedente sessione di mercato estiva, l'Atalanta aveva manifestato interesse consistente verso il profilo, al pari del Milan, confermando la rilevanza dell'attaccante nel contesto del calcio italiano. Mateta ha mantenuto per tre stagioni consecutive una produzione attorno ai 10-13 gol annui, fornendo quindi indicatori di affidabilità realizzativa.​

La Juventus ha avviato sondaggi informali con il club inglese, senza ancora sottoporre un'offerta ufficiale. Rimane tuttavia da definire se la società bianconera intenda procedere immediatamente o se preferisca strutturare l'operazione per la prossima stagione, negoziando ora gli accordi preliminari.

Federico Chiesa, il ritorno dal Liverpool

Il terzo tavolo, di natura più personale e complicata dal punto di vista negoziale, riguarda Federico Chiesa. L'attaccante esterno, trasferitosi al Liverpool nell'estate 2024, ha accumulato solamente 529 minuti di gioco e due reti nella stagione in corso, rendimento non in linea con le aspettative. La volontà di rientrare in bianconero è manifesta, tanto che Chiesa ha compiuto il gesto di ridursi l'ingaggio da sei milioni di euro annui pur di favorire la conclusione dell'operazione.

Il Liverpool tuttavia mantiene posizioni intransigenti circa la formula della cessione: il club inglese intende cedere definitivamente, al fine di recuperare i 12 milioni investiti nell'estate precedente, mentre la Juventus ha proposto soluzioni alternative, quali prestito con diritto di riscatto o prestito allungato con garanzie legate alle presenze. Le mediazioni proseguono da oltre dieci giorni, tuttavia al momento non si registra una convergenza significativa nelle posizioni.

La possibilità di una fumata bianca dipende inoltre da sviluppi esterni, in particolare dal rinnovo contrattuale di Mohamed Salah con l'Atalanta: qualora l'egiziano confermasse la volontà di proseguire con il club inglese a stagione conclusa, il Liverpool potrebbe trovarsi con maggior disponibilità circa le condizioni negoziali nei confronti della Juventus.

In parallelo, la Juventus monitora alternative nella figura di Noussair Mazraoui, terzino sinistro del Manchester United e jolly tattico, quale opzione qualora gli scenari legati a Chiesa non dovessero concretizzarsi.

Durosinmi è ufficialmente un giocatore del Pisa: l'attaccante nigeriano in Serie A

Il Pisa Sporting Club ha annunciato ufficialmente l'acquisizione a titolo definitivo di Rafiu Durosinmi. L'attaccante nigeriano classe 2003 arriva dal FC Viktoria Plzeň della Repubblica Ceca e rappresenta l'acquisto più oneroso nella storia del club toscano. La trattativa è stata definita positivamente dopo che il giocatore aveva già iniziato a lavorare con il gruppo nerazzurro da oltre una settimana.

Il calciatore ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno 2030 e indosserà la maglia numero 17. Durosinmi sarà a disposizione dell'allenatore Alberto Gilardino già per la sfida in programma venerdì contro l'Atalanta, valida per la ventiduesima giornata del campionato di Serie A EniLive.

Rafiu Durosinmi è ufficialmente un giocatore del Pisa

La carriera in Repubblica Ceca

Durosinmi ha intrapreso la propria carriera europea nel marzo 2021 quando è stato acquisito dal Karviná. Il giovane attaccante ha esordito in prima squadra il 17 ottobre 2021 nella massima serie ceca, contraddistinguendo il suo primo anno con tre reti in diciotto presenze.

Nel gennaio 2023, il Viktoria Plzeň ha acquisito Durosinmi in prestito con opzione di riscatto. Dopo una stagione convincente, il club ceco ha deciso di riscattarlo in via definitiva il 30 giugno 2023, sottoscrivendo un contratto valido fino al 2026. Nel corso della sua permanenza a Plzeň, il nigeriano ha totalizzato 86 presenze, 35 reti e 10 assist in tutte le competizioni.

