7 curiosità su...Alberto Paleari

All’alba dei 33 anni, Alberto Paleari è diventato uno dei nomi più cercati su Google. Un portiere che ha vissuto gran parte della sua carriera tra Serie B e Serie C, ma che oggi si sta prendendo la scena più grande: quella della Serie A, con la maglia del Torino.
Il suo percorso è una storia di perseveranza, studio e passione. Ma chi è davvero Alberto Paleari? E perché tutti ne parlano dopo il derby con la Juventus? Ecco sette curiosità che raccontano il “nuovo” volto del calcio granata.

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Le 7 curiosità su Alberto Paleari: dal sogno granata al fenomeno del web

Da riserva a protagonista, Alberto Paleari è la sorpresa del momento in casa Torino. Dopo anni tra Serie B e C, il portiere classe 1992 si sta guadagnando la scena con parate decisive e carattere da leader. Ecco sette curiosità per scoprire chi è davvero l’uomo che ha conquistato il popolo granata.

1.Cresciuto nel Milan, maturato tra Benevento e Cittadella

Milanese di nascita, Paleari è cresciuto nel vivaio rossonero ma ha costruito la sua carriera lontano da San Siro. Le tappe più significative? Benevento e Cittadella, dove ha affinato tecnica e mentalità. Con il tempo è diventato un portiere completo, abituato alla battaglia e pronto al salto di categoria.

2. Dalla Serie C ai riflettori della Serie A

Fino a poche settimane fa, Paleari era il classico portiere di riserva. L’infortunio di Israel gli ha spalancato le porte della titolarità, e lui ha risposto con prestazioni da veterano. In quattro partite ha subito solo 3 gol, nessuno dei quali realmente imputabile a suoi errori, e ha regalato ai tifosi almeno quattro parate decisive.

3. Il derby che l’ha consacrato

Lo 0-0 contro la Juventus è stato il suo biglietto da visita per il grande pubblico. Parate spettacolari, sicurezza nelle uscite e una spontaneità irresistibile nel post-partita (con tanto di parolaccia finita virale). Quella sincerità ha conquistato i tifosi granata, che in lui hanno visto un uomo prima ancora che un calciatore.

4. “Titolari non esistono”: la fiducia di Baroni

L’allenatore del Torino, Marco Baroni, ha ribadito più volte che per lui non esistono gerarchie fisse. Paleari, grazie alle sue prestazioni, si è guadagnato il posto sul campo e la possibilità di continuare a difendere la porta anche dopo il rientro di Israel.

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5. Il precedente con il Genoa

Il suo esordio in Serie A è arrivato nel 2020 con il Genoa. Una parentesi breve ma significativa, che oggi suona quasi come un segno del destino: proprio al Genoa gioca Nicola Leali, un altro portiere che, come lui, ha saputo ribaltare le gerarchie partendo da secondo.

6. Non solo calcio: una laurea e un canale YouTube

Paleari non è il classico calciatore “solo pallone”. Si è laureato in Scienze Motorie e ha vinto le Universiadi del 2015 con la Nazionale universitaria. Inoltre, ha aperto un canale YouTube (oggi un po’ fermo) dove raccontava la vita quotidiana di un portiere tra allenamenti, sacrifici e sfide personali.

7. Un leader silenzioso ma ascoltato

Anche se gioco poco, mi sento un leader”, ha dichiarato recentemente. Ed è vero: in campo trasmette calma e fiducia, fuori è un punto di riferimento per i compagni. Le statistiche lo confermano: 6.75 recuperi a partita, tra i migliori della Serie A. Numeri che raccontano di un portiere completo, che unisce tecnica e personalità.

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