Coppa d'Africa, il Marocco vince a tavolino: la CAF ribalta la finale contro il Senegal
A due mesi dalla finale disputata a Rabat, la Confederazione Africana di Calcio (CAF) ha assegnato ufficialmente il titolo di campione d'Africa al Marocco. Il Comitato d'Appello ha accolto il ricorso presentato dalla Federcalcio marocchina, ribaltando l'esito del campo che aveva visto il Senegal imporsi per 1-0 ai tempi supplementari, e decretando la vittoria a tavolino per 3-0 a favore della nazionale nordafricana.
La dinamica dell'abbandono del campo
La decisione della giustizia sportiva africana si basa sui fatti avvenuti durante i minuti di recupero dei tempi regolamentari della finale, sul punteggio di 0-0. A seguito dell'assegnazione di un calcio di rigore al Marocco, i giocatori del Senegal hanno abbandonato momentaneamente il terreno di gioco in segno di protesta. La squadra è successivamente rientrata in campo, convinta da Mané, permettendo la ripresa del gioco. Il penalty è stato poi fallito da Brahim Diaz, portando la sfida ai tempi supplementari, dove il Senegal ha trovato la rete decisiva.
Le motivazioni della sentenza e le norme applicate
Il dispositivo della sentenza emessa dal Comitato d'Appello della CAF dichiara il ricorso del Marocco ammissibile e fondato. L'organo ha stabilito che la condotta della nazionale senegalese costituisce una violazione dell'articolo 82 del Regolamento della Coppa d'Africa. Di conseguenza, in applicazione dell'articolo 84 del medesimo regolamento, il Senegal è stato sanzionato con la sconfitta a tavolino con il risultato di 3-0.
La posizione della Federazione del Marocco
In seguito alla pubblicazione della sentenza, la Federazione calcistica del Marocco ha diffuso un comunicato ufficiale per chiarire la propria posizione. La dirigenza ha precisato che l'azione legale non intendeva contestare la prestazione sportiva espressa sul campo dalle squadre, ma era finalizzata unicamente a richiedere l'applicazione rigorosa del regolamento di gara, a tutela della stabilità e della correttezza delle competizioni africane.
Tempi per il ricorso al TAS e procedimenti paralleli
La Federazione del Senegal ha a disposizione dieci giorni di tempo per impugnare la decisione della CAF e presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS). La sentenza sportiva si aggiunge ai provvedimenti già presi a fine gennaio, quando la CAF aveva imposto sanzioni economiche a entrambe le federazioni per violazione dei principi del fair play. Sul fronte dell’ordine pubblico, inoltre, la corte ha rinviato al prossimo 30 marzo il processo d’appello riguardante 18 tifosi senegalesi condannati a pene detentive per i disordini legati alla finale.