Le esperienze europee

La carriera internazionale di Durosinmi è stata caratterizzata da una notevole presenza nelle coppe europee. Ha collezionato quattro presenze e due reti nelle qualificazioni alla UEFA Champions League, dieci presenze e quattro reti in UEFA Europa League e due presenze nella UEFA Conference League. In totale, l'attaccante ha accumulato 22 presenze e nove reti in 86 apparizioni tra le competizioni continentali.

Il percorso verso la Serie A

La straordinaria esperienza di Durosinmi nel calcio ceco, interrotta temporaneamente da un grave infortunio al ginocchio subito nel settembre 2023 che lo ha costretto a un'assenza di oltre quattordici mesi, ha attirato l'attenzione dei principali club europei. Nel corso della stagione 2025-2026 in corso presso il Viktoria Plzeň, Durosinmi ha registrato 18 presenze e 7 reti nella Liga Ceca.

Secondo quanto riportato, l'operazione è stata completata per un corrispettivo di 9 milioni di euro più 2 milioni di bonus. La cifra totale rappresenta un record nella storia del Pisa Sporting Club.

Il rientro dopo l'infortunio

Nonostante il grave infortunio al ginocchio che lo aveva allontanato dai campi per più di 14 mesi nel 2023, Durosinmi ha dimostrato di aver recuperato completamente la propria forma fisica. La continuità di rendimento nelle ultime stagioni ceca ha confermato le capacità dell'attaccante e ha costituito uno dei fattori determinanti nella scelta del Pisa di investire risorse significative sulla sua acquisizione.

Roma, Robinio Vaz a un passo: i dettagli dell'operazione dal Marsiglia

La Roma è a un passo dalla conclusione dell'affare per Robinio Vaz. L'attaccante francese classe 2007 del Marsiglia si avvicina ai giallorossi sulla base di un trasferimento in prestito con obbligo di riscatto per un valore complessivo di 25 milioni di euro, bonus inclusi. Il blitz di Frederic Massara a Parigi ha accelerato i tempi della trattativa, con l'intento di fornire a Gian Piero Gasperini il primo rinforzo offensivo della sessione di calciomercato invernale.

Lo stato della trattativa tra Roma, Marsiglia e Robinio Vaz

L'accordo tra la Roma e l'Olympique Marsiglia è ormai chiuso. Il club francese ritiene Vaz praticamente venduto ai giallorossi, con i dettagli economici già definiti sulla base di 20 milioni di euro più 5 di bonus. Rimangono da finalizzare esclusivamente gli aspetti contrattuali: la dirigenza giallorossa negozia con gli agenti del giocatore sulle cifre dell'ingaggio e sulle commissioni per la gestione dell'operazione.

I tempi dell'ufficialità

La Roma conta di completare le visite mediche e la firma del contratto nei prossimi giorni, una volta definiti gli ultimi dettagli contrattuali con gli agenti del giocatore. L'operazione rappresenta un investimento strategico volto a fornire a Gasperini un rinforzo offensivo in una fase cruciale della stagione.

Il profilo del giovane attaccante

Robinio Vaz, cresciuto a Mantes-la-Jolie nella periferia parigina, è un attaccante versatile alto 185 centimetri che combina potenza fisica con velocità notevole. Nella stagione 2025-2026 ha realizzato 4 gol e 2 assist in 14 presenze con la maglia del Marsiglia, oltre a 4 apparizioni in Champions League. Il giovane talento francese ha già esordito con la Nazionale Under 20 della Francia, con percorsi precedenti tra Montois e Sochaux prima dell'approdo all'OM nel 2024.

Vaz non è un attaccante statico, ma un giocatore moderno che vive di movimento e strappi, sempre pronto a sfruttare lo spazio alle spalle della difesa. Abbina una freddezza in area di rigore a una buona capacità di dribbling, mostrando inoltre doti nella partecipazione alla manovra offensiva e nella creazione di occasioni per i compagni.

Raspadori all’Atalanta: cifre e dettagli del colpo offensivo

Giacomo Raspadori è pronto a lasciare l’Atletico Madrid e a fare ritorno in Serie A. L’attaccante italiano è a un passo dall’Atalanta, che ha trovato l’intesa definitiva con il club spagnolo per un trasferimento a titolo definitivo. Dopo soli sei mesi in Liga, il classe 2000 è pronto ad aprire un nuovo capitolo della sua carriera in Italia. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, la trattativa è ormai in fase conclusiva e restano da sistemare soltanto gli ultimi dettagli burocratici prima dell’ufficialità.

Accordo totale tra Atalanta e Atletico Madrid

L’Atalanta ha raggiunto l’accordo con l’Atletico Madrid sulla base di un’operazione da 22 milioni di euro più 1 milione di bonus. La formula del trasferimento definitivo ha rappresentato l’elemento decisivo nella riuscita dell’affare, consentendo al club bergamasco di superare la concorrenza della Roma.

Il club giallorosso aveva infatti lavorato per settimane su una proposta differente, basata su un prestito oneroso da 2 milioni con diritto di riscatto fissato a circa 18,5 milioni. L’assenza di una risposta definitiva da parte del giocatore ha però rallentato l’operazione, aprendo la strada all’inserimento dell’Atalanta.

Raspadori torna in Serie A dopo sei mesi in Spagna

L’ex attaccante del Napoli chiude così anticipatamente la sua esperienza con i Colchoneros. Dopo lo Scudetto conquistato nella scorsa stagione, Raspadori ha collezionato 15 presenze con l’Atletico Madrid, segnando tre gol e fornendo un assist tra tutte le competizioni.

Un rendimento discreto, ma non sufficiente a garantirgli continuità assoluta, fattore che ha favorito il ritorno in Italia e la scelta di un progetto tecnico che lo vede centrale.

I dettagli del contratto

Il giocatore non è stato convocato dall’Atletico Madrid per la gara di Coppa contro il Deportivo, segnale chiaro di una trattativa ormai definita. Raspadori è pronto a viaggiare verso l’Italia per sostenere le visite mediche e completare l’iter formale.

Con l’Atalanta firmerà un contratto di cinque anni, con uno stipendio da 4 milioni di euro a stagione. L’ufficialità dell’operazione è attesa nei prossimi giorni, con il club bergamasco pronto ad accogliere uno dei profili offensivi italiani più completi della sua generazione.

Inter-Napoli 2-2: 7 Curiosità dal big match di San Siro

San Siro ha confermato di essere un palcoscenico di spettacolo puro. Il 2-2 tra Inter e Napoli del 11 gennaio 2026 rappresenta l'ennesimo capitolo di una rivalità sempre più intensa, dove i dettagli fanno la differenza. Una partita dove gol, errori e colpi di scena si sono susseguiti senza tregua, lasciando entrambe le squadre con l'amaro in bocca ma anche con gioielli statistici e aneddoti di rilievo. Dal protagonismo assoluto di Scott McTominay alla doppia segnatura di Federico Dimarco, passando per l'espulsione di Antonio Conte e il rigore controverso di Çalhanoglu: ecco le sette curiosità che definiscono questo match.

Dati e curiosità su Inter Napoli

1. La doppietta salvatrice di McTominay

Scott McTominay ha trasformato una sfida difficile in una festa personale, firmando una doppietta che ha impedito all'Inter di festeggiare tre punti preziosi. Lo scozzese sfiora l'errore al 9' sulla linea di porta ma lo riscatta prontamente al 26' con un inserimento da vero centrocampista. Particolarmente interessante è come McTominay abbia stabilito un nuovo primato personale: è ora la prima formazione in Serie A contro cui il centrocampista del Napoli segna in tre partite diverse. Questo record storico lo colloca tra gli attaccanti invisibili del campionato, quei giocatori che emergono in ruoli inaspettati e diventano punti di riferimento per il gioco della loro squadra.

2. Federico Dimarco: il difensore che segna come un attaccante

Federico Dimarco ha aperto le marcature al 9' continuando una stagione straordinaria dove sta ridefinendo il ruolo del terzino offensivo. Con quattro gol e cinque assist in 18 presenze di campionato (2025/26), il nerazzurro partecipa a nove reti in questa stagione, un dato che lo rende il miglior difensore d'Europa nei maggiori cinque campionati, in parità con Alejandro Grimaldo. In questa stagione ha già segnato quattro gol in Serie A, equivalenti a quelli realizzati in 33 partite nel 2024/25: una crescita esponenziale che dimostra come Chivu abbia saputo valorizzare al massimo le sue capacità offensive. Inoltre, Dimarco vanta tre reti contro il Napoli in Serie A, il suo bottino migliore contro una singola squadra.

3. La maledizione dell'Inter contro le tre grandi

Dalla stagione scorsa, l'Inter non ha vinto nemmeno una delle 13 sfide contro Napoli, Milan e Juventus considerando tutte le competizioni: 6 pareggi e 7 sconfitte. Questo dato storico preoccupante suggerisce che nonostante il primato attuale in classifica, i nerazzurri faticano contro le squadre più attrezzate. Con il 2-2 di San Siro, questa maledizione continua a perseguitare una squadra che altrimenti sta dominando il campionato con risultati convincenti contro gli altri rivali.

4. Çalhanoglu: kingmaker contro il Napoli

Hakan Çalhanoglu ha consolidato un'altra volta il suo status di specialista contro i partenopei, realizzando il 2-1 dal dischetto al 73'. Lo statunitico turco ha ormai messo a segno cinque gol contro il Napoli in Serie A con la maglia dell'Inter, diventando la prima formazione della competizione che lo vede vittimario preferito. Oltre al rigore di questa partita, due degli ultimi tre gol su rigore concessi da Vanja Milinkovic-Savic in Serie A portano la firma di Çalhanoglu: un dettaglio che racconta di una perizia dal dischetto ormai nota agli addetti ai lavori.

5. L'espulsione di Conte: proteste e vergogna

Antonio Conte ha voluto protestare energicamente contro la decisione di Doveri di assegnare il rigore per il fallo di Rrahmani su Mkhitaryan al 73'. L'allenatore del Napoli, già carico dal match precedente, ha esclamato "Vergognatevi" prima di ricevere il cartellino rosso diretto. Questa espulsione ha privato la squadra di un elemento fondamentale nel controllo dei ritmi, soprattutto in una gara dove il fisico e la tattica sono stati decisive. Nel clima della sfida per lo scudetto, episodi come questo assumono risonanza importante nell'economia della stagione.

6. Il traguardo storico di McTominay: il gol numero 3700 del Napoli

Il primo gol di Scott McTominay al 26' ha rappresentato il 3700° gol del Napoli in Serie A, un traguardo raggiunto soltanto da sei squadre nella competizione: Juventus, Inter, Milan, Roma, Fiorentina e Lazio. Questo dato statistico evidenzia come il Napoli rappresenti una realtà storica nel campionato italiano, con una tradizione goleadore che lo colloca ai vertici della hierarchy calcistica nazionale. Un primato che accompagna il club campione in carica in una stagione carica di sfide importanti.

7. La classifica invariata: psicologia di battaglia

Nonostante il grande spettacolo offerto dai 90 minuti e 6 di recupero, il pareggio ha confermato la distanza in classifica tra le due squadre: l'Inter rimane in testa con 43 punti, a +4 sul Napoli che staziona a 39 punti con una partita in meno da recuperare. Per i nerazzurri è stato il primo pareggio in Serie A in questa stagione, un dato che comunque mantiene intatta la corsa al titolo. La partita ha testimoniato come il calcio moderno sia sempre più una questione di dettagli: due gol annullati a Hojlund per questioni millimetriche, un palo colpito da Bastoni e numerose occasioni non sfruttate. In questa battaglia per lo scudetto, il 2-2 si trasforma in un punto di meditazione per entrambe le squadre.

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